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Economia e società, Immigrazione, M5S, Politicamente scorretto

Santa Susina

download“Santa susina si torna a scuolina” è un antico detto fiorentino per il primo giorno di scuola. In quest’epoca in cui tutti gli anni sembrano essere di svolta – spesso in peggio, raramente in meglio – l’A.S. 2017-2018 sembra giocare questo ruolo per un’istituzione che ha un ruolo strategico nella vita di un paese ma che in Italia è ridotta a stipendificio e parcheggio. Se la Buona Scuola aveva gettato dei sassi nel lago stagnante (l’alternanza, il potenziamento, la meritocrazia stipendiale), la semianalfabeta ministra Fedeli sembra intenzionata a provocare degli smottamenti con una gestione ed un’interpretazione delle novità che sembra ispirata al giovanilismo anni ’90 di Jovanotti quando cantava “Hey mamma guarda come mi diverto”. Il divieto di bocciatura (da quest’anno nell’obbligo e dall’anno prossimo nelle superiori) avvera il sogno del sei politico sessantottino enfatizzato dal permesso ormai prossimo di portare i cellulari in classe. La scuola agisce sul lato dell’offerta cercando di qualificare una forza lavoro che, così, potrebbe essere più facilmente impiegabile. Peccato che manchi la domanda per cui tutti questi sforzi sono largamente percepiti come inutili da studenti che spesso a 16 anni già lavorano (nei professionali) e quindi non vedono il motivo di impegnarsi di più o che pensano che non lavoreranno mai (nei licei) e quindi non vedono il motivo di impegnarsi per niente. Se togliamo quel minimo di potere che derivava dall’insufficienza (peraltro molto blando perché i DS dicono chiaramente che il 5 deve diventare 6 e che comunque con 5 non si deve bocciare o andare a settembre), non vedo quale leva rimanga in mano a docenti e dirigenti. Forse è per questo che alla maturità mi dicono che “la cinta senese è un vitello, D’Annunzio un estetista, la guerra fredda è stata fra USA e Austria”. Se poi a classi di 34 alunni diamo libertà di cellulare, possiamo farla finita: 50 minuti di lezione non sono neppure sufficienti per scrivere tutte le note di quelli che usano il cellulare in modo “non conforme” (che poi le note non servono ovviamente a niente), possiamo smettere di fare lezione. La scuola è la premessa dei problemi del Paese: mancanza di motivazione, impegno, disciplina, risultati. Come nell’URSS (uno degli attori della suddetta guerra fredda, nda), si fa finta di lavorare per essere pagati pochissimo, e si fa finta di studiare per essere comunque sempre promossi salvo casi da codice penale. Tutto fatto riempiendosi sempre la bocca di concetti magniloquenti (programmazione, inclusione, condivisione) vuoti di contenuto e pieni di pratiche burocratiche continue che rendono residuale e tedioso l’impegno didattico. La Buona Scuola intendeva smuovere le acque torbide ma le novità sono state calate in un contesto immutabile di orari, scadenze, contenuti e metodi didattici: l’alternanza chiesta dalle aziende non è compatibile con ritmi e obiettivi scolastici, la scuola non accetta che la partita doppia si impari in stage dal commercialista, il potenziamento gira a vuoto se gli orari di cattedra non vengono prolungati al pomeriggio, la meritocrazia non si applica con poche lire a stipendi miseri. Una scuola che doveva aprirsi all’esterno e rinunciare all’autoreferenzialità sta tentando di interiorizzare l’esterno con forme organizzative sempre più pesanti e inapplicabili. Una scuola prigioniera di tutte le mode “corrette” che aprono la strada a “progetti” attraverso cui dilagano organizzazioni esterne che riempiono la testa degli studenti di fisime ideologiche ma che al tempo stesso non può avere un rapporto chiaro con un’azienda perché sennò “diventiamo un’impresa”. Buon anno, soprattutto a noi che ci stiamo dentro.

Livorno 7, Florida 6. L’uragano Irma è stato tanto annunciato, seguito e temuto che ha tenuto banco per giorni, rendendo difficile capire in prima battuta se c’era effettivamente, dov’era, cosa stava distruggendo. Quando è arrivato in Florida era ormai un disastro ampiamente annunciato. La sorpresa è che ha distrutto molto ma ucciso poco, solo 6 persone. Una tempesta molto meno forte ha fatto ovviamente meno danni ma ben 7 vittime a Livorno: un dato apparentemente incomprensibile ma che spiega molto del diverso approccio dei due sistemi. Negli USA il fenomeno è stato monitorato per giorni, in Italia l’allerta è stato lanciato all’improvviso; la valutazione e la stadiazione di Irma sono stata costanti, chiare e precise in termini numerici, quella della tempesta sul Tirreno si è avvolticciolata in un sistema di codifica a colori di impronta burocratica (arancione = rosso ma più ristretto) ovviamente più criptico e impreciso; negli USA le informazioni vengono trasmesse dai media consentendo ad ognuno di scegliere per tempo come comportarsi, in Italia vengono comunicate riservatamente alle autorità confermando il carattere totalitario del sistema; negli USA Trump ha parlato e twittato ai cittadini dicendo chiaramente di scappare “perché le cose possono essere sostituite ma le vite umane no”, a Livorno Nogarin non si è espresso, a Pisa addirittura hanno fatto peggio consigliando via SMS di stare in casa quando le vittime livornesi proprio lì sono morte; in USA il pragmatismo indica la fuga come miglior soluzione, in Italia l’ideologia scarica sullo stato compiti improbabili di previsione e prevenzione, irrealistici in un territorio complesso ed altamente antropizzato dove la commistione fra residenze umane e natura e l’alterazione di questa (invasamento di ruscelli, coperture, ecc.) è ormai un dato di fatto immodificabile: solo a Firenze di ruscelli coperti ce ne sono 30, che facciamo? Abbattiamo tutto e ritorniamo alla città etrusca che fra l’altro non c’era perché gli avi si erano intelligentemente stanziati a Fiesole, più in alto, per sfuggire alle piene dell’Arno? Il ciclo cataclisma-emergenza-morti-polemiche-ricette imaginifiche è una costante che si ripete periodicamente in Italia in caso di terremoti-inondazioni-frane-siccità-roghi, senza che si riescano a dire poche cose basilari: la natura non è controllabile e prevedibile fino in fondo, al contempo la presenza e l’attività umane non sono un fenomeno virale ma hanno necessità e diritto ad uno spazio, il passato è in gran parte immodificabile, le soluzioni sono spesso individuali (fuga ed assicurazione) e non pubblico-collettive (studio, analisi, progettazione, realizzazione di opere di prevenzione), mettere sempre in mezzo il global warming e dare la colpa di tutto al genere umano può essere liberatorio ma è privo di senso perché, anche se fosse vero e smettessimo oggi di emettere CO2, i risultati si vedrebbero nel corso di secoli. Lo scollamento dell’ideologia dalla realtà, sia la scuola, l’immigrazione o l’ambiente, è una costante di questo post e quindi anche della nostra società. Nel frattempo, insure and run sembra essere l’unica soluzione praticabile.

Meno 10: sono i giorni che mancano all’elezione del candidato premier 5 Stelle: ad oggi non si sa se, quando, come e chi si voterà ma si sa che Di Maio vincerà. Se questa è la democrazia della rete, aridatece il ballottaggio: si poteva decidere anche con una castagna, senza bit, blog, post, link, like, tweet,….. Il movimento ha perso l’occasione di saldarsi a forze nuove, vitali, costruttive della società per salvare il posto di una serie di poveretti senza arte né parte. Di Maio sembra il fermaposto giusto per sopperire alla noia di Grillo e di Casaleggio Jr. Talmente vanesio, ignorante, impreparato, innocuo da potere diventare il Gentiloni del futuro. O forse no? Forse che neanche a Rimini verrà incoronato, replicando il flop personale di Imola e Palermo? per saperlo manca poco: meno 10.

Dietro Front: l’immigrazione si è fermata però non chiedete perché, nessuno lo sa: inaridimento delle fonti africane, blocchi alla frontiera da parte delle tribù Touareg, sindaci della quarta sponda convertiti al detto minnitiano, milizie che per due spiccioli (€ 5 Milioni) si sono rivoltate contro se stesse ed i loro interessi? Nessuno lo sa davvero. Si sa solo che lo “storytelling”, il nome moderno della propaganda “Pravda Style” è cambiato: adesso SkyTg24 non ci baca più le palle con le storie lacrimosamente false di ragazzoni fancazzisti che sono stati costretti obtorto collo a venire a farsi mantenere dai razzisti italiani. Adesso tutti i giorni stupri, occupazioni, violenze, delinquenza. Sulla via di Ponzallo si è ravveduto anche il Papa che, stranamente silente da un po’, adesso benedice la prudenza nell’accoglienza: coglione, se lo dicevi 4 anni fa ci risparmiavamo miliardi di costi e milioni di barbari che adesso non sappiamo come fare a gestire. È strano come tutto si verifichi rapidamente: la conversione del PD, di AL Sarraj, di Francesco. Probabilmente avevo ragione io quando dicevo che erano arrivati alla frutta i tre attori protagonisti della vicenda e che un po’ dovevano recuperare. Senza contare che stranamente quattro generali dichiaravano ai giornali le loro perplessità: strano sempre, soprattutto per l’Italia. Sarà stato questo rinnovato tintinnar di sciabole il rischio per  la “tenuta democratica” cui alludeva Minniti? Il compromesso è fragile, lo abbiamo spiegato, durerà poco. Ma per lo meno lo “Storytelling” dovrà abiurare alcuni luoghi comuni fatti passare non per quello che erano (posizioni politiche insane) ma per dogmi etici: non c’è nessun “movimento epocale di popoli” ma solo spostamenti di soggetti furbi, malintenzionati e prezzolati; non c’è nessun obbligo di “accoglienza illimitata e condivisione incondizionata” che metterebbero in ginocchio le nostre società senza beneficio per i migranti; non c’è alcun vantaggio nell’importare giovani analfabeti e svogliati che invecchieranno insieme alla nostra senescente popolazione senza dare un euro di contributo a PIL, consumi, pensioni e quant’altro; se sono pezzenti non è colpa nostra ma dei limiti culturali ed etici ancestrali che gravano su di loro. Ce lo ridiranno, ricordiamoci che non è vero.

Sì, no, forse, boh. Lo ius soli è la tomba del PD attuale: se lo approva perde voti a destra, se non lo approva li perde a sinistra. Stanno venendo al pettine le contraddizioni di un partito che vuole i voti dei moderati ma pretende che questi paghino direttamente (fisco, servizi) o indirettamente (criminalità, espropri, occupazioni) i costi dell’immigrazione. Comunque vada, sarà un successo: per noi. il PD si è venduto a Obama, Clinton, Soros, forse ai rettiliani del giovane Netanyahu, ma comunque ha perso il contatto con la realtà e con il suo elettorato vecchio (poveri, operai) e nuovo (vecchi, donne): tutti spaventati e spaesati da questi negri che tutto prendono e niente danno. Lo ius soli sarà votato a gennaio sperando che non passi: il governo cade, si va alle urne, il PD dice a sinistra che ci ha provato e a destra che non l’ha fatto. Il PD però deve stare fermo un giro all’opposizione, purgarsi delle sue contraddizioni, mandare al loro paese Orlando-Delrio-Martina (ma non era con Renzi? Boh) e diventare quello che gli italiani non hanno mai scordato: la DC che ti faceva arricchire senza tanti rimorsi e patemi. Renzi non controlla più niente e nessuno, forse l’ennesima sconfitta sicula lo manderà definitivamente nel mondo di coloro che avrebbero potuto ma……

La sai quella dei due carabinieri a Firenze? Conoscendo un po’ la fauna dei ventenni fiorentini, non dubito che le americane “violentate” dai due Carabinieri fossero ampiamente ignude, fumate e bevute: lo fanno i miei studenti, lo faranno anche loro. Del resto “l’americana” era l’obiettivo principe di tutti i tentativi di imbrocco adolescenziali e giovanili: qualcosa vorrà dire. L’impressione è che sia stato un equivoco: le due si sono sentite minacciate (sono americane e negli USA la polizia ha sempre ragione), i due pensavano di essere ganzi; le ragazze non parlavano con la gorgia, i militi dubito sapessero l’inglese; i maschi hanno insistito un po’, le ragazze hanno abbozzato un po’. Alla fine è finita male, i Carabinieri verranno radiati con disonore, le due ritireranno le accuse: non si può, per una situazione dubbia, gettare merda su un’istituzione rispettata in Italia e rispettatissima all’estero e lasciar dire ai jihadisti che i Carabinieri italiani in Iraq, Libano, Afghanistan sono stupratori di donne con il rischio che qualcuno li faccia a pezzi per salvare l’onore violato. Nemmeno la Boldrini ha osato accostare militi e congolesi segno che la vicenda è ad altissimo rischio. La violenza sulle donne è un cancro della società, viene presentata come espressione di machismo quando è solo lo sfogo della frustrazione di maschi emasculati e dall’emotività fuori controllo. Le donne hanno tutti i diritti di fare quello che vogliono venendo rispettate ma, ancora una volta pragmaticamente,  pensare che la società sia esente da casi limite è illusorio. Forse in passato le donne uscivano un po’ meno, un po’ più vestite, un po’ più diffidenti, un po’ più accompagnate e magari gli accompagnatori erano anche un po’ più energici: se il futuro a volte torna, anche il passato qualche volta sarebbe bene che lo facesse.

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