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Politica Europa, Politica internazionale

Götterdämmerung

downloadL’informazione italiana, ormai completamente prona all’ideologia globalista e politicamente corretta ed alla relativa propaganda, manifesta toni di stupore e preoccupazione per quella che sembra essere la prossima dipartita politica della Merkel: quasi sicura se si dovesse andare a nuove elezioni anticipate, essa sarebbe scontata anche nel caso di un governo laqualunque la cui mission sarebbe proprio l’accompagnamento alla pensione della culona. Chi lesse il post di commento al risultato delle elezioni teutoniche, questo lo sapeva già: avevo ipotizzato nuove elezioni entro due anni ma sembra che il ritmo sarà più serrato.

Sconcerto e delusione italiani manifestano lo spirito di sudditanza che si è ormai impadronito del paese e che fa preoccupare per la temporanea mancanza di un padrone che dia gli ordini ma derivano anche da un concetto messo a punto con la ventennale campagna antiberlusconiana e largamente introiettato da tutti i maitre a penser e da ampie fasce popolari: non governa chi ha il consenso ma governa chi merita. Questo schema, che fa pendant con quello della superiorità morale della sinistra che lo sostiene, ha trovato recente resipiscenza con Trump, unfit a prescindere da qualsiasi considerazione politica ed elettorale, e trovava compimento in una raffigurazione di Mutti come novella Madre Teresa di una religione corretta fatta di globalizzazione,  eurismo, islamismo, immigrazionismo, europeismo a modo suo, ambientalismo. Ricordiamo ancora con quanta scortesia trattò il buon Donald che, a luglio scorso, non voleva piegarsi a diktat ideologici che imponevano l’accoglienza illimitata dei migranti ed il bando all’energia fossile, e con quanta arroganza ipotizzò un distacco dell’Europa dallo storico alleato americano, diventato inaffidabile, ed un percorso autonomo in tutti i campi, financo quello militare. I grandi peana a favore della cozza, diventarono ovazioni quando Obama si recò da lei per investirla della guida del politically correct su scala globale, dopo la disfatta di Hillary, e contro il populismo che Trump incarnava totalmente anche dal punto di vista della fisiognomica.

Evidentemente in Italia non è chiaro un concetto che i nord europei ci confermano ad ogni elezione: governa chi ha il consenso e il consenso riposa sulla capacità delle élite politiche di fare gli interessi generali del gruppo umano a cui si rivolgono. Il consenso può essere democratico o meno ma deve esistere e questo spiega la resilienza di personaggi poco (Putin, Erdogan) o punto (Xi Jinping) democratici che tuttavia incarnano spirito ed interessi del loro popolo.

Letta in questa luce, la vicenda politica di Angela si riconduce ad uno schema 10+2: 10 anni in cui bene o male ha gestito la politica tedesca in chiave di tutela degli interessi nazionali, anche se in modo brutale e cinico come nel caso della crisi dell’Euro, e 2 in cui si è fatta abbagliare dal mito del globalismo e dei suoi sottoprodotti dando il via ad una serie di scelte ideologiche che non avevano né capo né coda. La madre di tutte le cagate è stata la scelta, nell’agosto 2015,  di avviare l’autoinvasione della Germania e della Mitteleuropa da parte di un milione e più di immigrati islamici di cui non si sapeva niente: nome, nazionalità, fedina penale, motivi della presenza su un territorio straniero, aspirazioni. Quella scelta dissennata ha violato regole giuridiche e sistemi socio-economi, ha distrutto il ruolo politico e le ambizioni statuali dell’UE, dimostratasi incapace di dare protezione esterna ai propri sudditi e quindi del tutto inadatta a coprire lo scopo essenziale per cui uno stato esiste, ha avviato un terremoto politico nei paesi direttamente interessati (Austria, Cechia, Ungheria, Croazia)  e alimentato la scelta della Brexit, dato fiato al gruppo di Visegrad che ormai di fatto incorpora anche l’Austria e si configura come un’Unione nell’Unione che rimanda all’Impero Asburgico di un secolo fa.

Coloro che derubricano il fatto ad un mero “errore”, oltretutto ovviamente “storicamente ineluttabile”, come scrive oggi la Pravda  Repubblica, e giustificato da “coraggio” ed improntato ad una “strategia obbligata”, sono magnanimi con la Merkel e tendono a dimenticare il di più di ideologia che essa vi ha aggiunto cominciando a parlare dei tedeschi come di “coloro che abitano qui da più tempo”, dei semplici condomini chiamati a fare spazio ai nuovi arrivati di cui si peroravano arrivi per un milione di persone all’anno per un tempo indefinito. A questo si può aggiungere la politica di sistematica disinformazione che il mitico “sistema tedesco” ha posto in essere, rifiutando di dare spazio alle violenze sulle donne, di chiamare con il suo nome il terrorismo islamico, di riconoscere la natura terroristica di atti derubricati ridicolmente a devianza individuale, di pubblicare financo i nomi degli autori di atti di terrorismo. Probabilmente è qui che si è rotto il rapporto di fiducia con la “mammina” ed è inutile, sempre come fa oggi la Pravda   Repubblica, richiamarsi ad altre scelte “storiche” – come l’ancoraggio occidentale del ’49, la Ostpolitik anni ’70, l’Euro – perchè si trattava di scelte chiaramente assunte nell’interesse del popolo che veniva amministrato e non contrarie addirittura alla sua sopravvivenza identitaria, culturale e in ultimo fisica.

Altro fronte ideologico su cui si è impegnata quello dell’ambientalismo declinato solo in termini di emissioni di CO2. L’anatema lanciato contro Trump, che non voleva dissanguare gli USA impegnandoli in una politica di regalie ai veri inquinatori cinesi ed indiani, si è rivolto ridicolmente contro di lei nel momento in cui appare chiaro che uno dei motivi del mancato accordo giamaicano è dato dalla insostenibilità di una politica energetica basata sulle energie alternative tutta inquadrata nel COP 21. La Germania produce elettricità con il carbone, molto più inquinante degli scisti USA, e come gli USA non vuole rinunciare all’autonomia energetica, avendo oltretutto, negli ultimi due anni, aumentato e non diminuito le perfide emissioni. I target di riduzione delle emissioni per il 2030 sono ormai fuori portata, dimostrazione plastica e solare che l’ideologica ed antiumana camicia di forza degli accordi di Parigi è incompatibile con il bisogno di perlomeno moderata crescita economica che la Germania persegue e che è il presupposto della stabilità sociale e politica. Per chi non lo sapesse, le energie alternative sono 5-6 volte meno efficienti, in termini di costo, rispetto al fossile: ci volevano i liberali per dire una cosa ovvia, cioè che insistere su fotovoltaico e compagnia significa essere fuori mercato, oltretutto in un momento in cui il petrolio non supera da due anni la soglia dei 60$ e non lo supererà mai più facilmente in mancanza di uno sviluppo economico globale accelerato che solo l’Africa potrebbe innescare ed in presenza invece di tecnologie che lo tirano fuori dalle rocce in cui, praticamente ovunque nel mondo, è presente. Un pragmatismo nordico di cui la Merkel era ormai dimentica che dovrebbe darci qualche lezione perchè non si capisce come mai una scelta insostenibile per la ricca Germania dovrebbe essere dogma di fede per la povera Italia.

Cadendo su immigrati ed ambiente, la Merkel riabilita improvvisamente The Donald che da mesi diceva che queste scelte estremistiche, ideologiche ed aprioristiche erano sbagliate. Come in una strana parabola per politici, l’epoca merkeliana è durata lo spazio di un’estate e Trump, che a luglio sembrava perduto, seduto sul fiume, guarda invece  rapidamente passare i cadaveri politicidi Hillary  e Angela mentre vede i maschi alfa cinesi, asiatici ed arabi (ed anche russi, se non fosse per i postumi di un Russiagate ridicolo ed infondato) che si stringono attorno a lui per ridisegnare un mondo che, per la prima volta da secoli, vede l’Europa, guidata da donnette brutte ed unfit, marginalizzata e persa nella sua deriva ideologica che abbina l’accoglienza indiscriminata e la priorità data agli animali invece che alle persone con l’ossessione contabile e la ricerca velleitaria di un esercito europeo dotato di bombe atomiche.

Da un altro punto di vista, l’instabilità politica che si sta aprendo è voluta nella misura in cui si vuole ignorare il chiaro messaggio che l’elettorato ha dato conferendo percentuali alte (attorno al 30%) ad un pretto schieramento di destra che comprende CSU, AfD e FDP. E’ solo la scelta ideologica, e quindi antidemocratica, di attuare una conventio ad excludendum verso Alternative che sta sprofondando il paese in una situazione mai vista dopo Weimer, tale da indurre ad un all in elettorale ad alto brivido: un punto percentuale in meno alla CSU vorrebbe dire che i popolari bavaresi non entrerebbero nel Bundestag azzerando la maggioranza della Union democristiana e aprendo scenari mai ipotizzati. Bisogna essere parecchio in difficoltà per imbarcarsi in queste avventure e forse il ciaone ad Angela potrebbe, nel prossimo futuro, apparire la via più semplice.

In generale la politica si trova per la prima volta chiaramente in conflitto di interessi con tutta la congerie di poteri non democratici che hanno imposto globalizzazione e politicamente corretto. I mediocri politici europei, scelti per modestia di carattere, ambizione e visione, non sono più in grado di fungere da cinghia di trasmissione degli ordini delle élite verso il popolino medio, gli Average Joe che devono essere asserviti in questo moderno neofeudalesimo. Questo conflitto porterà ad una maggior dialettica fra le élite e, in definitiva, ad un recupero della prassi democratica? E’ una questione sul tavolo, lo vedremo in futuro.

Bene o male la Merkel è finita. Potrà governare in minoranza o richiamare in servizio i socialisti il cui ruolo politico, nel mondo occidentale, pare essere diventato quello di kamikaze delle politiche globaliste, partiti che si suicidano spendendo il residuo della loro storia e forza per far passare provvedimenti invisi al loro elettorato come avvenuto in Grecia, Francia, Olanda ed in minor misura in Spagna, Italia e nella stessa Germania. In ogni caso la forza politica con cui potranno essere portate avanti politiche pro-imm, pro-Islam, pro-ambiente ecc. è ormai ridotta al lumicino: continuare a fare le stesse cose sperando in risultati diversi è irrazionale in tutti i campi, figuriamoci in politica.

E tutto questo per colpa di un popolo che avanzava l’assurda pretesa di essere governato in base ai suoi interessi e non in base alle minchiate sessantottine che dovevano solo giustificare  la giovanile ansia di scopare ed invece fanno ancora presa, mezzo secolo dopo, su protagonisti diventati gerontocrati che ricordano l’epoca brezneviana in URSS. Lo sconcerto è grande, oggi, nelle redazioni italiane.

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