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Politica Italia

Magistratopoli: complici e imbecilli

download (4) In Italia divampa la “Magistratopoli” ma di essa leggiamo solo scarni e frammentari resoconti sulla sedicente “stampa di qualità”: un po’ perché la stampa di qualità non ha più il coraggio, neanche lei, di chiamarsi libera; un po’ perché si tratta di personaggi abbastanza oscuri e tenutisi lontano dalle luci della ribalta per cui è difficile, anche per un giornalista, capire chi sono e come si muovono; un po’ perché 27 anni di soggezione mediatica ai nuovi numi tutelari dell’Italia hanno annichilito coraggio, senso critico e oggettiva capacità di interpretarne i movimenti.

Ciò detto, mi sembra che questo scandalo dimostri inequivocabilmente alcune cose:

  1. la magistratura è corrotta, né più né meno (anzi, più) di un qualsiasi Siri o Rixi, e che farla tanto lunga su un abuso di atti di ufficio quando le procure venivano assegnate in eleganti cene con Lotti (e probabilmente altri) dimostra notevole ipocrisia;
  2. la magistratura è un centro di potere come un altro in cui vigono le stesse regole e dinamiche di qualsiasi centro di potere, alla faccia dell’immagine di austeri e disinteressati controllori della moralità pubblica e promotori dei valori moderni di cui i magistrati volevano ammantarsi;
  3. la magistratura è politicizzata e legata al PD, come era evidente da miriadi di fatti fra i quali cito quello per cui non si è ritenuto di indagare su due tizi che si accertavano che David Rossi si fosse correttamente “suicidato” in quel di Siena;
  4. prima delle elezioni, la magistratura sapeva quello che stava accadendo e ha cercato disperatamente di cambiare cavallo politico coinvolgendo il M5S ma dandogli, invece, il bacio della morte;
  5. il prestigio della magistratura è evaporato e pensare di fare politica sulla base dei diktat dei procuratori della repubblica è suicida.

Qualche settimana fa, Maurizio Blondet sul suo blog si chiedeva che cosa avremmo sentito se i magistrati fossero stati intercettati come i normali cristiani: adesso lo sappiamo e possiamo dire due cose:

  1. la prima è che le intercettazioni dimostrano non solo il livello morale di cui parlavamo poche righe fa ma anche un livello dialettico rispetto al quale i dialoghi della suburra sono espressioni da fini dicitori, il che a sua volta dimostra quanto Renzi ed il giglio magico siano stati equivocati (anche in questo caso, in buona fede?) e sopravvalutati;
  2. la seconda è che, improvvisamente ed inopinatamente, le intercettazioni sono state proprio fatte e pubblicate e, siccome fare ciò comporta di regola più rischi che immergersi in un lago popolato da alligatori, allora occorre ipotizzare che i mandanti dell’operazione siano più che sicuri di rimanerne indenni. Questa operazione porta chiaramente il marchio dei servizi segreti, probabilmente in coordinamento con centrali straniere.

Non credo si possa peccare di complottismo se si pensa che la fine del Russiagate, con la conseguente ricomposizione del Deep State USA attorno, se non a Trump, perlomeno alla giunta militare che governa insieme (o tramite?) lui, abbia dato la stura alle conseguenti operazioni di ripulitura e riallineamento verso i paesi alleati. E se si pensa alla speciale intesa esistente fra Renzi ed Obama, due più due fa quello che deve fare.

In generale gli USA si sono posti in modalità “War” verso la Cina e l’Iran e non scherzano più. Uno scontro globale a livello economico, tecnologico e, forse, militare, richiede compattezza nel campo alleato e Trump sta girando il mondo (Giappone, GB) per annunciarlo chiaramente, facendo la conta dei buoni e dei cattivi e mandando segnali di fuoco a chi (ABE Shinzo) pensa di giocare in proprio.

In Italia il problema è duplice: ingovernabilità del Paese dopo la Tangentopoli del 1992 ed inaffidabilità della vecchia guardia politica, obamiama e filo europea. Il messaggio chiarissimo è che la ricreazione è finita, i giudici devono tornare nei ranghi lasciando il campo ai politici, i nemici (Renzi ma forse il PD intero) devono farsi da parte, chi pensa di fare politica facendosi portavoce dei giudici stessi (M5S) deve pensarci tante volte. Alla vigilia della visita lampo di Salvini in USA, che solo la stampa di qualità in questi frangenti può ritenere inutile o goliardica, gli USA pretendono non solo una scelta di campo chiara ma anche un partito che se ne faccia garante diventando la nuova DC: un’opportunità unica che Matteo deve stare bene attento a non sprecare.

Questo controgolpe ai danni della magistratura dimostra l’esistenza, qualche volta vaticinata su questo blog, di un blocco di interessi nazionali che è in grado di garantire alcuni punti fermi: lotta alla mafia, lotta al terrorismo, controllo della Libia. Può darsi che, in una fase di evidente aggressione straniera agli interessi del nostro Paese, questa solidarietà possa muoversi anche verso altri e più ampi obiettivi. Noto che nei giorni passati tre altissimi ufficiali a riposo hanno criticato il ministro Trenta e la sua gestione delle forze armate: queste dichiarazioni ricalcano quelle, estremamente critiche verso l’immigrazione, che parimenti furono espresse da loro colleghi 2 anni fa riguardo alla partecipazione della marina militare alle operazioni di traghettamento dei migranti in Italia e che indussero Minniti a smarcarsi bruscamente dalla linea ufficiale del PD ponendo una stretta a questi traffici, parlando oltretutto di “problemi di tenuta democratica” che nessuno ha mai inteso approfondire: magari è una coincidenza, ma forse no.

Come in tutte le vicende che riguardano comportamenti non etici dei sottoposti, la domanda rispetto al capo è sempre quella: era complice o imbecille? Neanche Sergio Mattarella, presidente del CSM, può ritenersi totalmente al di sopra di ogni sospetto e probabilmente un atteggiamento meno partigiano verso il governo allontanerà da lui il rischio di seguire il percorso di Giovanni Leone.

Discussione

4 pensieri su “Magistratopoli: complici e imbecilli

  1. però!
    Sarebbe una svolta

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    Pubblicato da paolo | 17 giugno 2019, 12:30
  2. “… 27 anni di soggezione ai nuovi numi tutelari… hanno annichilito il coraggio, senso critico…” verità assoluta.
    Il timido balbetare: “ho fiducia nella giustizia”, delle vittime e degli innocenti che questa vanno cercando, suona più come una supplica a dispotici tiranni, che una fiera affermazione.
    La magistratura e la finanza (come tutti i gangli del potere), sono avvinghiate dalle spire piddine (ex rossi, ora vedi e arcobaleno), che dal dopoguerra ad oggi si sono incuneate nel sistema come un mutevole cancro.
    Un pensiero sugli USA, che pretendono una scelta di campo per permetterci di tutelare gli interessi nazionali:
    se dobbiamo ritenere alleati migliori, coloro che vorrebbero usarci come portaerei per missili nucleari di media gettata (uscita dal MIF degli USA), esponendoci FORSE ad un pericolo mostruoso, posso solo immaginare quale futuro vorrebbero riservarci gli altri (devastazione sociale e culturale SICURA?)… che qualcuno ancora definisce “amici”.

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    Pubblicato da Graziella | 18 giugno 2019, 18:16

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