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Terrorismo

Islamofobi!

download (1)Un fatto sconcertante è accaduto a Torino. Il 3 giugno 2017, di sera, 30.000 persone hanno dato luogo ad atti evidenti e palesi di islamofobia. Di fronte al semplice scoppio di un petardo e ad innocue urla in arabo inneggianti al misericordioso idolo mussulmano, invece di reagire compostamente, eventualmente interrogandosi sui motivi profondi che potevano avere indotto una risorsa umana di inestimabile valore a comportarsi in tal modo, non mancando di riconoscere le proprie colpe per pretendere di seguire un modello di civiltà che differisce troppo da quello dei nuovi arrivati e che ne rende difficile l’integrazione, indugiando in atti blasfemi come tifare per una squadra di calcio bevendo birra, i presenti hanno dato luogo ad un movimento inconsulto e collettivo che ha prodotto oltre 1.500 feriti. È inconcepibile come una città moderna e progressista, oltretutto amministrata dalla forza del futuro, possa essere caduta in un simile abominevole atto di islamofobia, xenofobia e razzismo. L’elevato numero di feriti rappresenta un serio monito al ripetersi di tali eventi, giustamente stigmatizzati dagli scienziati che hanno dimostrato come tali comportamenti possano essere imputati soltanto al cervello rettiliano primitivo che spinge alla fuga o alla reazione ostile senza indurre gli indigeni a riflettere. Per precauzione, ma anche per promuovere uno stile di vita più consono “ai nostri valori”, i prossimi eventi di massa verranno vietati o resi talmente difficoltosi da disincentivare la partecipazione che tanto offende i nostri riveriti ospiti.

L’islamofobia non è solo una posizione intellettuale del tutto razionale di fronte alla mera constatazione che sarà anche vero che non tutti i mussulmani sono terroristi ma è altrettanto inequivocabile che tutti i terroristi sono mussulmani e quindi, alla grossa, è meglio non averli in mezzo alle palle. Non è una semplice tesi sociologica basata sulla constatazione che l’Europa è ormai israelizzata ed è in corso una vasta Intifada che non conosce confini e che unifica sotto di sé terroristi delle più varie nazionalità ed etnie. Non è più soltanto una posizione politica basata sulle elaborazioni intellettuali di cui sopra e che mira ad assumere giuste decisioni per ridurre i danni per le nostre società e per i cittadini normali che non possono permettersi una scorta e che non vorrebbero d’altro canto chiudersi in casa vita natural durante. È ormai un mero fatto neurologico: il nostro cervello primitivo ha interiorizzato la minaccia islamica ponendola al pari di quella rappresentata dalle belve. “Hide and run” è il comando che ci lancia appena sente parlare di Allah. L’islamofobia esce dal novero delle scienze sociali ed entra in quello della neurologia. Gran risultato abbiamo ottenuto.

Nel frattempo abbiamo avuto un attentato a Londra, uno a Melbourne ed uno a Parigi Notre Dame che confermano che l’islamofobia è sinonimo di razionalità. Ecco l’elenco aggiornato: Parigi, Parigi, Saint Quentin, Parigi, San Bernardino, Bruxelles, Orlando, Magnaville, Dacca, Nizza, Heidingsfeld, Monaco, Ansbach, Saint Etienne du Rouvray, Charleroi, Toronto, Strasburgo, Home Hill Virginia, St. Claude – Minnesota, New York, Seattle, Pasadena, Baltimora, Berlino, Istanbul, Grasse, Parigi Orly, Parigi Louvre, Parigi, Heidelberg, Dusseldorf 1, Dusseldorf 2,  Londra, Anversa, Stoccolma, San Pietroburgo, Parigi (poliziotto), Alessandria, Il Cairo, Manchester, Londra, Melbourne, Parigi Notre Dame (to be continued…).

Average Joe è tifoso viola. Il match con la Juve è da sempre “La Partita”, sempre personalmente vissuta con l’ambizione e la speranza di un confronto virile ma leale, di rivalità estrema ma mai di inimicizia. L’età gli permette, purtroppo, di ricordare il dolore per l’Heysel. Le circostanze sfortunate lo rendono di nuovo vicino ai tifosi juventini feriti nella notte di sabato scorso.

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