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Terrorismo

Fracaso Total!

Anche Barcellona si aggiunge alla ferale lista delle città ferite dagli attentati mussulmani. In calce la lista aggiornata ma aperta.

La Spagna forse pensava di avere già dato con l’attentato qaedista del 2004 e si rivela oggi il ventre molle dell’antiterrorismo europeo. L’attentato non è di un lupo solitario ma di un commando ben organizzato di cui sono stati individuati, arrestati e uccisi almeno 11 membri. Gli iberici, a differenza di inglesi, francesi e tedeschi, perdono su tutta la linea: investigazione, prevenzione, repressione. Hanno lasciato nascere e prosperare un’organizzazione ampia e strutturata senza accorgersene e senza quindi poter intervenire in anticipo ma anche la reazione all’attentato è stata lenta ed il responsabile diretto è ancora in fuga dopo avere ucciso un passante: niente a che vedere con i bobby inglesi da “un colpo, un morto” e certamente l’assassino è ora protetto dall’ampia area grigia islamica che alberga anche là. A pensar male si fa peccato ma forse pesa anche il fatto che la pazza che è stata eletta sindaco di Barcellona era la paladina – pure ipocrita perché la Guardia Civil post-franchista, per sua fortuna, da Ceuta e Melilla non faceva entrare nessuno – dell’immigrazione libera, progetto a cui si era ispirato pure quell’imbecille di Sala a maggio: vuoi vedere che magari la pressione si era un po’ allentata per rimanere nell’ambito del politicamente corretto? E vale la pena cercare l’indipendenza se questo è il livello delle autorità locali?

Severgnini, un poveretto che campa decolorandosi i capelli per sembrare suo nonno, si chiede oggi sul Corriere come sia possibile che un’auto faccia 600 metri sulla Rambla uccidendo persone senza che nessuno la fermi. Non mi sembra impossibile considerando, che a soli 50 km/h, ci si impiega meno di 40 secondi. Hanno ragione coloro che dicono che attentati di questo genere sono inevitabili sul momento. Hanno torto quando non dicono che vanno prevenuti e che questo si deve fare in due modi. Politicamente, attuando politiche di de-islamizzazione dell’Europa. Militarmente, con norme speciali che permettano di svolgere facilmente schedature, arresti preventivi, sequestri, perquisizioni. Un mix di legge Reale e di 41bis per fronteggiare un fenomeno che le caratteristiche sia del terrorismo che dell’omertà mafiosa essendo agevolati dal fatto che i terroristi sono ben diversi dalle loro vittime: scuri, con i capelli ricci, con nomi strani, parlano un’altra lingua, usano un altro alfabeto, frequentano loro templi e ritrovi. Non ci vorrebbe molto ad attenzionarli per bene. Per fare un esempio, una legge del genere potrebbe prevedere che se un arabo noleggia un automezzo (come successo, vado solo a memoria, a Nizza, Londra, Barcellona) occorre fare una segnalazione alla polizia: magari incrociando i dati si scoprirebbe che il conduttore è già schedato per radicalizzazione e potremmo prevenire la strage.

Ma questo non si può fare perché significherebbe profilare una parte di popolazione in termini etnico-razziali-religiosi e questo per le vestali del politicamente corretto è razzismo. Meglio continuare a mandare gattini via Twitter e lasciare orsacchiotti nella strada insanguinata ed il giorno dopo continuare come prima dicendo che il criminale era depresso o disagiato. Ma se, come addirittura Severgnini è costretto ad ammettere, i terroristi si definiscono in termini identitari arabo-mussulmani pur essendo, in parte, nati e cresciuti da noi, è produttivo, in termini politici e di sicurezza, continuare a negare l’esistenza di queste categorie? Davvero la soluzione al problema è “disinnescare” la loro identità, oltretutto dopo che loro hanno conosciuto la nostra e la rifiutano al punto da diventare assassini e/o suicidi, invece che recuperare noi la nostra? Se dei tizi uccidono in quanto si sentono arabi e mussulmani e quindi, dal loro punto di vista, nemici degli europei cristiani, questo non sarà mai qualificato come razzismo nei nostri confronti? Ed alla fin fine, è meglio un razzista vivo o un politicamente corretto morto?

Domande che restano nell’aria e che giustificano lo scontro ormai dilagante che strazia le società bianche cristiane fra politicamente corretti e altri. Vi siete accorti che da qualche tempo non si parla più di populisti ma di sovranisti ed ora addirittura di suprematisti? Non sapendo cosa dire sul presente si chiama in causa il passato che si vorrebbe eliminare, come fecero i comunisti in URSS e Cina, sia esso il fascismo in Italia o addirittura il secessionismo americano. Un’escalation verbale che cerca di contrastare, con la ripetizione ossessiva ma sempre più ridicola del mantra “correct”, il progressivo cambiamento del clima politico-culturale dei paesi occidentali: c’è qualcuno che davvero si stupisce se comincia a circolare l’idea che, rispetto al politically correct, il Ku Klux Klan sia un’alternativa realistica?

Sono sempre meno gli stati indenni da terrorismo. Interrompendo i flussi, l’Italia ha rotto il patto legato all’immigrazione? Dobbiamo cominciare a preoccuparci seriamente? O le barche che arrivano solitarie ed invisibili in Sicilia sono il sigillo di una lealtà che ancora non si è rotta? Lo vedremo presto.

Breaking news: attentati “al coltello£ anche a Turku (Finlandia) e Wuppertal (Germania).

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