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Terrorismo

Coraggio

La pandemia di Covid-19 ci portato via tante cose ma la prima di tutte è quella più intangibile: il coraggio, inteso nel senso più nobile non di assenza di paura ma di capacità di dominare e superare la paura stessa. Di tutto quello che abbiamo visto durante l’ormai lungo periodo di pandemia, la sintesi è rappresentata dal progressivo ritrarsi dallo spazio pubblico – fisico, politico ed intellettuale – per nascondersi in safety zone personali e private sempre più piccole e limitate. Prima siamo sfuggiti dagli eventi pubblici, poi dai gruppi amicali, infine anche da quelli familiari composti pur sempre da esseri umani e, quindi, potenzialmente infetti ed infettanti. Ed in questa corsa pavida siamo stati ben accompagnati o, forse, preceduti e spinti dai pubblici poteri che hanno assistito o, forse, promosso la disgregazione di quel sistema economico, sociale, politico e giuridico che ci proteggeva e che per secoli abbiamo ritenuto consustanziale con la nostra identità. Nessuno ha fermato, quasi tutti anzi hanno promosso, questa fuga in un privato sempre più piccolo e questa disgregazione sempre più grande come se tutto questo fosse la soluzione al problema sanitario: una società che muore per lasciar vivere individui dispersi e isolati, terrorizzati ed egoisti.

Poi vediamo che, all’improvviso, non tutta questa società intende morire ma ci sono pezzi che vogliono uccidere. Sarà un caso che il terrorismo islamico in Francia rialzi la testa proprio mentre la popolazione si prepara al lockdown (ergo, reclusione domiciliare) organizzato dal governo? Sei omicidi efferati in 15 giorni, talmente tanti e talmente efferati da dileguare immediatamente le solite veline che parlano di individui malati di mente, dimostrano che la componente mussulmana della popolazione francese sta ragionando come i vertici europei: mai sprecare una buona crisi per fare passi avanti. Passi avanti nella loro direzione, ovviamente, quella di una maggiore presa sulla società francese ed europea da realizzare mediante le ubbie intellettuali degli antifa in servizio permanente effettivo e la violenza intimidatoria dei buzzurri aizzati dagli imam. La fuga dei francesi (evidentemente non tutti) dagli spazi fisici e politici forse contrasterà la diffusione del virus ma rischia di farglieli trovare profondamente cambiati al loro ritorno: gli umani non sono animali letargici e, nei periodi di letargo, la storia continua a correre.

Ben si sa da un paio di decenni che la cultura mussulmana ama la morte purchè abbia un significato. La morte islamica si era diffusa in Francia nel biennio 2015/16 segnato dall’invasione mussulmana promossa dalla Merkel e dai vertici europei. Tale evento ebbe un effetto profetico sui mussulmani europei che vi videro probabilmente il momento della riscossa ai danni di un’Europa ormai stanca di portare il pesante fardello della civiltà e della civilizzazione e pronta, forse, a farsi trascinare in un’altra realtà. I mussulmani pensavano allora di essere forti, poi la reazione politica e civile li fece rientrare nei ranghi in attesa di una nuova occasione che forse è adesso. Perché gente che non teme la giusta e bella morte probabilmente non teme neanche l’infezione da Coronavirus che invece ci spaventa terribilmente. E sta cominciando, forse, a pensare che con la gente chiusa in casa e la polizia che ritorna a vessare i runner per loro si aprono autostrade verso gli stessi spazi fisici e politici che gli altri abbandonano. E che, una volta occupati tali spazi, tornare indietro sarà difficile.

Gli europei, non solo i francesi, hanno innalzato il timor panico a moderna filosofia di vita completando una lunga storia di decenni in cui il coraggio è stato espunto da società emasculate e svirilizzate e considerato fonte di tutti i mali che il politically correct aborre. Si è diffusa anche la teoria, peraltro suffragata dal sedicente papa che sta oggi a San Pietro, che non sia lecito neanche difendersi in caso di aggressione. Questi sono i frutti del rifiuto del coraggio: una società che vive costantemente nel panico e nel rimorso per qualsiasi circostanza e costantemente in fuga, prima che dai pericoli veri o supposti, da sé stessa e dalle responsabilità che le incombono. Che sono prima di tutto quelle di riconoscersi per quel che si è: non un pezzo di genere umano, non un elemento della comunità dei viventi del pianeta ma una civiltà che vive in un tempo e in uno spazio precisi che ha diritto di controllare e dominare e che ha caratteri identitari che sono solo suoi e che vanno difesi dalle pretese degli altri, chiunque siano, ovunque vengano, qualunque siano le loro motivazioni.

Avevo scritto, mesi addietro, che la dura esperienza del lockdown pure disciplinatamente subita, al pari degli italiani, anche da molti stranieri aveva forse fatto nascere una comunità di destino che per forza si basa sulla condivisione di esperienze forti e che un ragionamento sulla stessa potesse essere necessario per definire i nuovi assetti civili del nostro Paese. Come, però, una criticità si può tradurre in crescita ed omogeneizzazione civile, così il terrorismo mussulmano evidenzia le linee di frattura che attraversano una società e rendono radicali le scelte che dovranno essere fatte in futuro, oltretutto senza più poter neanche nascondere le violenze, che in Francia (ma direi anche in Europa) hanno assunto oramai carattere endemico, dietro la cortina fumogena di parole che rimandano a disagio e malattia individuali o a colpe ancestrali e del tutto presunte delle popolazioni ospiti. E queste scelte richiedono il coraggio, dei cittadini e della politica, di riconoscersi per quello che si è, di anteporre la tutela della società a quella degli individui e di riprendere in mano il proprio destino, di lottare contro le minacce ma accettando i danni che esse comportano, a partire dal Covid. Coraggio, appunto.

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Lista incompleta degli attentati islamici dal 2015: Parigi, Parigi, Saint Quentin, Parigi, San Bernardino, Bruxelles, Orlando, Magnaville, Dacca, Nizza, Heidingsfeld, Monaco, Ansbach, Saint Etienne du Rouvray, Charleroi, Toronto, Strasburgo, Home Hill Virginia, St. Claude – Minnesota, New York, Seattle, Pasadena, Baltimora, Berlino, Istanbul, Grasse, Parigi Orly, Parigi Louvre, Parigi, Heidelberg, Dusseldorf 1, Dusseldorf 2,  Londra, Anversa, Stoccolma, San Pietroburgo, Parigi (poliziotto), Alessandria, Il Cairo, Manchester, Londra, Melbourne, Parigi Notre Dame, Parigi Champs Elisées, Bruxelles Stazione, Michigan, Amburgo, Coblenza, Barcellona, Turku, Wuppertal, Surgut (Russia), Bruxelles, Londra, Marsiglia, Parigi, Edmonton (Canada), Marsiglia, New York, New York, Melbourne, San Pietroburgo, Melbourne, Vienna, Carcassonne, Muenster, Toronto, L’Aja, Parigi, Liegi, Parigi, Karzan (forse), Sochi (forse) Lubecca, Toronto, Parigi, Barcellona, Saragozza, Parigi, Londra, Melbourne, Strasburgo, Manchester, Marsiglia, Milano, Utrecht, Parigi, Tunisi, Londra, L’Aia, Mosca, Salerno, Volksmarken, Roman-sur-Isere, Reading, Glasgow, Parigi, Parigi, Nizza, Avignone (to be continued).

Discussione

3 pensieri su “Coraggio

  1. Finalmente svelato il fervido entusiamo per l’immigrazione irregolare…

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    Pubblicato da Graziella | 29 ottobre 2020, 17:49
  2. Mi permetto di correggerti:
    una società che muore per lasciar vivere individui dispersi e isolati
    No: una società che muore per lasciare gli individui, sempre ovviamente dispersi e isolati, morire di patologie diverse dal covid. Un amico medico mi ha segnalato in un commento nel blog che negli Stati Uniti c’è stata, rispetto allo stesso periodo di un anno fa, un’eccedenza di 300.000 morti: la metà a causa del covid, gli altri, direttamente o indirettamente, a causa della reclusione. In Italia sappiamo che nei due mesi della reclusione totale sono triplicate le morti per infarto; nei mesi successivi saranno sicuramente aumentate ancora, dato che tutte le persone a rischio che si dedicavano, come forma di prevenzione, a lunghe passeggiate e varie attività fisiche all’aperto, non lo hanno più potuto fare. Nello stesso periodo sono diminuite del 52% le diagnosi di tumore, vale a dire che ci sono molte migliaia di persone che hanno un tumore ma non si stanno curando perché non sanno di averlo. Questi sono gli unici ambiti di cui ho dati precisi, almeno limitatamente ai primi mesi, ma non ci vuole molta fantasia per immaginare che la situazione sia più o meno la stessa per tutte le altre patologie che sono state cancellate per dedicarsi unicamente all’adorazione del dio covid.

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    Pubblicato da blogdibarbara | 30 ottobre 2020, 3:44
  3. OT: cliccando “iscriviti” mi compare una roba di 21 schermate piena di robe strane in cui c’è di tutto tranne la possibilità di iscrizione.

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    Pubblicato da blogdibarbara | 30 ottobre 2020, 21:12

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