//
stai leggendo...
Senza categoria

Noi maledetti

Curzio Malaparte - Wikipedia
Eugenio Giani, candidato presidente della Toscana

Intelligenti, liberi, spregiosi, sboccati, insolenti, crudeli, faziosi, cinici ed ironici. Così descriveva i toscani Curzio Malaparte e così sono stati per i lunghi decenni democristiani e berlusconiani. Incarnazione di un’Italia “Altra” – produttiva, solidale, orgogliosa, oppositrice – la cui alterità affondava nelle memorie di un passato meraviglioso e di una carneficina recente. L’invenzione della mezzadria che mise in moto le menti di braccianti che, pur analfabeti, impararono a far di conto, a gestire, a commerciare, a parlare e a frodare, riversando queste qualità nell’industrializzazione di una regione che era patria della piccola impresa decenni prima del celebrato nord est. I fasti di un Rinascimento che vedi e mastichi tutti i giorni ed in ogni posto. La consapevolezza statuale e la modernità illuminata del Granducato sfociata negli anni della Capitale. La tragedia della Linea Gotica che seminò orrori, sfasciò comunità, divise famiglie, ruppe amicizie e costruì un’identità politica che dura da decenni. Una politica totalitaria ma costruttiva che ha coniugato interessi di parte e interesse comune creando un sistema in cui l’individualismo ed il campanilismo si sono sublimati in un progetto sociale in cui hanno trovato posto il profit ed il non profit, l’imprenditoria privata e la cooperazione, la grande impresa e le PMI. Un modello di come l’Italia avrebbe potuto essere e non era, uno sberleffo al malgoverno del sud e di Roma ed all’ottuso produttivismo inconsapevole di sé del settentrione.

Tutto questo è stata la Toscana fino a pochi anni fa, fino al tempo della sinistra al governo di Roma. Forte e ribelle nell’opposizione, è divenuta debole e mansueta quando ha ceduto alla tentazione di farsi governo. E questo è successo con il PD nella maggioranza montiana e poi con l’apoteosi di Matteo Renzi che della toscanità ha incarnato solo la superficialità becera e chiacchierona e non lo spirito profondo. Lo sberleffo allora si è trasformato in inchino, l’intelligenza in conformismo, la libertà in piaggeria. Una regione che ha accettato i tagli alla sanità in nome del pareggio di bilancio e l’immigrazionismo buonista che ha popolato di africani colli e colline e che aderito a tutto lo scibile del politicamente corretto senza originalità e senza fantasia, in una mera replica di modelli acriticamente importati da fuori. Una regione in cui si è creato, in ogni campo, un clima asfissiante in cui ogni dissenso ed autonomia sono malvisti, scoraggiati e repressi.

Andiamo a votare domenica con la consapevolezza che un ribaltone è difficile ma non più impossibile. Aiutano in tal senso molti fattori: la sanità decaduta negli ultimi 10 anni che ci fa preferire Faenza per le analisi e le radiografie e sappiamo che le regioni che non hanno mai cambiato schieramento sono solo quelle dove la sanità va bene; la crisi economica post-Covid che morde maggiormente in una regione viziata dal turismo facile e che forse potrebbe fare breccia nel critico compound fiorentino; la crisi delle banche; il vento di fuori che ha portato anche nella Toscana ex Felix i fattori di crisi del resto del mondo; la paura del Covid passato con la matita elettorale che terrà lontani dalle urne un po’ di anziani elettori piddini. Aiutano anche la frammentazione politica a sinistra e l’errore di avere scelto per candidato un personaggio conosciutissimo ed al contempo sconosciuto, che ha 61 anni ma ne dimostra 80, che sembra un attore di “Dallas®” di cui si ricordano le lontane origini nel socialismo fiorentino di rito lagoriano e le innumerevoli presidenze ma non capacità amministrative definite. Ed aiuta l’avere stretto il patto diabolico con Renzi senza il quale in Toscana non puoi vincere ma con il quale puoi anche perdere, non foss’altro che per rottamarlo definitivamente dopo che i suoi sodali hanno disseminato la regione di povertà e morte. Dall’altro lato la Ceccardi è una Borgonzoni un po’ meglio ma non importa perché tanto ogni elezione, oggi, è solo un proxy delle politiche nazionali che non s’hanno da fare. Salvini vola basso e gioca un po’ più per la squadra: può anche andare meglio che a Bologna.

Perdrix, toujours perdrix: quello che aiuta di più è quel vago senso di noia che ad un certo momento attanaglia anche le relazioni più strette e durature e ti induce a cercare fuori qualcosa di meglio o, almeno, di diverso. Magari solo per un attimo, magari solo per cinque anni, ma forse quel momento è oggi.

Se il PD perderà la Toscana, Zingaretti cadrà ma a quel punto questo sarà il meno. Cadrà forse il governo ma se ne farà un altro. Quello che accadrà sarà la fine del PD in questa forma, partito definitivamente ripudiato dall’elettorato e privo di capacità di attrazione politica che non potrà più vincere da nessuna parte se non a traino di pazzarielli napoletani. E finirà l’epopea di Renzi, novello Attila che distrugge tutto quello che tocca. E tornerà la Toscana di sempre, quella maledetta, libera, polemica e dissacrante. Non è facile, appunto, ma non è più impossibile.

Discussione

Un pensiero su “Noi maledetti

  1. Intervengo di nuovo,
    perchè essendo toscana, non ho (purtroppo) il minimo dubbio che il PD verrà rieletto.
    In Toscana, come in Emilia, nei decenni è avvenuto quello che è avvenuto al sud con le mafie: un potere altro, si è sostituito completamente allo Stato, creando un nuovo “ordine” con nuove regole e nuove leggi.
    Faccio un esempio concreto, ma che rappresenta perfettamente quanto appena detto.
    C’è una cooperativa rossa, che per decenni ha monopolizzato tutti gli appalti. Essa dava lavoro a centinaia di persone, tutte assunte grazie a raccomandazioni o di partito o di sindacato, e quindi scambi di favore (se facevi molte, molte tessere alla CGIL magari entravi come manovale, se invece la raccomandazione era dei piani alti, il dirigente). A capo della cooperativa, l’ex capo della CGIL provinciale. Ad ogni appalto vinto, il prezzo finale lievitava anche di 5 o 6 volte; per decenni, ha occupato persone e fatto lavorare altre ditte, rubando allo Stato con appalti gonfiati, come in uso per le sinistre, che considerano i soldi pubblici la loro mangiatoia.
    È ovvio dedurne che ci siano stati “scambi di favori” (mazzette?) con i vari sindaci e capi partito. Poichè i parassiti non sanno gestire, nonostante il fiume di denaro entrato in quelle casse, gli affari non andavano benissimo e la cooperativa necessitava di sempre maggiori appalti e sfruttare ditte subordinate (i cui operai prendevano anche 4€ l’ora, pagata dopo mesi). Questo perchè l’attenzione non era all’azienda ma ai meccanismi di scambio. Un giorno, i cittadini della provincia, stanchi della gestione familistica del PD (e di essere letteralmente invasi da negri stazionanti davanti ogni negozio), votarono un sindaco NON del PD.
    Esso, riportando ordine negli appalti, soffiò di sotto il naso l’ennesimo “regalone” alla cooperativa: la costruzione di un nuovo ospedale. Per questo, comuni e regione, avevano pianificato di chiuderne uno quasi nuovo (esso stesso costrito dalla cooperativa e nel quale da poco era stato allestito l’eliporto) che copriva un ampissima area (con la chiusura, sarebbe rimasta scoperta, mentre presso quello da costruire ci sono PIÙ poli ospedalieri). Ma per il sistema mafioso di sinistra, la propria sopravvivenza (con intrallazzi annessi) è l’unica priorità.
    Vista la difficoltà del momento, il capo della cooperativa, richiamò gli operai e gli impiegati, proponendogli-ricattandoli di diventare soci per salvare il posto di lavoro. Per salvare il culo della cooperativa (mica si può permettere che il modello si dimostri fallimentare!), la quota sociale venne alzata a oltre 20.000€. Un operaio l’avrebbe ripagata in anni e anni di lavoro, ma la paura della disoccupazione era tale, che quasi tutti accettarono. Il Gran capo-Gran Ciggiellino, si ritirò “il giorno dopo”, con una buona uscita cospicuosissima. Immediatamente, uscirono le magagne: la cooperativa era praticamente fallita. Il giudice, per “salvare i posti di lavoro”, concesse il concordato, che invece serviva solo a salvare i dirigenti, perchè tutti, ripeto tutti (tranne pochissimi raccomandati) finirono licenziati. La faccia della cooperativa era salva, ma i lavoratori no. E tutto, per un sindaco NON DEL PD. Non so se la metafora è chiara, ma ormai la Toscana e l’Emilia non sono più regioni italiane, ma pezzi di territorio in cui il parassita ha sostituito l’organismo. Potrei continuare con altre ditte, o raccontare come pessimi dirigenti abbiano fatto carriera distruggendo la sanità; come voragini nelle Asl procurate da tirapiedi di partito avidi e incapaci siano stati coperti con accorpamenti; di come gli appartamenti a prezzo agevolato “per le giovani coppie” siano stati INTERAMENTE carpiti da uomini di partito ecc.. ecc…
    invece voglio far notare come da parte delle opposizioni, nessuna parola sia stata fatta in merito a queste enormità (lasciamo perdere l’assenza sistemica della “Palamara”). Ho ragione di credere che nessuno voglia davvero togliere la Toscana al PD, perchè questo significherebbe ricostruire tutto da capo, pagando politicamente per disastri annunciati che deriverebbero inevitabilmente dalla bonifica. Meglio lasciare che il PD continui a far sopravvivere l’organismo, magari nutrendolo un po’ meno (cioè sfruttando di più subappalti con lavoratori del sud, aumentando parcheggi a pagamento per i turisti e tanti altri fantasiosi metodi con cui la sinistra riesce a calciare i barattoli e bollire le rane). Come si suol dire: finchè dura fa verdura.

    Ecco la ragione del mio pessimismo: non solo vedo il disfacimento, ma non riesco a vedere la volontà di cambiare le cose da parte di nessuno. Sembra che i politici, non riescano a percepire il rumore della frana che sta per seppellirci.

    "Mi piace"

    Pubblicato da Graziella | 17 settembre 2020, 10:16

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: