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Immigrazione

Noi non siamo razzisti. Siete voi che siete mussulmani

islam_moderato_e_fondamentalistaMa perché dalla II GM alla fine del secolo  scorso noi europei abbiamo destinato risorse inverosimili agli armamenti, ci siamo preparati a combattere una guerra che avrebbe raso al suolo le nostre città, monumenti, vestigia del momento più alto raggiunto dall’umanità, ci siamo predisposti ad ucciderci, fratelli contro fratelli, per difendere quello che eravamo? Comunisti o capitalisti, democratici o totalitari, religiosi o atei, abbiamo vissuto nel terrore di un dottor Stranamore che facesse detonare la scintilla del conflitto finale con cui il nemico ci avrebbe imposto la sua ideologia ed il suo modo di vivere e negato la nostra libertà ed identità. Ma era solo una menzogna: probabilmente non ci interessava difendere quello che eravamo, forse non sapevamo nemmeno chi eravamo. Sarebbe bastato un bluff dell’altra parte e ci saremmo sciolti come neve al sole, pronti ad arrenderci subito e ad omologarci in cambio di una parvenza di vita o, meglio, di sopravvivenza. È quello che sta succedendo adesso con l’Islam ed i mussulmani.

Abbiamo combattuto per  25 anni in Medio Oriente raccontandoci che volevamo rendere quelle popolazioni, oppresse dai vari Saddam e Gheddafi, libere e partecipi del nostro sogno e del nostro modello di civiltà,  evidentemente superiore perché ci garantiva le solite cose che da 70 anni ci definiscono: pace, democrazia, libertà, diritti, benessere, sicurezza, assistenza, ricchezza, solidarietà, uguaglianza e poi ancora individualità, socialità, apertura, curiosità, innovazione, progresso, realizzazione. Ci siamo meravigliati che quelle povere popolazioni accettassero uno stile di vita così arretrato, povero, diverso dal nostro. Che gli uomini fossero costretti a portare la barba, le donne il burqa, che tutti fossero limitati nella loro vita da una religione totalitaria, oppressiva, inflessibile e rigida, che usciva dalla moschea per invadere le strade, le case, le scuole, i tribunali, i parlamenti. Abbiamo sperato che la Primavera araba aprisse la strada al cambiamento, alla liberazione, al progresso. Ed invece apriva la strada al nostro regresso ed alla nostra oppressione.

Colonia, Amburgo, la Svizzera, la Svezia, la Finlandia, tutti i posti in Europa in cui si è tenuto il capodanno islamico, segnano un punto focale dell’invasione e smascherano la menzogna dei mussulmani e della loro religione. Noi, stupidi ingenui, abbiamo avuto paura di offenderli celebrando Natale e Capodanno, abbiamo accantonato Gesù, il Presepe, l’albero pagano ed il Santa Klaus consumistico. Inutilmente. Loro non vogliono la nostra religione: vogliono noi, i nostri corpi, il nostro spirito, la nostra intelligenza, il nostro coraggio, le nostre risorse. E l’alcol e la droga di cui erano imbottiti non li rendono superiori al nostro nichilismo ma svelano la menzogna di una religione apparentemente inflessibile che è solo la copertura di un’ansia di conquista e di dominio di gente diversa.

Come in Brecht, prima vennero a prendere le donne. Le donne, come sempre se le sono immaginate: prede, oggetti, strumenti la cui umiliazione è l’umiliazione del maschio, dell’uomo, di un nemico talmente debole  da non riuscire a difenderle. Come a Troia e a Srebrenica, nella Sabina e nella Ciociaria. “Altro” rispetto alla società, alla politica, alla religione. Alla vita.

Questa volta non è così, non dovrebbe essere così. L’Europa non è apartheid, non è segregazione, non è schiavitù. Le donne siamo noi, le donne sono noi: violando loro, avete violato noi. Non abbiamo bisogno, noi maschi etero ed omo, che ci veniate a prendere, ci avete già presi.

Adesso tocca a noi: siamo ancora qualcosa di quello che credevamo di essere? Crediamo ancora in qualcosa di quello in cui credevamo di credere? Perché se sì, non ci vorrà molto: siamo più numerosi, più ricchi, più evoluti, più potenti. Se sì, non arriveranno più barche. Se sì, voi tornerete a compiere le vostre oscenità là dove siete nati.

Siete qui solo per la perversione di un sistema che ha dichiarato guerra ai suoi cittadini. Per una sinistra che cercava la rivoluzione ed avrà l’oscurantismo; per un’industria che voleva l’esercito di riserva ed avrà le milizie islamiche; per istituzioni europee che ambivano all’Homo Universalis ed avranno  i barbari alle porte; per un Papa che viene da troppo lontano ed è troppo ignorante per capire che Europa Cristiana ed Islam sono in lotta da 15 secoli. Siete qui perché siamo quello che siamo e che voi non siete: capitalisti, imperialisti, colonialisti, individualisti. Liberi, di essere quello che siamo e di diventare quello che vogliamo. Liberi, di scopare quando e con chi vogliamo. Anche liberi di pregare, se e quando vogliamo. Siete qui perchè vorreste essere quello che noi siamo diventati e che voi non diventerete mai, poveri schiavi di un dio arcaico e sanguinario che non vi dà pace; che non vi fa pensare, inventare, provare, sbagliare; che pretende inchini, salmodie e digiuni che non vi lasciano lavorare; che vi lascia a sbavare di fronte a due tette salvo ricompensarvi da morti con una favola fatta di vergini che si riverginizzano.

Quello che siete non ci interessa: non cambieremo per voi. La vostra civiltà è malata, la vostra cultura è primitiva: assimilatevi a noi o andatevene. Noi non siamo razzisti, siete voi che siete mussulmani.

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