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Sentinelesi del futuro

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Qualche settimana fa fece brevemente scalpore l’episodio di un “missionario” ucciso, a colpi di freccia, dai Sentinelesi delle isole Andamane. I Sentinelesi sono una piccola tribù di uomini primitivi che vive completamente isolata dal mondo, oltretutto protetta dalla legge indiana che vieta a chiunque di approdare nelle isole abitate da quelle genti. Il corpo del missionario non è mai stato recuperato in quanto si sarebbero messe ulteriormente a rischio le vite dei soccorritori.

In quest’epoca di politically correct non si è perso tempo a biasimare il missionario ed a lodare gli indigeni, ovviamente con vasto sfoggio di incoerenza. Questi ultimi sono stati difesi facendo leva sul loro diritto insopprimibile a mantenere inalterato il loro stile di vita, preservandolo dai mutamenti che l’intrusione di estranei comporterebbe, diritto specularmente negato al circa 1 miliardo di bianchi già catechizzati da secoli che invece sono tenuti ad accogliere, senza limiti e senza requie, chiunque si presenti ai loro confini. Si è lodata la capacità dei Sentinelesi di tutelare il loro habitat, capacità dovuta senza dubbio alla loro natura primitiva ed alla conseguente incapacità di intaccare financo la superficie del loro territorio, primitività invece negata anche di fronte all’evidenza del loro andare nudi per il mondo e dell’utilizzo di utensili, per l’appunto primordiali, come frecce dalla punta di pietra. Ci si è opposti al recupero del corpo del poveretto per evitare ulteriori turbamenti ai locali che, si dice, lo avrebbero sepolto. Si è criticato l’ardire del missionario dimenticando che, se i Benedettini avessero seguito lo stesso principio di non intromissione, l’Europa avrebbe dimenticato per sempre la basilare arte di coltivare la terra che era andata perduta dopo la caduta dell’impero romano a seguito della migrazione dei barbari. Se però i Sentinelesi avessero sentore dell’esistenza del Global Compact for Migration avrebbero altresì il diritto di migrare in Europa, per qualsiasi motivo, senza neanche essere obbligati ad adattarsi alle usanze locali con il che, a confronto con le loro frecce ed il loro caratteraccio, i terroristi islamici diverrebbero di colpo dei bulletti di poco conto.

Questa vicenda racchiude i due paradigmi che l’ONU, massima espressione del politicamente corretto, propugna da un trentennio: ritorno allo stato di natura, con azzeramento della tecnologia, e libertà di migrazione sul globo terrestre. Nelle ultime due settimane l’ONU ha organizzato due eventi (conferenza di Marrakech su GCM e di Katowice su COP24) che dimostrano plasticamente il futuro che ci aspetterebbe. Il GCM legalizza qualsiasi tipo di migrazione, che viene elevata a diritto umano primario non limitabile, con il che viene spazzata via la forma fondamentale di organizzazione umana che vige sul pianeta da 7-8 millenni, ovverosia lo stato. I migranti hanno diritto di andare ovunque (tranne nelle Andamane) per qualsiasi motivo, gli indigeni (tranne i Sentinelesi) non possono opporre limiti o condizioni, anzi, quando arrivano i migranti devono darsi da fare per renderli partecipi della loro società ma non possono chiedere loro di uniformarsi ai principi ivi vigenti. Dall’altro lato, con il panico generato dall’aumento di 1,5° della temperatura, si propone di azzerare entro il 2050 qualsiasi tipo di emissione di CO2 quindi, suppongo, anche quella derivante dal fornello su cui bolle la pasta o del fuoco, se sono in grado di accenderlo, su cui i Sentinelesi arrostiscono il cibo: dato il carattere strutturale delle emissioni nella nostra tecnologia, dimostrato anche dal modo stesso in cui questi primitivi fossili umani interagiscono con l’ambiente, l’obiettivo è semplicemente quello di rinunciare alla tecnologia.

Ora, non so perché, quando, come la follia si è impadronita di questa gente ma una cosa è chiara: il futuro che ci propongono è quello dell’uomo primitivo. L’intera storia umana, fatta di progressi e realizzazioni, viene azzerata, criminalizzata, condannata alla damnatio memoriae. La stessa natura umana, sempre protesa al miglioramento ed all’elevazione, viene conculcata e repressa. Il Sentinelese, che 40-50 anni fa sarebbe stato studiato come anello di congiunzione fra uomo e scimmia, viene elevato a prototipo dell’ennesimo Uomo Nuovo. Non è nemmeno chiaro se sarà possibile avere un dio o se si dovrà piegarsi al banale culto pagano ed idolatrico della Madre Terra, atteso che la Chiesa bergogliana ormai parla solo di migranti e di animali e ha abbandonato anche solo la citazione della parola di Cristo.

Sinceramente, c’è qualcosa di diabolico in questo disegno così apertamente antiumano, in questo profondo e terribile odio per l’umanità reale. Non può essere opera di uomini liberi la scelta di disprezzare e di distruggere quanto di più consustanziale all’anima umana esiste su questa terra. È probabile che il tempo delle prove annunciato da molti veggenti sia ormai vicino e forse è anche meglio così: meglio affrontare una fine spaventosa che uno spavento senza fine, soprattutto con la speranza che Dio non ci lascerà soli nella prova e che ci guiderà in una rinascita in cui l’umanità risplenderà.

Tempi bui si approssimano all’orizzonte ma non abbiamo paura, non siamo soli. Che queste festività siano un momento di riflessione, di discernimento e di preghiera per quanto ci può attendere. Buon Natale a voi ed alle vostre famiglie.

Discussione

Un pensiero su “Sentinelesi del futuro

  1. Ho conosciuto questo blog da poco tempo, grazie al link trovato sul blog di Alceste. Ho letto molti dei Suoi vecchi articoli e desidero congratularmi, chiunque Lei sia, per l’acutezza, la chiarezza e i contenuti dei Suoi scritti, che condivido in pieno. Continuerò a leggerLa con interesse, così come faccio con Il Pedante, Lameduck, Blondet e lo stesso Alceste. Alla mia età si ha più tempo a disposizione, se la testa funziona ancora!
    Un saluto.

    "Mi piace"

    Pubblicato da Hermannus Contractus | 25 dicembre 2018, 11:57

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