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Politica Italia

Fascistissimo me

 Con un punteggio di 90,1 ho raggiunto la qualifica di “Patriota” per cui la Murgia mi dice che  “sei convintamente fascista ed è probabile che tu sia anche il riferimento di altri che guardano a te per trarre ispirazione ed esempio. Hai una grande responsabilità. Sii però anche costruttivo e rassicurante. Mantieni alto il senso di appartenenza al paese e alla nostra cultura: sostieni la famiglia tradizionale, il genio femminile e il modello della coppia naturale. Se le istituzioni religiose plaudono bene, ma se ti vanno contro trattale come tratti tutti i nemici. Parla ai poveri, ma tratta con i ricchi; instilla nei disperati la speranza che potrai proteggerli, nei sodali l’idea che saprai guidarli e nei dissidenti la certezza che li schiaccerai con ogni mezzo. Sii netto nelle tue posizioni: obbligherai le forze democratiche a concentrare le loro energie per occuparsi di te, anziché del paese. Soprattutto, costruisci la coscienza delle nuove generazioni in modo che il fascismo non si trovi mai più a dover affrontare il pericolo democratico“.

Il fatto stesso che il grado più altro del  fascismo rinascente sia spregiativamente definito “Patriota”, anche se poi il delirante descrittore tradisce il concetto, la dice lunga sull’ubriacatura ideologica  che il questionario sottende e sulla confusione, politica e mentale, degli autori. Ciò detto il test è utile perché consente di riepilogare il lungo questionario di luoghi comuni che, nella visione politicamente corretta, definiscono il fascismo del XXI Secolo.

Fra questi i più numerosi riguardano ovviamente i tre temi identitari della sinistra odierna: immigrazione (25 quesiti), gender (4), questione femminile (4), l’unica su cui mi salvo perché, nella mia cultura competitiva e meritocratica, non credo proprio che “Una donna, per quanto in vista, deve sempre dare luce al suo uomo”, anche se credo che una donna vada giudicata per quanto vale  in assoluto e non perché donna. Che dire? Il fatto stesso che si chieda di indicare quali affermazioni siano reputate di “buon senso” e che il flaggarle determini una penalità, fa capire che le risposte corrette sono solo quelle gonfie di ideologia e di distanza siderale dalla realtà, dalla normalità e dalla verità che questo blog, umilmente, cerca di contestare alla radice. Ce ne faremo una ragione.

Per il resto il test svaria su una pletora di affermazioni variegate alcune anche difficilmente qualificabili: mi sfugge il motivo per cui sarei fascista se flaggo risposte quali

  1. Con la cultura non si mangia (Tremonti, penso)
  2. Penso ai nostri ragazzi delle forze armate. (Chiunque tranne Mattarella)
  3. C’erano gli anarcoinsurrezionalisti dei centri sociali. (Tutti i telegiornali dell’era PD)
  4. Loro sono i primi che rubano. (Non si capisce chi l’abbia detto e a chi si riferisca)?

C’è poi la sezione “Elitaria” che esprime il disprezzo verso chiunque non faccia parte dell’alto ceto con i quesiti

  1. Sono laureato all’università della vita. (Ad esempio la Fedeli o la Lorenzin, ma anche Di Vittorio)
  2. Il suffragio universale è sopravvalutato. (detto paradossalmente da progressisti come i Pro Remain ed i Dem americani)
  3. Il cittadino medio è come un bambino di 12 anni non troppo intelligente. (Berlusconi, l’ultima speranza del PPE)
  4. Vi ricordo che questa gente vota. (Boh)
  5. Come può fare il ministro uno che non ha manco il diploma? (Sempre la Fedeli e la Lorenzin, anche se forse si pensava a Di Maio).

Quindi passiamo alla sezione “Governance” in cui compaiono:

  1. Basta partiti e partitini. (Renzi, ma anche tanti altri)
  2. In Italia chiunque può dire NO e bloccare un’opera strategica. (Il PD oggi)
  3. L’Italia è un paese ingovernabile. (Mussolini, ma anche Renzi e Berlusconi)
  4. Davvero ci serve un altro tavolo di concertazione? (Renzi)
  5. Basta con quelli che dicono di NO a tutto. (Renzi)
  6. Ci vorrebbe il presidenzialismo. (Fini, poi Berlusconi e Renzi)

istanze che rendono ovviamente e conseguentemente fascista il regime francese e quello americano in cui non ci sono partiti con prefisso telefonico ed il presidente assomiglia ad un re. Ed anche le sette zitelle che hanno “organizzato” la manifestazione SI TAV di Torino e che quindi trovano di buon senso i quesiti 7 e 57.

Appaiono ovviamente i temi “Populisti”

  1. Le indennità dei parlamentari sono un insopportabile privilegio.
  2. Bisogna capire che la gente è stanca.
  3. La prima cosa è diminuire il numero dei parlamentari.
  4. Rottamiamoli tutti.
  5. Uno vale uno.
  6. Ma il parlamento a che serve?

che mixano Di Maio, Grillo, Casaleggio ma anche Renzi e che si accostano a quelli “Qualunquisti” d’antan:

  1. I sindacalisti sono dei servi venduti.
  2. Questa è giustizia a orologeria.
  3. Destra e sinistra ormai sono uguali.
  4. I giornalisti sono tutti servi del potere.
  5. Senza vincolo di mandato i parlamentari cambiano casacca ogni volta che vogliono.

che perlomeno ci rimandano ad un passato in cui questi slogan erano effettivamente propri della destra moderata, tranne il 41 che magari rimandava pari pari alle BR.

Non ci facciamo mancare nulla in tema di sicurezza salviniana con

  1. Se lo stato non mi protegge, devo proteggermi da solo.
  2. Li raderei al suolo e poi spianerei con una ruspa.

Alla fin fine sono solo tre quelli che, direttamente o indirettamente, rimandano al Duce:

  1. Non ha ucciso nessuno, al massimo mandava la gente in vacanza al confino.
  2. Anche i partigiani comunque non erano stinchi di santo.
  3. Comunque è vero che ha fatto anche cose buone.

sul primo dei quali ho espresso il mio dissenso perché qualcuno l’ha ucciso, anche se infinitamente meno di Hitler e, soprattutto, di Stalin.

Mancano assolutamente quesiti relativi al “fascismo genuino” tipo spezzare le reni a qualcuno, invadere la Russia, varare le leggi razziali, sconfiggere le demoplutocrazie, consumare solo prodotti italiani, donare l’oro alla Patria, ricostituire l’IRI, forse perché molti non li avrebbero flaggati salvo l’ultimo che sembra essere il desiderio nascosto di tutte le forze politiche.

Il fascistometro, quindi, di fascismo non ne parla proprio e si rivela per quello che è, un giochino da sdraio fuori stagione che svela e cataloga, come in un bigino, tutte le ubbie politically correct che la sinistra odierna contrabbanda per antifascismo; un elenco che conferma il gioco dell’elastico della sinistra che, allungato a dismisura, intenderebbe definire i confini amplissimi di ciò che non si puote e, lasciato molle, delimiterebbe il micro recinto dei concetti e dei termini ammessi, talmente “micro” da fascistizzare anche le posizioni non solo di Berlusconi, senile baluardo ritrovato del PPE antisovranista, ma addirittura quelle di Renzi, così da svelare il settarismo e la chiusura mentale e politica degli autori; un utile prontuario che, forse involontariamente, forse inconsciamente, svela gli arcani e dimostra che i fascisti 4.0 fascisti non lo sono proprio, sono solo “Patrioti” che non accettano il birignao corrente e le scelte politiche che esso sottende; un’insalata mista di ingredienti contraddittori e che non stanno insieme se non nella psicologia deviata dell’autrice. Il 90,1 alla fin fine non significa nulla e sarei anche un po’ deluso se non fosse per il titolo di “Patriota” che mi compete: bello, veramente bello.

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