//
stai leggendo...
Immigrazione

Generale inverno

imagesLa situazione dei flussi immigratori illegali è migliorata ma siamo ben lontani dall’averla risolta. I provvedimenti di giugno-luglio con cui si sono presi accordi per la limitazione delle partenze dalla Libia e si è disarticolata la filiera logistica imperniata sulle ONG ha ridotto sensibilmente i flussi dalla Libia, tuttavia si sono aperti altre direttrici, in particolare quella Algeria-Sardegna e quella Tunisia-Sicilia. L’ultimo mese e mezzo ha visto una parziale recrudescenza del fenomeno con circa 9.186 arrivi dal 30 agosto all’11 ottobre, numeri lontani da quelli sconvolgenti della prima metà dell’anno ma che comunque fanno pensare a circa 80/100.000 clandestini su base annua: 5 volte la Grecia e 10 la Spagna per un costo di 1,5 miliardi all’anno. Questi arrivi sono probabilmente sottostimati perché avvengono alla vecchia maniera, con barconi e pescherecci che arrivano da soli e che, novità di questo periodo, portano persone che non cercano accoglienza ma che si dileguano immediatamente: malviventi? Terroristi? Foreign fighters? Vedremo.

Ciò dimostra che la politica seguita da Minniti e dal governo italiano presenta molti limiti in quanto non afferma con decisione il principio che l’accesso clandestino all’Italia è un fenomeno illegale e che va quindi bloccato con mezzi propri. Pavidi e insicuri, ci si affida all’iniziativa di paesi stranieri che ovviamente gestiscono la vicenda pro domo loro, con modalità, scelte e tempistiche variabili. Confidiamo nel generale inverno che allenti definitivamente la pressione per il 2017 e ci traghetti verso le elezioni che speriamo possano spazzare via il PD con la sua politica immigrazionista.

Sul fronte interno  sono iniziate le manovre per mettere a frutto le risorse già traghettate. Le iniziative di rimpatrio annunciate da Junker a luglio sono ormai dimenticate mentre i relativi fondi (100 milioni) andranno a finanziare iniziative di integrazione che consentiranno a coloro che hanno un titolo valido (asilo politico, protezione umanitaria, protezione sussidiaria) di beneficiare del welfare italiano che non hanno pagato a spese della vecchina di 95 anni che morirà in un container refrigerato dal medesimo generale inverno. La macchina da guerra cattocomunista non può prescindere da iniezioni di spesa pubblica (2 miliardi per l’integrazione) a spese di chi questa ricchezza produce per esserne espropriato: si comincia con gli aventi diritto, si finirà con tutti i 650.000 parassiti che sono qui e che si rinuncia a rispedire a casa.

La vergogna più assoluta è quella dello ius soli. In un paese il cui PIL è ancora del 5% al di sotto di quello di 10 anni fa, con un debito pari al 133% del Pil stesso, disoccupazione all’11% in generale ed al 355 per i giovani, con i postumi di quattro terremoti ancora in corso, con un sistema bancario che si regge con gli spilli, e potremmo continuare, è normale e meritorio che la politica si impicchi sul problema di dare cittadinanza facile a persone che hanno l’unico “merito” di essere nate qui, senza alcuna verifica delle loro caratteristiche personale e nemmeno, ovviamente, dell’interesse del Paese ad averle come cittadini? È normale che l’agibilità politica si misuri su quanto ci si occupa di stranieri mai richiesti e malvenuti e non su quanto ci si occupa dei propri cittadini? E’ normale che si pianifichi un “people change” che cambierà la struttura demografica, il tessuto urbano, il sistema economico e sociale, l’assetto giuridico,  politico e religioso senza alcun motivo reale se non quello incoffessabilmente elettorale del PD? Concetti denigrati come populisti e sovranisti ma in realtà semplice senso comune e che dopo le elezioni tedesche hanno attraversato l’Atlantico e si sono estesi anche alla sinistra inglese e tedesca.

Ma noi no: il PD vede negli immigrati e loro discendenti una greppia inesauribile di consenso e clientele per alimentare la spesa pubblica e, legato per di più a correnti ideologiche che gli scandali sessuali americani smonteranno a breve, si impicca in scelte politiche che lo ridicolizzano e sconcertano anche quelli che ne sono stati elettori. L’inverno passerà, arriverà la primavera elettorale il cui esito sarà decisivo per i nostri prossimi 30 anni. Mi piacerebbe morire in un paese ancora bianco e cristiano.

Discussione

I commenti sono chiusi.