//
stai leggendo...
Coronavirus, Politica Italia

Una poderosa rassegnazione

Lo stato di emergenza in Ungheria, previsto e normato dalla loro costituzione e regolarmente attivato dal governo Orban, cesserà il 20 giugno. Viene quindi sfatata la mitologia del golpe autoritario nel paese nemico per antonomasia del politicamente corretto, mitologia peraltro neanche accolta, sin dall’inizio, dalla Commissione Europea.

Mentre ci rallegriamo per la buona novella magiara, molto incerta continua ad essere la situazione in Italia dove la fine del lockdown sembra essere stata subita, piuttosto che voluta, dal governo che ha disseminato il “New Normal” di tali e tanti ostacoli da renderlo sostanzialmente impraticabile. La gravità di quanto avvenuto nei mesi dello stato emergenziale legato al Covid-19 è probabilmente sottovalutata o sottaciuta dagli addetti ai lavori (politici, costituzionalisti, giudici, giornalisti). Le misure emergenziali, progressivamente irrigidite, stentano ad essere superate anche in una fase di generalizzata remissione dell’epidemia ed è ormai irrealistico pensare ad un ritorno all’Old Normal di una generale libertà degli individui e delle imprese. Nella discussione corrente e nella percezione dei cittadini siamo ormai usciti dal contesto tipico dello stato di diritto e dei riferimenti costituzionali per approdare ad una confusa situazione di democratura in cui la evidente volontà di perseguire una svolta autoritaria si scontra, prima ancora che con un’opposizione politica, culturale ed istituzionale consapevole, con ostacoli legati all’ormai evidente frammentazione politica ed amministrativa su base regionale non disgiunti dallo sconcertante connubio fra ambizioni di controllo minuziose e pervasive – addirittura tali da non trovare riscontro in nessuna precedente esperienza totalitaria – e grottesca inefficienza dell’organizzazione a disposizione.

In questo quadro si inserisce la strana vicenda degli “assistenti civici” evidentemente pensati (come da puntuali resoconti giornalistici) come una replica delle varie “guardie” proposte nei decenni dalle dittature cinese, iraniana e recentemente venezuelana o dei delatori condominiali di matrice italiana o tedesco orientale. Nel nostro caso i nostri eroi, reclutati fra falliti e nullafacenti, dovrebbero lottare contro un sol uomo contro il nuovo bersaglio dell’istigazione all’odio sociale: il frequentatore di happy hours che, nell’immaginazione malata dei sinistri, ha preso il posto “degli evasori col SUV” e dei runner, così dando corpo al sogno pauperista del governo tutto teso a ricondurci ad un mesto itinerario casa-fabbrica-coop. Come sempre la vicenda sembra essere finita a taralli (viste le origini comuni di Conte, Boccia e De Caro) e vino ma segna in ogni caso la nascita di uno strano corpo che assomma in sé varie criticità. La prima delle quali è data proprio dalla sua esistenza: anche se in questo momento i “volontari” sono stati depotenziati, ormai esistono e niente vieta che in un futuro più o meno prossimo, magari sull’onda di una nuova o presunta emergenza, quest’organizzazione possa essere investita di poteri di vigilanza e dissuasione verso privati cittadini che, nell’ambito delle normative vigenti (peraltro di dubbia costituzionalità) esercitano individualmente le libertà loro spettanti. Una volta creato un corpo, non è chiaro quali potranno essere i poteri che gli verranno attribuiti, se saranno limitati solo alla vigilanza sanitaria o esonderanno ad altri ambiti, se potranno essere esercitati in proprio o vi sarà necessità di intervento delle forze dell’ordine, se potranno prestarsi ad accessi a domicili privati che rappresentano, come sempre è stato, il vero limite delle politiche autoritarie. E non è chiaro nemmeno quali garanzie fornisca l’operato di un corpo così raffazzonato: che tutela esiste su dati e informazioni di cui potrebbero venire a conoscenza? Se sono delatori istituzionalizzati, possono fare delazioni anche a soggetti non istituzionali? E possono ricevere a loro volta richieste e pressioni di interventi mirati?

E non si può nascondere la strana commistione fra timori democratici e finanziari per i costi di questa struttura che dovrà per forza erogare dei “rimborsi” e dotarsi della consueta gerarchia nazionale-regionale-provinciale-locale pagata con veri e propri stipendi. Se non saranno dipendenti pubblici, saranno comunque a carico dei bilanci pubblici come lo furono, a suo tempo, i lavoratori socialmente utili, in un raptus che conferma la cifra anacronisticamente clientelare di questo governo che non riesce ad assurgere ad una visione moderna dell’economia, come dimostrato anche dalla strana teoria di finanziare gli sgravi fiscali con il Recovery Fund così mescolando valori di flusso e di stock ed introiti una tantum e ricorrenti. Dopo la genia lumbard e quella tosco-renziana, l’Italia pare essere caduta in mano ad un sistema pugliese che combina spregio costituzionale ed ignoranza dei fondamentali economici con un’inefficienza sistematica (basti pensare alla persistente mancanza di mascherine, guanti di gomma, reagenti “approvvigionati” dall’altro foggiano Arcuri) tale da rendere, ma solo per questo, implausibile i livelli di controllo sociale a cui si vorrebbe pervenire. L’idiosincrasia della sinistra al governo verso i numeri ha qualcosa di viscerale ed irriducibile: basti pensare che da quattro mesi, su 8 canali televisivi, non non è ancora apparso uno in grado di calcolare una percentuale di contagiati rispetto ai tamponi e di dare un senso alle decine di grafici in onda e che, fra le decine di commissioni e le centinaia di commissari, manca una task force di statistici che, in un mese, ci avrebbe detto quanti sono i contagiati e se, per caso, non ci stiamo immolando in una strenua lotta contro una sorta di influenza. E fa sorridere che questa deriva in chiave chavista sia promossa dal ministro Boccia, un ex democristiano, per di più sposato con una forzista, che si sta progressivamente spostando su posizioni di estrema sinistra.

La volontà totalitaristica del governo si conferma nel tentativo di prendere possesso di un settore – il volontariato – che dovrebbe invece essere proprio uno di quei corpi intermedi votati ad impedire la nascita di uomini forti. L’istituzionalizzazione di un corpo di volontari statali, pagati ed organizzati, avrà probabilmente la conseguenza di impoverire il vero sistema del volontariato che, per quanto colluso con i governi e da questi finanziato, segue comunque logiche diverse e parzialmente autonome. Non è da escludere che questa nuova organizzazione possa diventare il perno di un sistema governato centralmente che pieghi le genuine realtà associative verso obiettivi definiti centralmente.

Altri rischi, parzialmente mitigati dall’inefficienza italica sposata ai deficit digitali diligentemente perseguiti negli ultimi 30 anni, derivano dalla famosa App “Immuni” il cui arrivo è continuamente posposto. Gravissimo vulnus non alla privacy ma alla libertà del cittadino, sarà temporaneamente facoltativa per poi diventare obbligatoria alla prima influenza o su invocazione della minoranza che la adotterà (come già avvenuto per le richieste di avere più immigrati, più ambiente, più froci).

In tutto questo lascia basiti il livello quasi nullo di discussione esistente al momento. E se è naturale che questo golpe soft venga sottaciuto da autori, complici (in primis l’Omino Mannaro che mai ha speso una parola per rassicurare i cittadini italiani che questa situazione passerà) e lacchè, maggiore stupore deriva dal silenzio del centro destra che tuttavia paga una serie di problemi: tracollo sanitario della Regione Lombardia (ottimamente spiegato da Blondet), timori salviniani di condanna per le vicende dei migranti, probabilmente mancanza di competenze che permettano di capire e valutare la portata degli eventi, circostanza che si sta riproponendo anche riguardo alla politica finanziaria europea su cui ci sarà tempo di ritornare. La destra manca di sistemi mediatici di supporto e di personalità in grado di polarizzare l’attenzione sulle loro tesi e anche di tesi che siano spendibili di fronte a problemi complessi e dalla soluzione non univoca. È una situazione che esiste dappertutto ma che può essere superata se la destra governa (come in USA, Brasile e UK), non se è relegata all’opposizione.

L’opinione pubblica italiana si è rivelata essere drogata dalla paura, totalmente priva degli strumenti cognitivi per reagire e senza alcuna consapevolezza dei propri diritti. Ciò a differenza di altri paesi, fra cui anche la Germania e gli USA, ove il lockdown è stato superato anche mediante proteste non proprio pacifiche. La crisi economica dovrebbe provocare una reazione capace portare al tracollo del governo ma è forse eccessivo sperarlo: la passività degli italiani e la loro disponibilità a bersi qualsiasi cosa passi l’informazione mainstream è eccessiva ed in mancanza di una reazione “poderosa” la deriva continuerà.

Discussione

Un pensiero su “Una poderosa rassegnazione

  1. 2 o 3 anni fa (non ricordo di preciso) mi trovavo a Lucca, in occasione di Lucca Comics.
    A perquisire la gente in fila per entrare in centro, avevano messo i clandestini dei centri accoglienza.
    A guardia dell’operazione, (immagino a che i cittadini onesti non si ribellassero al sopruso) le forze dell’ordine.
    Quell’assurda e delirante situazione mi ha fatto pensare a lungo.

    Durante la Grande Reclusione, quando dei delatori civici ancora non c’era sentore, avevo immaginato che la gestione delle spiagge libere sarebbe stata delegata alle “risorse”, abbondantissime nella mia regione.
    I vantaggi, per una certa casta, sarebbero moltissimi:
    • Insegnare alle “risorse” che votando il Partito giusto, avrebbero ottenuto privilegi (nella loro testa Diritti)
    • Titillare la loro naturale arroganza, che nasconde un complesso di inferiorità nei nostri confronti
    • Proseguire l’opera di mortificazione e sottomissione degli italiani onesti (tutti ladri e inadeguati)
    • Fomentare l’odio di quelli che non si lasciano ipnotizzare dal suadente “buonismo” per additarli come razzisti.

    Poi ho pensato che se avessero assunto SOLO negri clandestini (o ex tali), l’avrebbero fatta troppo scporca, quindi è probabile che li avrebbero diluiti con un cospicuo numero di delatori di Partito (parassiti).

    Da dove nasce la nostra rassegnazione, che ci fa piegare la testa, accettando docilmente qualunque angheria?
    Nasce dalla consapevolezza che la Giustizia non è più Giustizia e che non è uguale per tutti.
    Nasce dall’occupazione dei sindacati e associazioni varie, che ormai strillano i loro slogan in piazza, capestando la voce dei lavoratori, lasciati soli a combattere la vita quotidiana, senza prospettive.
    Nasce dall’inutilità delle elezioni, per le quali si fa regolarmente, prima, una legge elettorale in base ai sondaggi, in modo da garantire al Potere di rimpastare il risultato in base al tornaconto.
    Nasce dai fatti di Genova e da quelli di Roma nell’Ottobre del 2011; manifestare è inutile a meno che non si segua una delle bandire consentita dal Sistema: arrivano gli immancabili Black bloc e le randellate dei Guardiani del Regime.

    E in che modo, le forze dell’ordine, si sono trasformate in Guardiani di Regime?
    Con regolari scarcerazioni dei delinquenti (Meggistratura sopracitata), con torme di negri semiselvaggi e impuniti e feroci e SOPRATTUTTO, con maggiorazioni degli stipendi, per operazioni prive di rischio, come l’accogliere i negri semiselvaggi e feroci e multare i cittadini inermi senza mascherina. Il bastone e la carota, ma al contrario.

    Questo caos apparente, in realtà mostra, chiarissimi, i contorni di un disegno precisissimo e a lungo progettato.

    I fatti del Minnesota, mi hanno fatto capire che le “risorse” portano anche ALTRI potenziali vantaggi.
    Siamo in una botte di ferro e ora, con la scusa del Coronavirus, la botte è stata blindata.
    Quando agli italiani sarà tolta la casa e i due spicci messi da parte da genitori e nonni, resterà la guerriglia,
    perchè la lotta in campo aperto è persa in partenza e tutti lo hanno capito.

    "Mi piace"

    Pubblicato da Graziella | 2 giugno 2020, 11:05

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: