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M5S

Bye Bye Filippo

123012126-8b2b1455-9256-4c63-9f27-d587896fd772L’avviso di garanzia di Nogarin è solo l’avversarsi delle contraddizioni che avevo già evidenziato mesi addietro trattando del caso AAMPS. Anche se l’avviso fosse stato emesso “solo” per bancarotta fraudolenta non sarebbe in ogni caso stato un atto dovuto perchè si tratta sì di reati fallimentari ma il fallimento non comporta automaticamente conseguenze penali, necessitando di indagini ad hoc, e comunque la fraudolenta non è cosa da poco. Ma l’avviso di garanzia è anche per abuso di atti d’ufficio e falso in bilancio, quindi gli si imputa un comportamento doloso posto in essere nel periodo intercorrente fra l’inizio del suo mandato e la richiesta di procedura concorsuale. Il concordato eliminerà il presupposto della bancarotta ma non gli altri due reati per cui Filippo presto dovrà decidere cosa fare del suo mandato: resistere, resistere, resistere o dimettersi in ossequio alle regole ipermoraliste del Movimento immolandosi per il bene di Luigi? Purtroppo manager si nasce: se senti puzza di bruciato, agisci subito senza cercare di salvare capra e cavoli. Nogarin non nacque e quindi non è andato subito in tribunale ma ha cercato, da buon sinistrorso, di salvare insieme moralità e stipendi dei dipendenti pubblici.

E’ l’effetto della contraddizione principale del M5S dello scorso anno, l’essersi spostato troppo a sinistra sull’onda di sindaci di tale estrazione e delle liaison con l’estrema sinistra che per un periodo ha visto un possibile approdo nel movimento. Non puoi essere il vendicatore dei cittadini per i danni che il PD ha creato con la gestione dissoluta dei comuni e al contempo tutelare i “poveri” dipendenti che di quei danni hanno beneficiato sotto forma di assunzioni e trattamenti di favore: o tuteli i cittadini contribuenti, o tuteli i cittadini pubblici dipendenti, tutti e due non è possibile.

Di Maio lo ha capito e tace su tutto, non si espone neanche per una virgola beneficiando delle contorsioni in cui Renzi si sta avvitando. Nogarin non lo aveva capito e fra poco si sacrificherà per il bene supremo della conquista di Palazzo Chigi. In generale tutti i problemi che erano elencati nel precedente post si sono manifestati: povera la Raggi che dovrà forse gestire per un anno e mezzo la madre di tutte le contraddizioni, Roma.

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