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Economia e società, MES, Politica Italia

MES e basta

downloadMercoledì 11 dicembre il parlamento ha votato le risoluzioni sul MES. Il M5S, salvo qualche fuoriuscito, ha rapidamente abbassato le antenne per andare a votare la risoluzione proposta dal PD e da Conte. Nel corso del dibattito si è definitivamente appreso che non esiste un testo definitivo, che non ci sono state firme definitive e che il testo concordato può subire limitate modifiche. Il ministro Gualtieri, che ne sosteneva l’immodificabilità viene quindi sbugiardato. Le modifiche riguardano le CACs (Clausole di Azione Collettiva) che possono passare da “single limb” a “double limb”. Ne consegue che:

  1. Nessuno, neanche Conte, se l’è sentita di affermare apertamente che questo strumento è utile per l’Italia;
  2. Si è affermato che la riforma “non apporta modifiche sostanziali al Trattato già esistente” con il che non si spiega perché la si debba attuare;
  3. al massimo, si è detto che “l’Italia non ha nulla da temere, anche perché il suo debito è pienamente sostenibile,” ma in questo caso non si vede quale sia la convenienza ad impegnarsi a versare, entro sette giorni dalla richiesta, fino a 111 miliardi di Euro;
  4. si è detto che l’Italia chiederà la modifica delle CACs per tutelare meglio i bond holder ma, visto che le clausole regolano alcuni aspetti della ristrutturazione del debito sovrano, allora implicitamente si ammette che un problema di ristrutturazione ci potrà essere;
  5. Nel caso di eventuale richiesta di attivazione del Meccanismo europeo di stabilità, il Parlamento dovrà essere pienamente coinvolto con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione“: certo, come avvenne nel 2011 con la letterina della BCE e con le modifiche costituzionali all’art. 81;
  6. Si è deliberato di “mantenere la logica di pacchetto (MES, BICC, Unione bancaria) alla quale accompagnare ogni tappa mirata ad assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi“: peccato che la firma del MES sia prevista per febbraio e che la discussione sul resto non è ancora cominciata e si prevede che si concluderà nel 2024. Di fatto l’Italia accetta di sfogliare il carciofo piano piano e, quindi, di essere ricattata volta per volta con la logica del “a questo punto non possiamo tirarci indietro”. Anzi, il MES va a rimpinguare l’arsenale di pistole tenute alla tempia del nostro Paese.

Detto ciò, archiviamo la vicenda ricordando soltanto alcuni di quelli che si sono schierati, per vari motivi, poco o tanto, rimanendo coerenti o ritrattando, contro la proposta: Visco, Patuelli, Galli, Cottarelli, Savona, Sapelli, Quadrio Curzio, Ricolfi, Tremonti, Fubini (!), 32 economisti italiani su Micromega (!) http://temi.repubblica.it/micromega-online/appello-di-32-economisti-no-all-esm-se-non-cambia-la-logica-europea/, alcuni altri economisti europei https://it.insideover.com/economia/gli-economisti-contro-il-mes-inutile-e-pericoloso.html.

Quando succederà, nessuno potrà dire di non aver saputo.

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