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Terrorismo

Je suis Quebec City

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A giugno due estremisti islamici avevano barbaramente martirizzato un vecchio prete francese violando orrendamente un luogo di culto cristiano. Stanotte due persone, le cui identità e motivazioni sono  al momento ignote alla pubblica opinione, hanno ucciso e ferito molti fedeli islamici pacificamente riuniti in preghiera. Non basta evidenziare che milioni di altri fedeli islamici, nelle stesse ore, in Europa, America, Australia, ovunque viga la civiltà bianca cristiana di origine europea, hanno avuto modo di svolgere, in  pace, sicurezza e libertà, i loro riti. L’efferatezza dell’atto è la stessa e deve essere condannata senza riserve. La convivenza, anche solo su scala planetaria, fra cristianesimo e Islam è difficile se non impossibile. Molti eventi sono successi ed altri succederanno. Ma il mondo nato sul cristianesimo da molti anni assicura la libertà di culto che, a differenza di quanto avviene nei paesi islamici, è generalizzata anche se inizia e finisce nei luoghi ad essa deputati.  Tutti i luoghi ad essa deputati, anche quelli di coloro che non ammetterebbero altrettanta libertà nei loro paesi di origine o nei paesi che li ospitano se fossero loro a comandare. E’ questo che ci rende diversi ed oggettivamente migliori di loro. Non rinnego le posizione espresse in questo sito, non voglio che siano loro a comandare nel mio paese e farò quanto possibile per evitarlo. Ma come esseri umani innocenti meritano la stessa pietà e lo stesso dolore provati per il prete francese e per quei cristiani che sono stati  martirizzati, nei due anni passati, perchè non professavano lo stesso Dio. Siamo stati Parigi, Bruxelles, Dacca, Nizza, Berlino e molto altro. Oggi, per Average Joe, dobbiamo essere Quebec City.

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