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Una settimana indimenticabile

download Il 12 dicembre a Marrakech 164 paesi (su 193) hanno aderito al Global Compact for Migration. È ormai noto che questo accordo rappresenta un tentativo di legalizzare tutti fenomeni migratori esistenti sul pianeta eliminando ogni differenza fra migrazione regolare ed irregolare ed ogni distinzione che verta sulle motivazioni dei migranti (politiche, economiche, ecologiche, ecc.). Di fatto esso stabilisce un diritto assoluto ad emigrare dove si voglia (o sia più facile), vieta di porre limiti alle migrazioni, non impone all’immigrato alcun obbligo nei confronti del paese che lo accoglie, non prevede alcuna misura volta a ridurre le migrazioni. Teoricamente bidirezionale, esso funzionerà ovviamente “one way” dal terzo mondo verso l’occidente. Comporterà di fatto lo smantellamento delle frontiere insieme alla criminalizzazione degli atti volti a contrastare i flussi (niente più porti chiusi alle ONG) e addirittura delle opinioni dissenzienti.

Un simile accordo, talmente anacronistico ed impopolare, viene veicolato con una propaganda che dice che non è vincolante per chi non lo firma, argomento alquanto strano vista la pompa con cui viene presentato e comunque messo in discussione da Luciano Barra Caracciolo su Orizzonte48 dove, al di là della rappresentazione del caotico intreccio fra normative internazionali e nazionali che forse lo renderebbe già cogente di per sé, si dimostra che lo strumento diventerebbe una soft law applicabile per le vie traverse tramite l’azione della magistratura, dell’avvocatura, della Corte Costituzionale, dell’UE, delle ONG sorosiane, della Chiesa. Di fatto diventerebbe presto l’ennesimo “accordo da rispettare”, oltretutto catalizzato da un’organizzazione che ne promuove l’applicazione e che, come nel caso parallelo degli accordi climatici, fisserebbe progressivamente obiettivi e traguardi sempre più alti e cogenti, e che focalizzerebbe sul nostro Paese, per ragioni oggettive, lo sforzo delle forze globaliste di tutto il mondo, con l’ovvia appendice che ovviamente le norme si applicano ai nemici e si interpretano per i nemici con il che i paesi più forti si difenderebbero mentre noi avremmo poche (o nessuna) chance. I successi di Salvini sugli immigrati sono stati ottenuti solo per forza politica e caratteriale, nonostante e non grazie alle normative che solo ora si cominciano a cambiare. Questa adesione avrebbe l’effetto di arma-fine-di-mondo sulla lotta all’invasione migratoria.

Appare allucinante che la prospettiva dell’ONU sia quella di riportare gli esseri umani alla preistoria con il duplice pilastro del COP24, che impone l’eliminazione delle emissioni di CO2 entro il 2050 (non so se sarà allora ancora ammesso accendere il fuoco in casa), e del GCM che legalizza le migrazioni epocali da un continente all’altro, fenomeno già cessato in epoca storica (gli Hyksos non migrarono in Egitto ma  lo invasero) ovvero nel momento in cui gli uomini divennero stanziali e costruirono un loro habitat fatto di oggetti e di segni che prese il posto di quello meramente naturale. È agghiacciante che il futuro dell’umanità venga proposto come un ritorno allo stato di natura e che lo faccia un’organizzazione come l’ONU che è stata una creazione di quel mondo bianco-cristiano che ha creato la civiltà per come oggi si manifesta e che verrebbe spazzato via dalla migrazione di orde di popoli primitivi. Ma non è colpa dell’ONU se la stirpe bianca-cristiana ha smesso di amarsi ed apprezzarsi.

Domani a New York nuova sessione per l’approvazione dell’Assemblea Generale: notizia arrivata all’improvviso, non so se per la carenza della stampa o perché si è pensato di calcare la mano con un nuovo evento per raccogliere altre adesioni. Salvini ha bloccato la presenza di Conte a Marrakech ma oggi si vota in Parlamento: all’improvviso, senza preannunci, nel pieno della manovra. Negli ultimi giorni c’è stata la resipiscenza del Papa, l’incontro di Conte con Francesco, l’uscita televisiva di Fico: il risultato non è scontato, anzi temo proprio che il voto possa andare verso una sia pur tardiva adesione, del resto le polemiche in Italia si fanno sulle sedie vuote nelle innumerevoli celebrazioni dell’establishment e figuriamoci se possiamo lasciarci scappare l’opportunità di confermare il ruolo di fondatori anche dell’ONU. Se dovesse accadere sarà una sciagura, però vuoi mettere una settimana in cui ci siamo tirati fuori dal circo immigrazionista e globalista? Non ce la scorderemo mai.

Aggiornamento del 20 dicembre: il Parlamento ha votato per rinviare ad un periodo successivo, dopo valutazione anche degli esiti dell’applicazione in altri paesi. Pericolo scampato (per ora), di più non si poteva ottenere.

 

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