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M5S, Politica Italia

Bidet di folla

downloadSinceramente, non è che ieri abbia passato la giornata in fervida ed ansiosa attesa del risultato della votazione su Rousseau. A parte che ero convinto che anche in caso di vittoria del NO il governo si sarebbe fatto lo stesso visto che il treno era partito ed era ormai lanciato verso la stazione di arrivo, oltretutto con la guida di affidabili capotreni teutonici e vaticani, ma i motivi che mi inducevano a fare questa previsione erano diversi. Il primo è che quasi mai la rete ha negato il consenso alle decisioni di vertice anche quando erano abbastanza in contraddizione con i valori fondativi del movimento: ricordo l’inusitato SI alla proposta di aggregazione al gruppo europeo ALDE (i super europeisti di Guy Verhofstadt) non molto tempo dopo che Beppe aveva radunato le truppe per chiedere l’uscita dall’Euro. Ricordo anche i voti sul contratto con la Lega e contro l’autorizzazione a procedere contro Salvini. Maggioranze bulgare hanno sostenuto strategie oscillanti fra i liberali, i sovranisti e, da ieri,  la sinistra, segno che la rete alla fin fine si è sempre dimostrata un docile cagnolino in mano ai vertici.

L’altro indizio che mi faceva pensare ad un esito favorevole al governo era il fatto stesso che la consultazione stessa fosse stata indetta e che avesse al centro un quesito così chiaro: parlando espressamente di PD e Conte si dovevano avere indizi seri che l’opinione dei militanti fosse ormai virata verso il favore al ribaltone grillino ed al cambio di identità. Per le competenze che ho in materia siamo vicini all’esoterismo ma suppongo che un partito nato e cresciuto sul web, in mano ad una società di consulenza digitale e di comunicazione, abbia qualche strumento di analisi di big data o simili con cui spiare le opinioni degli iscritti e proporre il quesito al momento giusto e nella forma appropriata. Senza contare che quasi tutti i parlamentari volevano l’accordo col PD e che, per il meccanismo delle parlamentarie, continuano ad avere rapporto con il territorio dove, a cazzotto, 25-30.000 voti (70-100 ciascuno) li possono orientare in forma diretta: me ne dà conferma il fatto che su Facebook® molti capetti locali hanno progressivamente cambiato il tono dei loro post nel corso dei giorni.

In ultimo, poteva anche essere che i risultati fossero stati semplicemente falsificati: il notaio accerta il conteggio finale ma non può accertare che questo rifletta i voti espressamente dati. I dati sono presentati in forma aggregata senza alcuna possibilità di controllo che verrebbe invece dalla disaggregazione a livello comunale. Gli iscritti sono circa 115.000 per cui, divisi per circa 8.000 comuni, si ha una media di circa 14 per comune. Nei comuni più piccoli i votanti si conteranno facilmente sulle dita di una mano per cui sapere che a Montepallino di Sopra hanno votato, faccio per dire, in 3 con 2 SI e un NO consentirebbe di fare un riscontro empirico e diretto fra risultati conteggiati e voti effettivamente espressi, cosa che invece si esclude di proposito. Ciò detto, non credo che ieri si sia verificato qualcosa di simile, prevalendo i fattori di cui sopra.

Il risultato sarebbe stato probabilmente diverso se la consultazione fosse stata fatta ad agosto, all’inizio della crisi, quando i tempi non erano maturi per l’incontro PD-M5S, ma a quei tempi la Ruocco si chiedeva soavemente chi fossero, alla fin fine, i militati iscritti a Rousseau per poter dare loro il potere di decidere del suo stipendio così archiviando definitivamente il dogma dell’uno vale uno: in realtà, come nel Marchese del Grillo, ormai gli ex “nostri dipendenti” so’ diventati loro e noi non siamo un.. con quel che segue. Nel corso del mese il mood è cambiato anche se un vero spin del governo entrante si continua a non vederlo: i problemi sono evidentemente più delle opportunità e, come dice Massimo Franco stamani sul Corriere, alla fin fine il problema era solo quello di non votare. Ieri Di Maio, dopo un po’ di giorni, ha tirato fuori Salvini, dandogli tutte le colpe; come al solito la politica italiana non si svolge “per” qualcosa ma “contro” qualcuno – Berlusconi, Grillo (nel 2014 tacciato di fascismo e da ieri di nuovo companero), Renzi, oggi Salvini – ed in questo il movimento è ormai ampiamente omologato. A livello mediatico, si prefigura un’alleanza fra il sistema PD, che prevale nella carta stampata e nella TV generalista, e quello web del M5S, tuttavia se manca la materia prima questa superfetazione comunicativa potrebbe alla fin fine rivelarsi negativa mentre non è da sottovalutare l’atteggiamento scettico che sembra montare nel Corrierone, in prima linea nell’evidenziare limiti ed ipocrisie del nuovo governo, che potrebbe preludere alla discesa in campo di Cairo, l’ultimo dei Mohicani del centrismo che perde in tutta Europa.

Costituzionalisti, giornalisti, democratici hanno un sacro terrore delle consultazioni popolari che loro identificano ipso facto con un plebiscito e quindi con il fascismo. Di più hanno una sacra ripulsa della tecnologia che per definizione non capiscono. Ad esse contrappongono il parlamento che si sta dimostrando, in Italia come in UK, la fogna della democrazia che coarta e sequestra la volontà popolare (elezioni, Brexit) pretendendo di dare voce, da ventriloquo, ad un popolo tenuto sempre muto ed imbavagliato.  Tuttavia questa prova brillantemente superata dimostra che la democrazia diretta può essere funzionale ad un disegno antidemocratico: non hanno fatto votare – per il loro bene, si intende – 43 milioni di persone ma potranno dire che il governo è benvisto e popolare perché sostenuto dall’80% di 80.000 persone. Non c’è stato un bagno di folla ma il bidet che è venuto fuori verrà spacciato per tale: basta trovare uno spin adatto ed il gioco è fatto. Perché se è vero che il meccanismo parlamentare ha ormai fatto il suo tempo poiché inadeguato ai tempi (gap culturale ed informativo fra elettori ed eletti ridotto o addirittura invertito, fluidità politica, infrastruttura tecnologica pervasiva, bassissimi costi transazionali) e verrà inevitabilmente superato come tutte le forme di intermediazione che la rete ha disintermediato, è altrettanto vero che sulla democrazia digitale grava il problema fondamentale del potere di iniziativa politica: chi indice la consultazione, sceglie il timing, formula il quesito? Come si vede si tratta di un potere fondamentale per indurre il risultato e se questo è sottratto al popolo sovrano allora il popolo sovrano si trasforma in una semplice claque.

Politicamente, il M5S  si consegna a Conte dando il contentino a Di Maio che ieri alle 19,30 non tratteneva la gioia per essere stato trombato: il quesito è chiaro ed il riferimento politico sarà Conte. Non che mi disperi perché – il blog dà ampie testimonianze in proposito – non ho mai capito per quale motivo Gigi è andato al vertice del movimento se non per la faccia di tolla che gli permette di coprire tutti i ruoli, dal portare le pizze al tavolo (ricordate “Il parlamentare che ti serve”?) a vestire lo smoking nei ricevimenti dell’ambasciatore dove qualche Ambrogio lo servirà. Si conferma quello che ho sempre pensato e spesso scritto: questo è il movimento di Grillo ed il fondatore ne determinerà il destino, non senza drammatiche contraddizioni come in questo caso. Presa una decisione puntuale, puramente tattica, sul governo col PD, non è chiaro quale sarà la strategia di un movimento ribellista ed innovatore che diventa parte organica del sistema: probabilmente, al netto di qualche pazzariello che continuerà a credere nella vecchia mitologia, diventerà una specie di Lega Sud con grosse difficoltà sopra Roma.

L’esito dà l’impressione che tutto il dibattito interno al M5S, palese o presunto, fosse solo ammuina per continuare a dare un’immagine di trasversalità ad un partito che è ormai evidentemente di sinistra e che sta seguendo il percorso di Podemos in Spagna e, speriamo di no ma ne dubito, di Syriza in Grecia. È di sinistra il top management, il middle management dei parlamentari ex capi di meetup fuggiti da una sinistra in cui non facevano carriera, la base dei militanti. È di sinistra probabilmente anche il corpo elettorale dopo che la crescita della Lega ha prosciugato gli abbondanti voti provenienti da destra o scopertisi sovranisti in corso d’opera. La pretesa trasversalità del movimento (ricordiamo che Grillo affrontò per primo i due temi sovranisti principali dell’immigrazione e dell’Euro) non ha retto alla prova del governo dove le scelte dovevano essere fatte e sono state scelte di sinistra. È vero che le sinistre sono tante e quindi non è detto che la coabitazione sarà facile ma un tentativo lo si farà e qualche segno lo si sta già vedendo: nessuno si è accorto che nei 26 indirizzi programmatici del governo nascente non compaiono le parole “corrotti” e “corruzione” su cui il vecchio movimento aveva basato la sua nascita? Del resto si preparano ad andare alle elezioni in Umbria e Calabria insieme ad un partito che ha espresso due presidenti posti agli arresti domiciliari. Ma che importa: nel caso un altro quesito, un altro bidet di folla e passa la paura.

Discussione

4 pensieri su “Bidet di folla

  1. Grazie per essere tornato!

    Sottoscrivo le sue parole e aggiungo che ci attendono tempi “interessanti” per usare un eufemismo.

    A rileggerla presto!

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    Pubblicato da uchuunokishi | 4 settembre 2019, 12:35
  2. Analisi come sempre, perfetta.
    Il vertice del Movimento è SEMPRE stato di sinistra, anzi, una ciambella di salvataggio per una sinistra
    forte nei palazzi ma debole nel consenso. La trasversalità è sempre stata una finzione, pur ben congegnata.
    Anche lo “zoccolo duro” del Movimento è sempre stato di sinistra;
    è fatto di persone perennemente deluse dalle poliche disastrose di quella parte politica,
    ma che proprio non vogliono capire che lo scempio sociale non è dovuto al simbolo ma alla sinistra in quanto tale.
    Gli altri sono stati fregati.
    E mentre il tempo passa (e le nomine), il disegno di disintegrazione delle Nazioni si porterà un po’ più avanti.

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    Pubblicato da Graziella | 4 settembre 2019, 18:03
  3. E quindi…

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    Pubblicato da Ned | 6 settembre 2019, 22:05
    • E quindi ognuno inizi a contribuire e ad impegnarsi, secondo le proprie possibilità e le proprie idee.
      Sarà poco … ma qualunque iniziativa è meglio di niente …

      “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
      Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
      Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza” …

      … chi avrebbe mai detto che mi sarei trovata a citare Gramsci … ?

      "Mi piace"

      Pubblicato da Graziella | 22 settembre 2019, 0:08

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