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Politica Europa

Großer Arsch, Auf Wiedersehen

images (1) Allora votare conta! Non è vero che la politica è ormai destinata a seguire un percorso dettato da piloti automatici esterni di carattere ideologico ed economico. Se anche in Germania, con il PIL alle stelle, il debito sotto i piedi e la disoccupazione quasi a zero, la premier è costretta a dare le dimissioni (perché di questo si tratta, nessuno al mondo può resistere 34 mesi in sella, come se nulla fosse, dopo avere detto che non si ricandiderà alle prossime elezioni), allora è vero che la politica ha bisogno di un’altra cosa: di consenso.

Nei paesi occidentali e moderni il consenso si esprime con il voto e la sequela di sconfitte dell’Union democristiana non poteva non lasciare segni che, peraltro, si stavano facendo sempre più evidenti. Il blogger era stato un buon profeta a dire che dopo il 2015 e l’invasione dei migranti che avevano umiliato i paesi europei travolgendone, senza opposizione, le frontiere, nulla sarebbe stato più come prima. Vedere il proprio paese invaso ha un effetto psicologico, prima che economico e politico, devastante. Vedere che i tuoi capi non fanno nulla per evitarlo, anzi incitano gli invasori ad entrare, lede in profondità il rapporto di fiducia. Ci vuole un po’ di tempo a capirlo, la comprensione è ostacolata dalla dittatura mediatica che in Germania ha rispolverato metodi di censura e controinformazione degni del suo passato nazista e comunista, ma alla fine i sentimenti veri vengono a galla e niente può, appunto, rimanere come prima.

Nessuno ha mai razionalmente capito perché la Merkel promosse l’invasione dei migranti. Le motivazioni economiche latitano visto che solo il 3-4% degli stranieri è in grado di svolgere un lavoro secondo standard occidentali. Ultimamente si comincia a dire che aveva sottovalutato il problema: pensava a 10.000 e ne arrivarono un milione e mezzo. Probabilmente questa è la ragione e la differenza fra un Nobel per la pace e la sconfitta politica.

Angela era  un elemento del sistema di potere planetario imperniato su Obama che, come nel caso di Renzi, Lula e compagnia, non poteva sopravvivere molto alla sconfitta politica ed ideologia dei democratici americani. La sua uscita di scena, unita all’epocale sconfitta di Hillary ed al declino della May, azzera la presenza femminile ai livelli alti della politica: questo fatto, insieme alla totale assenza delle donne nei settori che hanno stravolto il mondo (finanza, internet) getta qualche ombra sul significato e sull’utilità di 50 anni di femminismo.

L’impressione è che la Merkel sia stata molto sopravvalutata e che si porti addosso le responsabilità dei due fallimenti che hanno distrutto il continente: la crisi finanziaria, che all’inizio in Grecia poteva essere fermata con una frazione dei danni successivi, e quella migratoria che, fino a qualche mese fa, non aveva assolutamente compreso tanto da opporsi alla CSU che voleva un cambio di passo. Dai suoi errori sono derivati il Brexit, il sovranismo, la ridicolizzazione delle istituzioni comunitarie.

Gli storici diranno. La realtà politica è che “questa UE” finisce con lei. Il terrore dei popolari di perdere a maggio è evidentemente enorme se per scongiurare la sconfitta hanno dovuto fare secca la culona comandante in capo ed il mutticidio apre la strada ad una repentina conversione a destra. Comunque vada, i sovranisti hanno già vinto perché hanno imposto l’agenda politico-ideologica costringendo i moderati a spostarsi sulle loro posizioni, il resto rimane “politics” e diatriba fra paesi, partiti e leader. Mi permetto di dire che non poteva non finire così perché il sovranismo esprime posizioni di puro buon senso e senso di sopravvivenza civile, economica e culturale e questo blog ha provato a dirlo per tutti questi tre anni di follia. Sicuramente le frontiere si chiuderanno e le società si irrigidiranno verso gli stranieri. Altri “major change” sui punti chiave della politica merkeliana saranno da verificare, a partire dal rigore di bilancio, dalle relazioni intraUE  e dai rapporti con gli USA.

Una donnetta che si permetteva di sputare in faccia a Trump finisce nel ridicolo. È durata 13 anni. Come il nazismo.

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