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M5S

Raggi le comiche

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Pappapparaparappapara Pappapparaparappapara pappappara pappapara …….venite a Roma, ci si diverte!

Con la defenestrazione dell’indagato De Dominicis, che ha battuto il record di velocità di defenestrazione di un assessore al bilancio sul globo terracqueo, la Sindaca Raggi aggiunge un altro episodio al grottesco susseguirsi di insuccessi che caratterizzano la sua amministrazione e dà un altro colpo di piccone alla sua credibilità dentro e fuori il M5S.

È ormai evidente che la Giunta Raggi è un’anomalia non solo rispetto alle normali giunte comunali italiane ma anche rispetto alla forza politica che vorrebbe esprimerla. La verità è che il M5S, nelle persone di Grillo e Casaleggio e dei membri del Direttorio, non si sono mai fidati di Virginia e forse manco la conoscevano realmente: la prova è il tentativo che hanno fatto sin dall’inizio di ingabbiarla in un sistema di regole contrattuali e di organismi di controllo per limitarne l’autonomia e la decisionalità. Ed il timore non era, forse, tanto quello legato alla volitività della persona ma quello che in realtà essa rispondesse ad altri centri di potere, politico e professionale.

Probabilmente aveva ragione Casaleggio Gianroberto quando, inizialmente, aveva avuto una pessima impressione dei quattro consiglieri comunali romani e non riteneva di sceglierne uno come candidato sindaco. Poi la carenza di materia prima e la viltà del Dibba avevano troppo ristretto il campo di scelta e alla fine la Raggi si era rivelata la meno peggio sfruttando appieno le dinamiche dei meetup romani, ormai evidentemente diventati un covo di infiltrati e cospiratori, che le avevano consentito di massimizzare l’effetto leva: pochi click per 770.000 voti veri. La speranza era perdere bene nel qual caso Virginia sarebbe stata il volto ottimale: carina, educata, apparentemente professionale, avrebbe condotto 5 anni di opposizione salvando il movimento dai rischi di governare una città che ormai è un problema nazionale. Ma nonostante il calo di entusiasmo conseguente al gran rifiuto di Di Battista, la pochezza delle alternative non ha impedito la vittoria pentastellata e l’emergere dei limiti e delle contraddizioni del personaggio: scarsissima personalità, profilo professionale mediocre che l’aveva evidentemente costretta a mediazioni e sudditanze con realtà più importanti (mai dimenticare il ruolo occultato nello studio Sammarco-Previti che oggi sembra essere il peccato originale), assoluta mancanza di introduzione negli ambienti romani che contano con la necessità di appoggiarsi a referenti professionali (lo studio suddetto) e politici (gli improbabili Frongia, Marra, ecc.) per comporre alla meno peggio la sua giunta. Un sindaco debolissimo e quindi ricattabilissimo, oggi ancora più debole e quindi sempre meno attrattivo per profili adeguati alla bisogna.

La Raggi è evidentemente schiava di impegni inconfessabili: non si capisce come possa altrimenti aver fatto strame dei principi del M5S per onorare cambiali nei confronti di soggetti estranei al movimento. Una forza che voleva portare al governo gente nuova, onesta, competente e disinteressata selezionata in modo trasparente, democrati e meritocratico che si trova a difendere Marra, Frongia, Muraro, tutta vicina se non collusa con gli stessi partiti che si volevano asfaltare. A Roma, la capitale trimillenaria della politica, si doveva partire dal grillismo: aprire il Campidoglio come una scatoletta per scoperchiare ed eliminare sprechi e privilegi. Ci si è accontentati di tagliare marginalmente le spese di ruoli inutili e ridondanti (Capo Gabinetto, Vice Capo, Portavoce, Segreteria Politica) quando a Torino spendono un decimo. Ci si è impiccati nella difesa di una tizia che, solo per il fatto di aver trafficato in rifiuti per 13 anni qualcosa avrà fatto di sicuro, senza manco chiederle il certificato dei carichi pendenti che viene invece preteso dai candidati consiglieri di Roccacannuccia, errore appena ripetuto con De Dominicis, prima nominato e poi revocato per lo stesso motivo.

La Raggi naviga a mosca cieca in un ambiente che non conosce commettendo errori a ripetizione e combinando danni. Il M5S sta cominciando a prenderne le distanze. Nessuno poteva pensare che nascesse un disastro così in così poco tempo, un problema tanto grande da affossare carriere e ridimensionare le ambizioni del movimento stesso. E la cosa più inverosimile è che sta facendo tutto da sola senza che nessuno le ponga i bastoni fra le ruote (e ci mancherebbe altro!).

Paaaparapapapaaaaa paraparaparapapaaaaaaa…. …….venite a Roma, ci si diverte! Magari ancora per poco.

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