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Immigrazione

Paolone l’Africano

Per fortuna c’è un giudice a Tripoli che si prende la responsabilità di far rispettare la legge! L’inverosimile ricorso presentato da qualche Tuareg contro l’accordo Italia-Libia firmato da Gentiloni ed Al Sarraj ha trovato accoglienza – e non è una barzelletta – presso il TAR di Tripoli che lo ha annullato. Tutto il mondo è paese e anche la Libia delle 140 tribù e delle 200 milizie armate patisce l’ingerenza della magistratura nelle questioni politiche. L’accordo prevedeva l’impegno del governo di Tripoli a frenare l’esodo verso le italiche coste in cambio di navi e addestramento. Che un tizio che vive chiuso in una base ONU perchè sennò gli sparano potesse rispettare gli accordi era poco probabile ma adesso quegli accordi sono ufficialmente carta straccia.

Ma niente paura, Paolone ha ben altre frecce al suo arco. Decaduto l’accordo internazionale ha convocato un vertice del Mediterraneo con Italia, Libia, Malta, Slovenia e – pare impossibile ma è vero – Germania a cui Al Sarraj, oramai avvezzo alla comicità, è arrivato con 48 ore di ritardo, mentre stavano sparecchiando, causa ennesimo golpe in corso che gli impediva l’uscita dalla base ONU in cui vive rintanato mentre emette degli editti che fanno la fine della carta igienica. Giusto in tempo, tuttavia, per chiedere 800 milioni in denaro e merci, fra cui mute da sub (!) e telefoni satellitari (!!), per contrastare i trafficanti.

Capito che anche questa volta era andata buca e che Al Sarraj ormai non era più spendibile, Paolone ha sfoderato un colpo da maestro incaricando Minniti di organizzare a Roma un vertice con 60 (diconsi sessanta) capitribù dell’etnia Tuareg e Suleiman, molti dei quali arrivati in abiti tradizionali e sheik che ne copriva il volto. Eredi di quelli che, nei favolosi ma politicamente scorrettissimi anni ’80 erano rappresentati dai fumetti Lanciostory come “predoni del deserto” intenti a fare le peggio cose ai legionari stranieri che occupavano le loro terre per civilizzarli, radunati intorno al tavolo che ospitava in passato il Consiglio dei Ministri, hanno giurato di impegnarsi ad impedire il proseguimento del traffico di esseri umani ovviamente in cambio di denaro perché, si sono lamentati, anche Beduini e Tuareg tengono famiglia ed in qualche modo devono sbarcare il lunario. Per suggellare il patto non è stato necessario ricercare la penna d’antan usata il 25 marzo per firmare la dichiarazione di conferma in vita dell’UE in quanto è stato sufficiente scambiarsi una parola d’onore visto che, per Beduini, Suleiman e Calabresi, la parola “è sangue”. Che cretini quelli dell’ONU che passano la vita a limare dichiarazioni e opporre diritti di veto: basterebbe scambiarsi un giuramento magari, per rimanere in tema fumettistico, sfregandosi reciprocamente le braccia sanguinanti perché appena tagliate con un coltello alla moda Sioux dei fumetti di Tex e Zagor, e la pace sarebbe fatta.

Sull’onda di questo enorme successo diplomatico, il governo italiano si è portato avanti e ha firmato un accordo con quello nigerino per fermare, al modico prezzo di 50 milioni, i flussi di migranti che attraversano il paese diretti a nord. Non al confine con la Nigeria, no, sarebbe troppo semplice, ma 1000 km più avanti, in mezzo al deserto. Il ridicolo è che la Nigeria sta cercando in questi giorni – esperienza personale –  100 milioni da donatori internazionali per pagare un sistema droni che consenta il controllo della frontiera nigerina in quanto esporta migranti verso l’Europa ma importa immigrati dai paesi circostanti più poveri. A parte il terribile via vai che ci deve essere in quelle zone, è evidente dal confronto che 50 milioni non bastano nemmeno per cominciare anche perché verranno fatti secchi come sempre da cleptocrati locali.

Questa è la situazione in Italia nell’anno di grazia 2017. Al contempo nei paesini intorno a Firenze si sentono gli anziani che passeggiando parlano di quella conoscente che si è trovata due neri (il termine usato era invero differente ma non oso ripeterlo perché sennò feisbuk se ne ha a male, ndr) in casa che le rubavano. La pressione immigratoria è ormai diventata argomento elettorale anche in Italia e pure nella rossissima (ancora?) Toscana. A differenza di Renzi, perso sul suo personale pianeta Pa-Poll dove si vota tutti i giorni, anche due volte, e se si perde si rivota subito, Gentiloni e Minniti sembrano avere capito che alle prossime elezioni si terrà conto anche dell’atteggiamento verso i migranti. L’inizio dell’anno, con le parole di Mattarella in TV, di Minniti e della Pinotti che si era spinta ad ipotizzare qualcosa di simile al blocco navale, sembrava avere svegliato governo e PD dal torpore in cui vivono ma le ultime settimane segnano passi indietro: +70% di arrivi, spinte della sinistra sullo ius soli, rifiuto anche solo di prendere in esame l’idea di ritirare le navi dalla linea delle 12 miglia, occhi chiusi sulle ONG che ormai operano come se fossero stati autonomi tipo SMOM. Va avanti a fatica la legge di contrasto agli immigrati irregolari che prevede l’eliminazione dell’appello per richiedenti asilo, fumo negli occhi perché probabilmente incostituzionale, e poteri infimi concessi ai sindaci mentre invece il governo approva invece con la fiducia la legge sui minori abbandonati presentati come “bimbi” quando invece sono adolescenti se non adulti che spacciano una minore età che i nostri servizi sociali non fanno fatica a credere vera. Una legge che promuoverà l’arrivo di sedicenti sedicenni da tutto il mondo che vengono qui a farsi mantenere a vita perché abbandonati salvo quando chiederanno di ricongiungersi a papino e mammina che tanto amorosamente li hanno mandati da soli attraverso 17 stati a cercare il benessere. I nostri giudici diranno subito che quei genitori che hanno cacciato i “bimbi” da casa non erano crudeli ma “diversamente buoni” e quindi meritevoli – differentemente da quei terribili babbi italiani a cui i figli vengono giustamente tolti perchè non giocano tutto il giorno con loro a “ucci ucci cavallucci” preferendo giocare a calcetto con il figlio del padrone commettendo anche illecito sportivo perché lo lasciano vincere con largo scarto per non farsi cacciare via dall’impiego precario pagato con  i voucher – di vedersi riassegnati i figli luce dei loro occhi che nel frattempo si saranno fatti una posizione mendicando e urlando nelle strade per avere il cibo tipico del loro paese che però non ci dicono.

La soluzione sarebbe semplice: ritirare le navi e usare la marina militare per fermare le imbarcazioni, lasciando fare al Mediterraneo quello che faceva quando era davvero il Mare Nostrum: un muro naturale ed invalicabile che faceva scudo all’Italia ed agli Italiani. Invece quest’anno arriveranno in 300.000. C’è un giudice a Tripoli, ci saranno (presto o tardi) le elezioni in Italia.

 

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