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Immigrazione

Migranti che sbagliano

Partiamo con un po’ di numeri:

  2016 2017 2018 2019 2020
GEN ALFANO         5.273  MINNITI         4.369  MINNITI       4.189  SALVINI          199  LAMORGESE       1.340
FEB ALFANO         3.828  MINNITI         9.070  MINNITI       1.058  SALVINI            47  LAMORGESE       1.213
MAR ALFANO         9.676  MINNITI       10.853  MINNITI       1.049  SALVINI          145  LAMORGESE          241
APR ALFANO         9.149  MINNITI       12.920  MINNITI       3.171  SALVINI          261  LAMORGESE          671
MAG ALFANO       19.957  MINNITI       23.016  MINNITI       3.963  SALVINI          782  LAMORGESE       1.654
GIU ALFANO       22.339  MINNITI       23.524  MINNITI       3.136  SALVINI       1.194  LAMORGESE       1.824
LUG ALFANO       23.552  MINNITI       11.461  SALVINI       1.944  SALVINI       1.088  LAMORGESE       7.065
AGO ALFANO       21.294  MINNITI         2.028  SALVINI       1.491  SALVINI       1.288    
SETT ALFANO       16.975  MINNITI         3.813  SALVINI          947  LAMORGESE       2.498    
OTT ALFANO       27.384  MINNITI         5.979  SALVINI       1.007  LAMORGESE       2.016    
NOV ALFANO       13.581  MINNITI         5.645  SALVINI          980  LAMORGESE       1.233    
DIC ALFANO         8.428  MINNITI         2.327  SALVINI          359  LAMORGESE          589    
TOTALE      181.436        115.005        23.294        11.340        14.008  

A luglio 2020 si sono registrati oltre 7.000 arrivi, un numero che si avvicina a quello del luglio 2017 quando però Minniti cominciò a dare una sterzata per ridurre l’entità dei flussi migratori. Invece la Lamorgese oggi oscilla fra connivenza e incapacità di gestire la situazione. Con le prestazioni degli ultimi giorni, l’Italia ha superato nella classifica degli arrivi anche Spagna e Grecia che ci avevano sopravanzato nel primo semestre. Noto anche che il numero degli arrivi del 2020 ha già superato ampiamente quello del 2019 e punta serenamente al target di 30.000 che anche Minniti perseguiva come giusta via di mezzo fra il soddisfacimento delle necessità di cassa delle coop cattoliche e rosse ed il mantenimento di un consenso elettorale gasificato proprio dalla questione migratoria.

Tuttavia la situazione è diversa dagli anni passati per vari motivi. Il primo è che i migranti che arrivano sono quelli sbagliati. La strategia del PD era quella di puntare su negri provenienti dai paesi dell’Africa nera, trasportati sui canotti e prelevati in mare dalle ONG. Queste persone si sposavano bene con la narrazione dei rifugiati in fuga da guerre e fame in quanto provenienti da paesi poveri e violenti mentre il soccorso in mare, ovviamente del tutto mistificato, era il lasciapassare giuridico e morale per forme accentuate di accoglienza. Questo meccanismo è stato messo in difficoltà da varie circostanze: da un lato il rifiuto puro e semplice dell’elettorato di accettare di essere preso per i fondelli in questo modo così puerile ma, dall’altro, soprattutto il sopravvenire del fenomeno Covid che mal si sposa con una politica di porte aperte. Chi non ci crede, venga qui sull’Appennino Toscano e senza cosa dicono vecchietti di sicura fede antifascista che sarebbero, a parole, anche per l’accoglienza ma che sono andati in panico quando hanno visto un “negretto” (parole loro) passeggiare sulla SS302 Faentina. Loro sono contro Salvini, ci mancherebbe, ma con il Covid non si scherza.

C’è da dire che questo problema il PD un po’ lo aveva capito tanto è vero che aveva tenuto un profilo basso rinunciando a grandi proclami pro-imm e lasciando le manifestazioni per lo ius soli alle Sardine. Addirittura, era riuscito a depotenziare le ONG con il meccanismo del sequestro per motivi tecnici che richiedevano addirittura risposte dagli stati di cui le navi battevano bandiera. Alla fine, dopo ogni sbarco c’era uno stop di diverse settimane, molte di più di quelle concesse a Salvini, con il che al momento quattro navi negriere sono ancora bloccate. La sfiga (per il PD) è stata invece il boom delle partenze dalla Tunisia: questi sono i migranti sbagliati perché:

  1. la Tunisia è un paese democratico e relativamente sicuro ed aperto (tanto che era giunto a contare 8 milioni di presenze turistiche) e con cui l’Italia ha addirittura un accordo per il rimpatrio dei clandestini, circostanza che non si sposa con la narrazione dei migranti in fuga da guerre e violenze;
  2. i migranti arrivano con i loro mezzi (circostanza che mostra a tutta evidenza le differenze esistenti fra arabi e africani che ancora non sanno fare, di loro sponte, traversate marittime che cartaginesi e romani facevano 22 secoli fa) per cui salta la narrazione del salvataggio in mare;
  3. i migranti arrivano con i barboncini il che fa sorgere molti dubbi sulla fame da cui fuggirebbero;
  4. i tunisini, a differenza dei negri, non hanno intenzione di farsi mantenere ad libitum nei centri di accoglienza cattocomunisti ma scappano di corsa per dedicarsi ai loro business;
  5. i migranti sono malati fradici di Covid (il che, detto per inciso, rappresenta un ulteriore vulnus alla narrazione di una malattia fatale che tuttavia non impedisce lunghe corse in nave e motoscafo) il che genera panico e rabbia nell’italica gente che è costretta a subire umiliazioni inaudite per evitare di prendere quello che per molti è solo un raffreddore.

Ciò detto, il governo di questa bega ne avrebbe fatto volentieri a meno tanto è vero che Lamorgese, Di Maio e addirittura Conte hanno espresso posizioni di chiusura verso il fenomeno. Ora, sappiamo benissimo che le loro parole sono come il vento che fugge ma almeno è stato posto uno stop alla narrazione buonista tanto cara al PD e a Mattarella. Questa situazione lascia poco spazio alla modifica dei decreti Salvini, atto peraltro solo simbolico in quanto ormai totalmente depotenziati, almeno fino alle elezioni del 20 settembre in cui, udite udite, il PD si gioca addirittura la Toscana.

Al contempo Salvini è stato mandato a processo per le stesse motivazioni che hanno indotto il suo accusatore Patronaggio ad esprimere tutte le sue democratiche preoccupazioni per un’immigrazione incontrollata. Ora, il Capitano fa bene a cavalcare il processo, che è evidentemente politico, per mantenersi a galla dopo che le due sconfitte subite (crisi agostana del 2019 ed elezioni emiliane) e soprattutto gli errori commessi in materia di Covid (accettazione delle chiusure indiscriminate, silenzio “responsabile” sulle violazioni costituzionali, appiattimento sulle posizioni di Fontana e della Regione Lombardia) ne hanno appannato la stella. Tuttavia sbaglierebbe molto se pensasse di uscirne vincitore: quello che è emerso sulla magistratura negli ultimi mesi (sistema di spartizione delle cariche gestito da Palamara, riconoscimento della politicizzazione della condanna di Berlusconi e delle accuse a lui stesso portate) è agghiacciante ma lo stupore aumenta se si pensa che queste notizie non hanno dato luogo a scossoni politici ma sono state tranquillamente archiviate come se fossero cose normali in un paese regolato dalla rule of law.  L’Italia è invece fuori, in questa fase, dai canoni dello stato di diritto e quindi una bella condanna in primo grado a Matteo non gliela toglie nessuno: niente di grave, si intende, giusto un paio d’anni che lo facciano decadere e gli impediscano di ricandidarsi. Di più se per caso il governo andasse in crisi.

Credo che Matteo abbia peccato di generosità ma che negli ultimi mesi il pensiero del processo lo abbia tormentato e avvilito. Probabilmente la voglia di mostrarsi responsabile, che si è rivelata esiziale nelle fasi del primo stato di emergenza Covid, era dettata anche dalla speranza di averne un ritorno giudiziario. Perché la procura di Catania aveva già chiesto l’archiviazione e quindi per la Diciotti può stare relativamente tranquillo ma quella di Agrigento, diretta dal preoccupatissimo Patronaggio, non lo aveva fatto e quindi per la Open Arms può mettersi abbastanza male. Poi, sperare nell’altro Matteo è un altro paio di maniche.

A questo punto tanto varrebbe bere l’amaro calice fino in fondo e battersi per un principio che, oltre che essere giusto, ha fatto breccia nella pubblica opinione visto che sull’immigrazione la destra ha vinto la battaglia per l’egemonia culturale e le sue posizioni sono ormai diventate senso comune. Meglio mantenere un profilo coerente, anche se in questa situazione la coerenza non paga e fa male, che piegarsi al tatticismo da cui è fuggito come la peste. Non è detto che nel prossimo futuro il quadro politico non cambi e apra prospettive più favorevoli. È solo una speranza ma è tutto quello che ci rimane. Però, a settembre, in Toscana ……

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