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Politica Italia

The End

download (2)Sull’Appennino Tosco Romagnolo il segnale è ballerino e non è possibile essere sempre tempestivi. Ripartiamo dal 20 agosto quando l’Avvocato il Professore ah già il Premier Conte è intervenuto al Senato con una comunicazione di rara piattezza e banalità. Quello che doveva essere un intervento “alto”, e che stranamente qualcuno ha davvero percepito come tale, si è tradotto in un discorso prolisso, banale e noioso in cui l’argomento principale sono state i presunti malcomportamenti di Matteo Salvini a cui è stata risparmiata solo l’accusa di fare i rutti dopo pranzo. Come in un colloquio di lavoro, Conte ha cercato l’assunzione in quota giallo-rossa evidenziando i suoi successi e tacendo su quelli degli altri (nemmeno citato il contrasto all’immigrazione per il quale pure si era assunto la responsabilità politica e giudiziaria al pari del ministro dell’interno), incensando sé stesso e denigrando i colleghi. Su tutto l’intervento aleggiano alcune domande:

  1. se Salvini è vile, Conte avrebbe avuto il coraggio, a governo in essere, di dire le stesse cose?
  2. E se sì, allora perché non le ha dette prima?
  3. E se è così bravo e sa tutto lui, allora perché non è riuscito a tenere a bada un ministro discolo per 15 mesi?
  4. E, volendo appena fare un po’ di politica, quali sono le scelte politiche di Salvini che non gli sono andate bene? La lotta all’immigrazione su cui ha rischiato (si fa per dire) l’imputazione? La TAV che ha fatto ingoiare ai grillini a cui ha pure rimproverato di non essere andati ad ascoltarlo in aula come si fa nelle migliori università?

La fine svela l’inizio: Conte è sempre stato membro dell’establishment ed è messo lì come cane da guardia del governo per evitare che populisti e sovranisti governassero davvero in attesa di vedere quello che succedeva. Come Monti, Letta e Gentiloni, Conte pretende però da sé stesso molto di più di quel che è in grado di dare: non è un politico, non lo sarà mai, entra nella schiera ben pagata delle “riserve della Repubblica”: auguri di buon proseguimento.

Ieri il PdR Mattarella ha terminato le consultazioni e dato ai partiti altri 5 giorni per portare una proposta, altrimenti si va alle elezioni. Siccome ormai le illusioni sono sparite, questi cinque giorni saranno utili solo per un teatrino che veda il progressivo avvicinamento fra i 5 punti di Zingaretti ed i 10 punti di Di Maio: tutta fuffa, caso mai la lotta vera sarà sulle cariche. Come previsto Zingaretti non ha retto il punto delle elezioni confermandosi il poco/nulla che è come uomo politico. Renzi ritorna dominus del PD e del governo, auguri anche a loro.

Il M5S fa quello che poteva fare visto che ormai i sondaggi lo danno sotto al 10%: è stato una meteora ma può darsi che la scia sia lunga. È escluso che ritorni in auge visto che la sua cifra ribellistica e innovativa si è trasformata in una connotazione conformistica e politicamente corretta della quale nessuno sentiva e sente il bisogno. È il destino di molti, nascere incendiari e morire pompieri, ma nel XXI secolo dobbiamo ormai mettere nei conti che la dimensione UE della politica, che impone tali cambiamenti in cambio di vantaggi, non è più una patologia ma una costante da cui, forse, non sfuggirebbe neanche il Capitano vittorioso.

Il discorso di Conte rende giustizia a Salvini che non è il pazzo scatenato descritto dai giornali: le tensioni e difficoltà del governo erano reali e notizie di stampa confermano che esisteva un accordo verbale con Zingaretti per andare al voto. Poi magari l’errore è stato quello di fidarsi di uno soprannominato “Anguilla” che si è oltretutto scoperto “diversamente segretario” del suo partito. Nessuno ha avuto il coraggio di imputargli nulla di più del mancato rispetto della “prassi istituzionale” cioè della supercazzola con cui si pretende di far star buoni quelli che non sono invitati alla festa e, detto fra noi, una delle cose che, segnando la distanza fra ottimati e comuni mortali, probabilmente ha portato alla nascita dei sovranismi. Salvini appare tuttavia fuori forma, un po’ di opposizione potrebbe fare bene per sviluppare la strategia sovranista che non può prescindere da una mobilitazione reale, e non virtuale sui social, e da una crescita culturale sua e della Lega. Auguri anche a lui.

Politicamente si va verso una stagione di tasse e di negri: il governo nuovo dovrà fare tutto entro 6-8 mesi perché si va prefigurando un singolare midterm fatto dalle elezioni regionali nelle rosse (?) Emilia, Toscana e Umbria. Data per persa l’ultima, perdere anche una delle altre due (la Toscana non credo) sarebbe il bacio della morte per un PD tenuto insieme solo da ansia di potere.

Il nuovo governo nasce su una crisi costituzionale che ormai comincia a trapelare anche sui quotidiani meno conformisti. La manifestazione della sovranità popolare è ormai limitata da un concerto di poteri che non erano previsti dai padri costituenti nella loro esistenza (UE, ONU, NATO, pletora di trattati internazionali su qualsiasi cosa per non parlare dei mercati) o nella loro attuale importanza (PdR, magistratura). In particolare gli ultimi interventi, pure sconnessi, di TAR e procura di Agrigento disegnano chiaramente una situazione in cui il potere politico, in un campo critico che alla fin fine attiene all’ordine pubblico, è ormai inesistente. Su tutto pesa la contraddizione di un Parlamento dominato da un partito ormai inesistente, come struttura e nei sondaggi, e che esprime una maggioranza che corrisponde, al limite, al 35% dei consensi attuali: una situazione simile a quella del 1992 di cui ho parlato qualche post fa. Si è anche sdoganato quell’interesse privato in atti politici che, ai tempi di Berlusconi, dette luogo ad inchieste e censure. È difficile, in queste condizioni, dire che siamo ancora in un regime democratico e, anche se si andasse ad elezioni, ammesso pure che la Lega vincesse e che fosse rimasto un sistema maggioritario (cosa che non credo avverrà), governare diventerebbe un’opera improba. Non dico il cambiamento ma neanche la mera sopravvivenza del Paese come entità politica e civile possono avvenire all’interno del quadro costituzionale attuale ma al contempo non vedo come si possa andare ad una sostituzione (riforma è troppo poco) della Costituzione del 1948 senza un evento traumatico (prestare però attenzione agli sviluppi della crisi economica mondiale ormai vicina) ed una leadership che possa guidare la trasformazione. In questo quadro così sfilacciato, il voto è ormai considerato un rischio ed anche la pretesa democrazia diretta fa un passo indietro con la mitica Rousseau non interpellata neanche in caso di eventi di rilievo come questi.

Sono francamente pessimista per il nostro Paese anche perché l’ancora di salvataggio della Chiesa si è trasformata in un pesante randello. Le piccole cose svelano le grandi ed il fatto che, nelle chiese del Mugello, parroci 87nni che qualche volta saltavano il sermone ora, imbeccati dal Cardinal Betori, ammoniscano del giudizio divino i fedeli che approvano il decreto sicurezza bis (“Giustizia è rispettare la legge dell’amore di Dio e non fare nuove leggi”) fa pensare anche in questo caso ad un’accelerazione, ovviamente per niente positiva.

Su tutto grava l’errore epocale dell’elettorato italiano nel 2018. Dopo 5 anni di vessazioni, era chiaro che la salvezza non sarebbe stata Di Maio ma Salvini ma si è voluto ancora una volta credere agli imbonitori dei soldi statali facili: 80 euri e reddito di cittadinanza hanno stravolto il quadro politico portandoci verso un baratro. Pesò all’epoca anche l’ambiguità politica di cui era ammantato il M5S e che aveva indotto miei studenti iscritti a Casapound a sceglierlo per “non sprecare il voto” così come la difficoltà psicologica di abbandonare il PD per votare direttamente un partito descritto come fascista. Come che sia, timing is all: il momento buono era allora e non nel 2019, si è sprecata un’occasione che probabilmente non si ripresenterà più e che peserà sui decenni a venire. La salvezza, se ci darà, sarà probabilmente individuale e non collettiva.

Spero di essere troppo pessimista ma razionalmente non lo credo. Come che sia, Average Joe” si ferma qui. Il blog, nato esattamente 4 anni fa, aveva uno scopo personale; elaborare la rabbia per gli eventi, soprattutto l’immigrazione, che allora stavano cominciando a trasformare l’Italia e l’Europa contro la volontà e gli interessi dei cittadini normale (detti “Averaje Joe” negli USA, appunto) e che seguivano quelli della grande crisi che aveva ancora più direttamente impattato sui percorsi di vita individuali, fra cui il mio. Piano piano è diventato un piccolo strumento di ricerca e di analisi con cui ho cercato soprattutto di ricostruire una grammatica ed una nomenclatura che venivano progressivamente bandite dai media ufficiali. Oggi questo vuoto è stato colmato specie da autori di sinistra come Rampini, Ricolfi e Raffaele Simone il cui bel libro (“L’ospite e il nemico”) rappresenta una pietra miliare degli studi sul tema dell’immigrazione soprattutto per l’attenzione e la dettagliata cura con cui analizza e definisce tutti gli aspetti del fenomeno, facendo chiarezza e gettando luce su ricorrenti ambiguità. L’analisi e le soluzioni prospettate, al netto di una ampiezza e profondità culturale che io non ho e non millanto, non vanno molto oltre quanto detto ricorrentemente su questo blog ma questo conferma la mia tesi che siamo di fronte a fenomeni basilari, di vita o di morte, e che quindi le risposte oltre un certo limite non possono andare, anzi se lo fanno vuol dire che sono risposte che vanno nella direzione contraria come dimostra l’enorme produzione intellettuale che ammanta le tesi pro-imm.

Quello che potevo fare l’ho fatto: pesa indubbiamente la delusione per gli eventi in corso e passare altri anni ad analizzare eventi di cui conosco già il finale, in gran parte ripetendomi, non mi appassiona. Se avrò altre cose da dire, ripartirò. Ringrazio i lettori, molto aumentati nell’ultimo anno e mezzo, e soprattutto quelli che hanno voluto onorarmi con dei commenti. Buona vita a tutti.

Discussione

8 pensieri su “The End

  1. Spero sentitamente che il blog non cessi la sua attività.
    Ho trovato spesso articoli scritti con lucido pensiero, con profondo senso critico e di appartenenza.
    Una cosa che manca quasi ovunque oramai.
    Grazie di averci arricchiti con riflessioni profonde e centrate.
    Mi auguro ti trovare ancora vitale quest’oasi di equilibrio, a rifocillarci dalla melmosa follia che ci sta soffocando

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    Pubblicato da Graziella | 23 agosto 2019, 13:48
  2. Sarebbe un gran peccato la fine di un blog così lucido, sagace, non allineato; spero proprio che l’autori ci ripensi

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    Pubblicato da MARCO ZANASI | 23 agosto 2019, 15:04
  3. Mi associo al commento precedente di Gabriella.
    Seguire questo blog è stata una cavalcata entusiasmante: vedere le proprie idee condivise da altri ed espresse in maniera allo stesso tempo chiara e profonda (senza rinunciare qua e là ad un’elegante vena d’umorismo) fa bene all’anima. Un’anima che altrimenti è continuamente mitragliata ad ogni accensione di televisore o accesso a giornali in rete dal fuoco di fila dei pensiero unico buonista che sta portando al disfacimento il nostro amata paese.

    Auguro all’autore del blog tutto il bene possibile. Continuerò a visitare la pagina nella speranza di una ripresa dell’attività (…chissà, era già successo dopo “Stand-by” del 31.01.2018).

    E auguro all’Italia che gli italiani riescano amare se stessi (almeno) quanto amano gli altri.

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    Pubblicato da Nicola | 23 agosto 2019, 17:02
  4. Caro Average Joe, ti supplico: non chiudere il blog. Nel mare di cavolate che si leggono su internet, questa è una rarissima oasi di pensiero critico sulle vicende della politica e della società. Ogni volta che vedevo uscire un nuovo tuo articolo, smettevo tutto quello che stavo facendo, mi isolavo per qualche minuto e mi fiondavo nel tuo mondo attingendo alla tua intelligenza e capacità di vedere le cose per quello che sono e per quello che saranno. Questo blog è una gemma necessaria a tutti.

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    Pubblicato da Fabio B. | 23 agosto 2019, 18:25
  5. Condivido pienamente la sua analisi politica. Resto amareggiato per un volgere degli eventi, che sembra inarrestabile e che mi vede impotente a fermarlo o quantomeno deviarlo dalla brutta rotta che ha preso.Cordialmente, Stefano

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    Pubblicato da Steve | 23 agosto 2019, 23:50
  6. Ho avuto il piacere di imbattermi in questo blog da non molto tempo. E’ diventato immediatamente uno dei miei preferiti. Mi dispiace doverlo perdere così presto ma rispetto la tua decisione. Spero ci sia modo di “incontrarci” di nuovo da qualche altra parte. Comunque grazie.

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    Pubblicato da alfredo | 25 agosto 2019, 17:22
  7. È sempre interessante leggere le sue analisi: mi mancheranno e mi sentirò un po’ più solo.

    Spero sia un arrivederci!

    Con stima.

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    Pubblicato da uchuunokishi | 26 agosto 2019, 14:13
  8. Spero proprio che il blog, dopo una pausa per ritemprar le forze, riprenda quanto prima.
    L’arguzia e l’intelligenza dell’autore, nonché l’originalità dei commenti e la diversa (dal mainstream) prospettiva con la quale venivano raccontati i fatti ed analizzate le implicazioni, lo rendevano prezioso riferimento per interpretare la nostra quotidianità.
    Ci ripensi per favore.
    E grazie per quel che ha scritto sinora.

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    Pubblicato da Enrico | 27 agosto 2019, 16:20

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