//
stai leggendo...
Immigrazione, Politica Italia, Terrorismo

Le nuove BR

Dopo una lunga quiete, la tempesta è esplosa di nuovo attorno alla Sea Watch 3 (SW3) che in qualche modo porta a termine la terza missione dell’anno. Ma il caso fa emergere qualche novità.

  1. Dopo lungo silenzio, l’Olanda ha riconosciuto la sua responsabilità per la SW3 che, quindi, non è una nave pirata ma una nave corsara, il corsaro essendo (fonte: Wikipedia) “un privato cittadino che, munito dal governo di uno Stato di un’apposita autorizzazione formale (lettera di corsa) in cambio della cessione allo stesso di parte dei guadagni conseguiti, era autorizzato ad assalire e rapinare le navi mercantili delle nazioni nemiche; pur comportandosi alla stessa maniera di un pirata, quindi, il corsaro svolgeva invece, in linea di principio, un’attività legittima e non criminale, ed era autorizzato a uccidere persone ma solo in combattimento”. Mutatis mutandis (ma, visto l’epilogo, fino ad un certo punto) è quello che sta accadendo con questo vascello.
  2. Una nave battente bandiera olandese è, per diritto internazionale, essa stessa territorio olandese per cui i “naufraghi” da essa raccolti si trovavano già in Olanda. In passato, per altro verso, non si era perso tempo ad evidenziare questo principio per avvalorare l’obbligo di accoglienza dei migranti già a bordo della Diciotti. Quindi l’Olanda, disinteressandosi dei naufraghi, ha violato scientamente un trattato internazionale scaricando le conseguenze sul nostro governo.
  3. Dati i due punti sopra, che integrano gli estremi di un comportamento apertamente ostile verso il nostro Paese, non c’erano proprio le condizioni per richiamare il nostro ambasciatore all’Aia “per consultazioni”?
  4. Carola Rackete è di per sé una donna brutta, maltenuta e peggio vestita, proveniente da una famiglia dalla professione discutibile, il cui CV è pieno di opacità, che ha svolto attività (studio dei nidi di albatros) che ne precluderebbero l’ingresso in un normale contesto sociale. Questa donna ha di fatto rapito 50 negri tenendoli in ostaggio e conducendoli in un’avventura scellerata, rifiutando di lasciarli in un sicuro porto tunisino a poche miglia (la Tunisia ha accolto 8 milioni di turisti nel 2018) e tenendoli in sua balia fino allo sconclusionato tentativo di sbarco finale, magari sperando in un incidente che ne lasciasse affogare qualcuno in mondovisione. Ciononostante, nella rappresentazione del sistema mediatico, questa donna sciocca ed inaffidabile è diventata (dopo Greta, Ramy e Simone) l’ennesima eroina portatrice degli ideali della sinistra. È impressionante come questo sistema riesca a produrre, in tempi rapidissimi è con tempi di reazione pressochè immediati, a partire oltretutto da personaggi per cui “mediocre” è un giudizio sin troppo positivo, un flusso continuo di figurine e di narrazioni da dare in pasto alla pubblica opinione a sostegno delle loro tesi. Su questo i sovranisti hanno molto da imparare e da costruire.
  5. Carola è un’invasata che con il suo slogan (“sono bianca, ricca e tedesca”…) sintetizza due dei punti essenziali della cultura colpevolizzante con cui si sta cercando di abbattere la civiltà europea, per l’appunto bianca di natura e ricca per i propri meriti. Avrebbe anche potuto dire “cristiana” ma, a parte che probabilmente non lo è, avrebbe spiazzato quel simulacro di papa che è Francesco. Raffaele Simone nel suo libro “L’ospite e il nemico” dice chiaramente che la scelta di fronte alla grande migrazione è soprattutto ideologica: questa donna rende ben chiara l’opzione che ci propone.
  6. Decreto sicurezza bis – Cominciamo dal bicchiere mezzo pieno: il tentativo di far passare il principio per cui le norme ispirate da Salvini sono di per sé illegittime non è passato. Il decreto sicurezza bis che, ricordo a tutti, al netto della propaganda, non è l’atto autoreferenziale di un fascista brutto e cattivo che tiene in ostaggio un popolo che vorrebbe opporglisi ma una norma della Repubblica Italiana entrata in vigore secondo i crismi costituzionali e promulgata dal PdR che, quindi, ha svolto un sia pur sommario controllo di conformità costituzionale, ha retto al ricorso al TAR e addirittura a quello avanti alla Corte Europea dei Diritti Umani. Conseguentemente la capitana coraggiosa, ennesimo santino del presepe politically correct santificato dai media a reti unificate, non ha potuto entrare nel porto di Lampedusa con i motori a tutta ed il gran pavese ma ha dovuto violare una norma esistente e confermata diventando una delinquente anche se, ovviamente e dal suo punto di vista, a fin di bene. Se vogliamo allargarci, si conferma che l’Italia è tornata ad essere, per ora, uno stato retto da un ordinamento giuridico e non il mero territorio aperto a tutti in cui era stata trasformata dai governi piddini. E, ancora, possiamo dire che la valutazione di legittimità delle norme è stata riportata al suo alveo fatto di corti, giudici e procedure e sottratta al “coram populo” veicolato dai media imposto dalla sinistra. Per il futuro tutti sanno che questa norma è in vigore e con essa dovranno fare i conti.
  7. Quindi il decreto sicurezza bis esiste ma non è efficace, almeno non quanto si pensava che fosse. In effetti il meccanismo è alquanto complesso sia nelle premesse che nelle conseguenze. La responsabilità penale (o amministrativa?) presuppone un decreto del Ministro degli Interni di concerto con Difesa e Trasporti che inibisca l’accesso alle acque territoriali ad ogni singola nave: quindi se il ministro non è Salvini o se la Trenta o Toninelli non controfirmano il documento, manco si parte con la procedura. È poi abbastanza singolare che un’attività corrente di contrasto ad azioni illegali debba partire dal ministro in carica, ridotto al rango di Commissario Basettoni: forse succede così nel campo del contrasto al terrorismo, alla mafia, al traffico di armi, al contrabbando di sigarette? Il blog ha spesso evidenziato che l’azione di contrasto all’immigrazione clandestina posta in essere da Salvini si basava molto sulla sua forza politica e mediatica e poco su un apparato normativo adeguato. Il decreto sicurezza bis sposta le cose ma di poco perché la stessa attivazione della procedura implica il permanere di un adeguato pressing del Ministro degli Interni sul governo. Il decreto non prevede di per sé forme di contrasto attivo ai tentativi di violazione ma solo pene irrogate ex post: quelle pecuniarie, per le organizzazioni finanziate da Soros, sono come sputi per terra mentre la confisca della nave è prevista solo in caso di reiterazione. Questa norma è alquanto opaca: si può parlare di reiterazione se l’azione è posta in essere da soggetti diversi con la stessa nave? E se la nave viene “sequestrata” per ordine della magistratura, come avvenuto a maggio, lo sbarco costituisce violazione del divieto o adempimento di un ordine? I dubbi sono tanti sin da ora e la norma di per sé appare molto condizionata dall’interpretazione che ne darà la magistratura, ovvero la Procura di Agrigento, ovvero il giudice Patronaggio dei 17 capi di imputazione per Salvini per la Diciotti, per cui grandi aspettative non le possiamo nutrire.
  8. La stessa magistratura, però, in questi giorni è stata silente il che è un buon segnale. Può darsi che sia dipeso dalla crisi del CSM che ne limita l’autorevolezza ed il consenso come può darsi che effettivamente non abbia condiviso un certo cambiamento nella strategia ed operatività della ONG (vedasi punti successivi) che ha portato ad epiloghi quasi drammatici. Può anche darsi che il grosso delle carte fosse stato giocato il 20 maggio come estremo tentativo di fermare la politica dei porti chiusi in funzione di elezioni che, tuttavia, hanno avuto esiti diversi da quelli sperati. In ogni caso, rifare il giochino del sequestro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ad un mese di distanza dal primo atto ed in una situazione normativa diversa avrebbe probabilmente ridicolizzato il magistrato senza dare significativo sostegno alla causa immigrazionista, visto che quello sbarco ordinato con Salvini di fronte alle telecamere aveva spinto in alto il consenso del Capitano. Anche perché nelle ultime ore qualcosa era profondamente cambiato.
  9. Infatti, per la prima volta, sono entrati in azione i militari con compiti di contrasto all’immigrazione. In tutta la recente storia dell’immigrazione il ruolo preminente era stato ricoperto dalla Guardia Costiera che, tuttora guidata da ufficiali nominati dai precedenti governi e facente capo a Toninelli, ha sempre svolto un’attività di sostegno alle ONG. Questa volta invece la Guardia di Finanza, guidata da un alto ufficiale nominato da questo governo, ha per la prima volta svolto un’azione, sia pure blanda, di contrasto allo sbarco: senza il via vai della pilotina dei militari non ci sarebbe stato lo scontro. In questa fase è emersa anche l’esistenza di reati imputabili alla Capitana: art. 1099 Cod. Nav. – Rifiuto di obbedienza a nave da guerra (fino a due anni) ed art. art. 1100 Cod. Nav. – Resistenza o violenza contro nave da guerra (fino a 10 anni). Si tratta di due reati “tecnici” che nessuno aveva mai contestato e che aumentano un po’ la portata del decreto sicurezza bis, ma è significativo che siano stati enunciati, perché ci sono sempre stati (il Codice della Navigazione è del 1942) ma probabilmente solo un tecnico del settore li poteva conoscere e farli presente al Capitano, e che abbiano dato luogo all’immediato arresto di Carola ad opera della GdF.
  10. Quindi la posizione della magistratura diviene un po’ più difficile perché non si dipana più solo sulle linee dello scontro magistratura-politica, ormai consueto, ma su quelle, molto più pericolose, del conflitto fra istituzioni. Tale circostanza rende muto anche il PdR che in nessun modo può avallare atti di palese disobbedienza e, addirittura, violenza ai danni delle forze dell’ordine.
  11. Del resto la gravità delle violazioni commesse dalla SW3 era tale da avere chiamato in causa anche Travaglio che, in un fondo, criticava recisamente l’operato della Capitana e apriva la strada alla conversione di Conte e Di Maio sulle posizioni Salviniane. Di conseguenza, a sostegno di Carola è rimasto solo il PD che si è imbarcato in un delirio politico ed intellettuale in cui contestava a Salvini la violazione di un trattato internazionale ma incitava la nave a violare la legge italiana e che imbarcava a bordo esponenti di prestigio (Delrio, ex ministro, ed Orfini, ex presidente del partito) che si trovano ora implicati in un reato. Perché è vero che la responsabilità penale è della tedesca coi capelli rasta ma sarebbe interessante che i piddini venissero almeno considerati persone informate dei fatti ed interrogati per capire qualcosa di più sulla dinamica degli eventi: quando è stata presa la decisione di forzare il blocco? La Rackete l’ha presa da sola o era in contatto radio con qualcuno? E se sì, con chi? In quale lingua comunicava? Hanno avuto la sensazione di un atto lucido e razionale o di un colpo di testa? Lo scontro con la nave da guerra era fortuito o cercato? E, per caso, mica cercava di affondare in mondovisione?
  12. Elementi importanti perché la mia sensazione è che la questione dell’immigrazione stia uscendo dal filone umanitario e stia entrando in quello, molto più rischioso, dell’eversione. Perché questa missione ha caratteristiche particolari: è stata affidata ad una che forse non è neanche una marinaia ma è sicuramente un’ultrà dell’immigrazionismo tanto da presentare qualche somiglianza con l’ossessione autistica di Greta mentre, per esempio, quella di maggio era guidata da un comandante, Arturo Centore, chiaramente formato e con un’esperienza ultraventennale; era programmata per una lunga permanenza in mare, addirittura 16 giorni, quando in passato la capacità operativa era limitata al massimo ad una settimana; era probabilmente sostenuta da mezzi di supporto per il rifornimento a bordo di acqua, cibo, carburante, medicine; ha giocato cinicamente con la vita e la salute di 40 persone. Evidentemente la nave cercava un confronto con il governo italiano e, in una prima fase, ha tentato la strada della declaratoria, per via giudiziaria, dell’illegittimità della normativa di Salvini. Successivamente, una volta sfumata questa opportunità, ha cercato il casus belli con l’intento palese di disconoscere essa stessa la legittimità della normativa e del governo che l’aveva emanata, mettendo a rischio la vita delle forze dell’ordine che erano chiamate a far rispettare le norme stesse, col chiaro intento di farle disapplicare, o addirittura, abrogare
  13. Però un’organizzazione che disconosce la legittimità di un governo e delle sue norme e che cerca di esercitare pressioni sullo stesso per modificarle o disapplicarle è un’organizzazione terrorista. La SW3 sta perseguendo, con altri mezzi, lo stesso scopo delle BR e delle varie organizzazioni terroristiche “rosse” degli anni ’70: vuole negoziare da pari a pari con lo stato, vuole essere riconosciuta come potere politico dello stesso rango dello stato, vuole che lo stato si pieghi alla sua visione della società e della politica, vuole spazi di agibilità ed azione autonomi ed incontrollati.
  14. Carola Rackete, non so quanto consapevolmente, va a proporsi come prigioniera politica di uno stato “disumano, razzista, fascista” con l’intento di portare questa contraddizione e questo elemento propagandistico nel cuore del sistema politico, giudiziario e di sicurezza italiano, mettendo in discussione la resistenza di quel blocco di forze che ha garantito, in tre decenni, il contrasto alle attività terroristiche e mafiose. Un processo lungo rischia di offrirle una tribuna importante che sarà ovviamente seguita con commossa partecipazione da tutti i media politicamente corretti: ce la farà il governo (ma direi anche lo Stato) a sostenere questa sfida?
  15. Perché se ammettiamo che le attività delle ONG siano eversive, occorre dire chiaramente che la situazione è molto diversa da quella della lotta al terrorismo ed alla mafia perché pezzi della politica importanti, come il PD e quanto gli ruota intorno, della magistratura, delle forze armate, della comunicazione e della cultura sono schierate “dall’altra parte” come neanche negli anni ’70 dello slogan “né con lo stato, né con le BR”. Se si aggiunge il fatto che Delrio ha chiaramente teorizzato che è lecito non rispettare leggi “ingiuste”, ovviamente con la doppia morale che i comunisti si riservano per diritto divino, capite che si stanno aprendo varchi enormi nel concetto stesso di stato di diritto che, bene o male, ha improntato il nostro pensiero ed il nostro sistema di convivenza civile anche in anni difficili. E forse un po’ di questa consapevolezza spiega anche la titubanza della Procura di Agrigento.
  16. Last but not least, le ingerenze di stati stranieri sono ormai palesi, anch’esse nel senso di rilasciare la Capitana senza condizioni ed a prescindere dalla valutazione giudiziaria del suo operato, e vanno di pari passo con quelle in corso in campo finanziario. La crisi enorme in cui versa l’UE a un mese dalle elezioni europee può darci fiato ma può anche spingere le “potenze europee” ad accelerare l’opera di distruzione del nostro Paese con rischi epocali per gli italiani.

Può darsi che il contrasto all’immigrazione clandestina possa trovare beneficio dalle vicende delle ultime settimane allentando la morsa della stagione estiva. Sarebbe però necessario sfruttare questo tempo per mettere a punto una normativa che intervenga direttamente sui fenomeni da affrontare (falsi naufraghi e falsi profughi) definendoli ed ipotizzando profili di reato chiari e gravi per questi comportamenti, per i soggetti coinvolti e per le ONG che li agevolano. Tuttavia è necessario anche cominciare a ragionare in questi termini nuovi ricercando collegamenti con quelle parti politiche (penso a Minniti) che fanno capo al PD ma che appaiono tuttavia leali allo stato di diritto e preoccupate per quelli che il predecessore di Salvini individuò chiaramente come problemi di tenuta del sistema democratico. Una riflessione a destra sarebbe alquanto opportuna.

Discussione

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Se si chiude la finestra | Average Joe - 8 luglio 2019

  2. Pingback: Illusioni di mezza estate | Average Joe - 23 luglio 2019

  3. Pingback: A futura memoria | Average Joe - 16 settembre 2019

  4. Pingback: Fra Berlinguer e Draghi (e Farage) | Average Joe - 19 dicembre 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: