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Coronavirus, Economia e società, Politica Italia

Codogno Caput Mundi

  1. download (5)La gestione della crisi virale ha dimostrato il collasso istituzionale in cui il Paese è precipitato. Sabato 22, alle dieci di sera, il PdC ha condotto una lunga conferenza stampa in cui ha annunciato quelle che riteneva essere misure draconiane: blocco della zona rossa del lodigiano con sequestro di 50.000 abitanti in gran parte sani, chiusura delle aziende e delle attività economiche, blocco delle gite scolastiche ed altro. La mattina dopo i governatori del nord hanno sconfessato il governo ed alzato la posta procedendo alla chiusura delle scuole ed al blocco del campionato di serie A. E’ da notare che queste misure sono state adottate dai governatori leghisti con pompa di conferenze stampa ma anche, in silenzio, da Bonaccini che, avendo vinto da solo a gennaio, evidentemente ha anche dichiarato la propria indipendenza dal PD e, in polemica, addirittura dallo sconosciuto e misconosciuto governatore marchigiano. Si realizza un’inversione dei termini della previsione costituzionale: le regioni, insieme agli altri corpi intermedi, dovevano funzionare da argine ad una deriva autoritaria del governo centrale, adesso assistiamo alla nascita di caudilli locali che, forti di elezioni per forza di cose plebiscitarie, impongono la loro volontà al governo centrale, su materie non di loro competenza e senza assumersene la responsabilità. I sistemi complessi sono caratterizzati dal sovrapporsi di piani e temi decisionali per cui una competenza si sovrappone all’altra. Ma in questa corsa nel panico abbiamo visto sei regioni che, per motivi sanitari, sono intervenute in campo scolastico, tema di competenza statale, sospendendo le lezioni senza porsi problemi di regolarità dell’anno scolastico, il tutto nel silenzio del sedicente ministro Azzolina. Abbiamo visto un governatore in scadenza stipulare protocolli di intesa con autorità diplomatiche cinesi, tema di competenza della Farnesina, riportandoci evidentemente ai bei tempi della Granducato di Toscana e dei Lorena. Abbiamo visto governatori meridionali di destra chiudere le frontiere non agli stranieri ma ai conterranei residenti al nord nelle regioni leghiste. Abbiamo visto una poltiglia istituzionale, indipendentemente dalle appartenenze politiche, che dovrebbe smuovere l’inquilino del Quirinale. E questo è solo un anticipo di quello che succederà con la riforma regionale e l’autonomia rafforzata. Se la riforma andrà in porto, avremo staterelli che potranno gestire il 90% delle cose che interessano ai cittadini (salute, istruzione, protezione civile, fiscalità, lavoro e professioni, rapporti con l’UE), gestiti da dittatorelli locali che abbiamo visto non hanno remore a tracimare anche in altri campi come i rapporti internazionali.
  2. A livello politico si vede la differenza di peso fra un signor nessuno appoggiato da poteri stranieri e ometti politici che hanno vinto battaglie locali ma toste. Se Conte ed i suoi ministri non vengono rispettati in Italia, figuriamoci all’estero. E se per Zaia, Fontana e gli altri leghisti vale il principio della campagna elettorale costante in cui la Lega è impegnata, vale la pena notare il silente decisionismo di Bonaccini e la ribellione dello sconosciuto marchigiano Ceriscioli, non ricandidato, per il quale vale il motto “piuttosto che nulla, meglio piuttosto”. Si conferma che il PD è un Vietnam di centri di potere pronti a tutto per mantenerlo. Penso che Conte debba riporre le sue ambizioni di successione a Mattarella. Come nel 1980 il terremoto irpino chiuse la stagione dell’unità nazionale, il coronavirus sembra riaprirla. Salvini si avvicina al governo di unità nazionale a cui porterà consensi senza poteri in cambio di elezioni fra otto mesi: aspetta e spera in un tempo in cui si avrebbero due ribaltoni in 6 mesi scarsi. Rischio altissimo e tradimento della promessa di andare al governo solo dopo le elezioni, per di più in compagnia di Renzi. Altra forzatura politica, non condivisibile: se Conte è questa tragedia si possono sciogliere le camere e votare in 60 giorni, altrimenti è solo politique politicienne.
  3. Balza agli occhi che tutta questa classe dirigente, nazionale e regionale, ha preso un colossale abbaglio fra 22 e 23 febbraio visto che la rincorsa emergenziale ha causato danni diretti ed indiretti incommensurabili. La mancanza di una classe dirigente adeguata è il primo problema nazionale. Dal 24 febbraio la musica è cambiata: la malattia non è grave, uccide solo anziani malati (anche se quasi tutti gli anziani hanno un’altra malattia) ed anche se si considerano anziani dei 69nni (quindi fino a 67 anni si lavora perchè giovani e a 69 si diventa vecchi e malati, manco Bismarck nell’800), non colpisce i bambini (quindi tutti a scuola), il focolaio è solo a Lodi. Le percentuali di malattia e morte non sono da peste (80% di prognosi favorevole, 15% di terapia intensiva, 5% di casi gravi di cui 3% con esiti infausti) ma non sono lievi e soprattutto sono le stesse della Cina per cui se non c’era alcun rischio serio potevamo anche risparmiarci l’allarmismo del week end. Francia e Germania ciurlano nel manico ma il confronto con la Gran Bretagna è a nostro sfavore: 7000 tamponi e 15 casi per cui una specificità italiana esiste, saranno gli italo-cinesi o le misure precauzionali permesse ad un paese “exited”. Alla fin fine l’economia guida le scelte e non si può fermare uno stato per una sindrome gestibile: peccato che Conte non capisca niente di economia (lo si era visto con la finanziaria e con il MES) e che i rimedi alle cacchiate fatte arrivino sempre dopo la musica suonata da altri. E che non saranno sufficienti a riparare i danni fatti.
  4. Nella multinazionale tedesca dove lavoravo, il board non poteva viaggiare tutto sullo stesso aereo. Fontana si è fatto forse contagiare da una che lavorava con lui. Forse una migliore organizzazione ed una maggiore considerazione del proprio ruolo (non è detto da nessuna parte che un capo debba stare sempre in mezzo alla gente) darebbero maggiori rassicurazioni.
  5. Evidenzio, anche se non mi scandalizzo più, che si costringono in casa 50.000 italiani in gran parte sani, si ricoverano coattivamente imprenditori piacentini in arrivo a Napoli ma 400 negri di identità, origine e condizioni di salute ignote in questi giorni sono sbarcati in Italia.
  6. La stampa di qualità all’unisono ha cambiato narrazione: pericolo sopravvalutato, rischi modesti, focalizzazione sul lodigiano come fonte di tutti i microbi. Nessuno che faccia autocritica rispetto ai toni da fine del mondo del passato week end e nessuno che si discosti dalle veline. Se volete chiamatela ancora “libera” ma sappiate anche di mentire a voi stessi.
  7. Curioso che tutti i malati siano passati da Codogno che, recita Wikipedia, “è un comune italiano di 15 907 abitanti della provincia di Lodi, in Lombardia. Oltre a essere il centro principale della pianura nota come Basso Lodigiano, è la seconda città più popolata della provincia di Lodi ed il principale centro, dopo il capoluogo, per importanza storica, economica e per numero di abitanti. È frequentata soprattutto per la presenza del presidio ospedaliero, delle industrie e delle scuole, che esercitano un forte richiamo sul circondario”. Di lì sono passati un informatico pesciano che aveva partecipato ad un “convegno” ed un imprenditore veneto che aveva fatto una “conferenza”. Anche molti dei malati scoperti all’estero si dice fossero passati nella bassa lodigiana. Ignoravo che Codogno fosse un centro congressuale di primaria importanza. Più probabile che sia solo un escamotage per confinare mediaticamente a quel solo comprensorio sfigato l’epicentro della malattia, probabilmente invece estesa ovunque. Visto però che i sintomi sono spesso modesti o nulli, se smetti di cercare smetti anche di trovare. E poi lo dice anche il proverbio: Roma Codogno Caput Mundi. Niente di più vero di questi tempi.

Discussione

5 pensieri su “Codogno Caput Mundi

  1. Il virus continuerà a gironzolare in TUTTI quei Paesi europei che tengono in considerazione la loro economia, prima di tutto il resto. Poi, se qualche tampone scapperà al mutismo di stato, sarà colpa dell’Italia come sempre.

    Ora malignamente mi chiedo: se tutto questo can-can, che ha portato a catastrofi economiche reali, fosse risolto con un bel “vaccino obbligatorio per tutti”, giustificatissimo da una crisi tremenda e come unica soluzione per la riapertura dei confini ai connazionali? Non sarebbe un bel regalo ai Gates, detentori del brevetto?
    Sarebbe capace, uno come Conte (e tutti quelli che gli si nascondono dietro), di creare una crisi per favorire qualche titolo in borsa… e magari ottenere qualche appoggio sostanzioso? Certamente no!! è l’avvocato degli italiani!! …

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    Pubblicato da Graziella | 28 febbraio 2020, 10:30
  2. “La mancanza di una classe dirigente adeguata è il primo problema nazionale…”
    Bene, ci voleva tanto a dirlo? Adesso teniamone conto quando si andrà a votare, se mancano alternative credibili a questi deficienti-banditi meglio annullare la scheda. O vogliamo continuare a fare la parte degli stupidi?
    PS banditi, stupidi, sprovveduti…c’è tutto nel simpatico grafico di Carlo M. Cipolla sulla distribuzione comportamentale secondo Allegro ma non troppo.

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    Pubblicato da Ned | 28 febbraio 2020, 20:40
  3. Anch’io alle prossime politiche non andrò a votare, a meno che nel frattempo non cambi qualcosa.
    Ma davvero, NON A CHIACCHIERE.
    Di essere presa per i fondelli sono davvero stanca; almeno qualcosa otterrò: non perdere mezza giornata!

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    Pubblicato da Graziella | 1 marzo 2020, 15:48

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