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Economia e società, Politica Italia

Ma che caso!

download Come la sudditanza psicologica degli arbitri, la giustizia ad orologeria è sicuramente una leggenda metropolitana ma putacaso si manifesta nei momenti topici della vita politica italiana. Lo scandalo delle tangenti lombarde capita giusto 20 giorni prima di una pinzillacchera come le elezioni europee in cui possono accadere cose di minore importanza come il disfacimento del PPE e l’affermazione di una pletora di partiti di destra ed identitari capeggiati da Salvini. È un caso, ma che caso, che da 15 giorni la magistratura italiana abbia rinfocolato la tradizione di intervenire nei processi elettorali con accuse, avvisi e rinvii a giudizio che possono produrre effetti devastanti ora ed essere archiviati fra qualche mese. È la stessa magistratura, per dire, che non ha ancora scoperto chi erano i due figuri ripresi dalle telecamere che si volevano sincerare che il dirigente del MPS si fosse suicidato per bene o che non trova mai un motivo per condannare un negro che delinque.

27 anni dopo si ripropone il copione di Tangentopoli e Mani Pulite in un modo molto più aderente alla realtà di allora. È la prima volta, forse, dal 1992 che la classe politica ha saputo esprimere un leader forte e carismatico che riscontra un successo di massa non per la personalità che manifesta ma per le policy che applica nei campi dell’immigrazione e della sicurezza e per la capacità di comunicare ed empatizzare con il suo popolo. È la prima volta, forse, dal 1992 che la politica ha ripreso il ruolo che le spetta cioè quello di guida delle scelte pubbliche sottratte al pilota automatico dei trattati, delle sentenze e dei mercati. E’ la prima volta, forse, dal 1992 che il consenso verso i poteri forti (magistratura, mercati, burocrazia UE, cariche istituzionali, ecc.) non è più così scontato. Arriva un PM e tutto, forse, torna alla casella di partenza: Salvini rimane sotto il 30%, le elezioni vanno come devono andare, arriva la manovra, si espropria di nuovo l’Italia, si riaprono i canali di immigrazione e amen. Però.

Però le accuse della magistratura fanno sicuramente piazza pulita di Forza Italia rendendo patetica la centesima discesa in campo di un vecchietto che probabilmente manco conosce gli accusati: se Berlusconi doveva essere il normalizzatore di Salvini è meglio lasciar perdere  e,  con questo, il senso politico di Forza Italia passa definitivamente alla storia. L’onda lunga colpisce anche il PD che si ritrova indagato un altro presidente di Regione dopo quelli di Basilicata e Umbria il che conferma che i poteri forti hanno scaricato i democratici e puntano forte sui grillini. La vicenda lambisce anche la Lega perché è tutto da definire il ruolo del governatore Fontana che sapeva ma non ha denunciato. Però non colpisce direttamente Salvini che non risulta interessato da nessuna di queste vicende. Era meglio se non succedeva ma politicamente, all’interno della Lega, la vicenda lo rafforza perché mette a tacere quel “partito del nord” che era culturalmente estraneo alla Lega Nazionale e che, evidentemente, voleva continuare sulla falsariga del business as usual. Mette fine anche ad un’altra debolezza legata all’autonomia fiscale del nord che evidentemente è incompatibile con la gestione di uno stato e non di una regione.

Dopo 27 anni la fa ancora da padrona una mentalità giustizialista secondo cui tutti sono colpevoli salvo prova contraria e che pretende che la cultura totalitaria della magistratura dilaghi in tutti i campi della vita sociale. Non si ammette in nessun campo (politica ma anche impresa, diplomazia, rapporti internazionali) che si possano seguire logiche, modelli operativi, obiettivi che prescindano dal conformismo legalista unito alla continua ricerca di un colpevole. Non si riconosce ai singoli ed ai corpi intermedi alcun ruolo diverso da quello di meri coadiutori dei giudici nella sorveglianza dei comportamenti e nella censura degli errori ancorchè questi non abbiano dato luogo oggettivamente a reati o danni. Non si ammette in nessun ambito che esistano metodi di autocorrezione che prescindono dalla denuncia al magistrato. Men che meno si riconoscono margini di flessibilità e tolleranza. Questo atteggiamento assume particolare rilevanza in ambito politico: nessun campo della vita umana può essere esente da comportamenti deteriori – non lo sono l’impresa, la finanza, le professioni, il volontariato, il lavoro, financo la chiesa – ma è solo la politica ad essere soggetta ad una sorveglianza continua che prescinde dall’entità e dalla stessa esistenza di reati e che impedisce il dispiegarsi di decisioni e strategie autonome e magari di logiche di correzione dei comportamenti erronei puramente interne al sistema. L’unico politico ammissibile, per i magistrati, è un santo o un fannullone, altrimenti vale il principio che “chi fa, falla” anche sulla base di una normativa che, per prevenire le non conformità, rende costoso, rischioso e faticoso fare qualsiasi cosa. Non si riesce ad accettare la realtà per cui le dinamiche umane non sono azionata da santi e che quindi, ragionevolmente, un minimo di tolleranza e flessibilità va ammesso per non bloccare completamente queste dinamiche.

L’obiettivo chiaro, politicamente, è quello di fare fuori Salvini e indurre il PD a più miti consigli alleandosi con i pentastellati. Occorrerà vedere quanto consenso questa azione raccoglie nell’elettorato ormai sgamato rispetto a questi giochetti ultradecennali. Vale comunque la pena per lui di giocarsi tutto, di riconoscere il ruolo della magistratura ricordano però che i magistrati parlano con sentenze e non con conferenze e che l’articolo 27 della Costituzione più bella del mondo vale anche per i politici, e poi di lasciar perdere la politics, concentrarsi sulla policy e continuare a fare quello che ha fatto finora perché, ricordiamoci, se caschiamo in questo schema un corrotto in galera ci porterà 100.000 migranti.

Aggiornamento del 9 maggio: ieri il governatore Fontana è stato indagato per abuso d’ufficio per la nomina del suo ex socio di studio ad un incarico che vale circa 13.500 euro l’anno (11.500 fissi + 180 euro a seduta): ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? La Regione Lombardia ha un bilancio di 23,781 miliardi di Euro, il PIL della Lombardia è di 368,6 miliardi di Euro. Si terremota la politica di una regione la cui economia sostiene il Paese per un atto che vale lo 0,000057% (poco più di mezzo milionesimo) del bilancio regionale. L’abuso di ufficio è un reato abbastanza aleatorio ma nel caso specifico non ha dato luogo a nessun danno per l’erario visto che quel posto in commissione lo si sarebbe dovuto dare a qualcuno in ogni caso. Fontana ha pregiudicato qualcun altro? Luca Marsico era adeguatamente qualificato e non risulta che nessuno abbia denunciato malversazioni nella procedura visto che il tutto deriva dalle onnipresenti intercettazioni della Magistratura. Ma alla fine il punto è: non è che tutto questo bailamme copre la realtà che la Magistratura la corruzione vera (se esiste) non la sa scoprire e che si attacca a dei favori da poche lire per giustificare il suo ruolo? Esiste davvero un interesse pubblico a vigilare ossessivamente su atti di un valore pari allo stipendio di uno stagista in uno studio legale milanese?  E quanto costa questa vigilanza? Non è che alla fine costa di più del “reato” scoperto? L’azione della magistratura non può mai essere oggetto di un’analisi costi benefici?

Discussione

3 pensieri su “Ma che caso!

  1. La magistratura esonda, deborda e tracima perché gli altri poteri, quello politico in primis, sono sottomessi, impauriti, asserviti e piegati ad essa. Politici vigliacchi -uomini e donne- che giochicchiano sulle cose facili e si tengono alla larga dai fili dell’alta tensione perché chi tocca muore. Tutti, anche quel Salvini che lei indica come l’uomo del nostro destino. E’ una situazione vecchia di decenni, chiara come il sole e conosciuta anche dai muri.

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    Pubblicato da goticoamericano | 10 maggio 2019, 22:26
  2. Che molti magistrati facciano politica (e mala politica) è cosa nota.
    Temo però che la corruttela con i “poteri forti” e “meno forti” non sia estranea neanche alla Lega.
    Mi pare inoltre che anche il PD sia stato pizzicato con le mani nella marmellata.
    Beh! certo, i magistrati si guardano bene dal fare indagini su casi pericolosi…
    … se Falcone e Borsellino sono sottoterra e i magistrati di oggi fanno carriera politica, una ragione ci sarà.
    La magistratira è come tutto il resto: incompetente e corrotta.
    E siccome la politica, che stata messa alle porte dalla finanza, non ha né le forze nè la volontà di combattere…
    … poveri noi.

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    Pubblicato da Graziella | 14 maggio 2019, 8:44

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  1. Pingback: Keep Calm | Average Joe - 19 agosto 2019

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