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Coronavirus

Roulette rossa

Alla fine anche la Toscana compie un carpiato e, dopo soli 4 giorni, da arancione diventa rossa. Neanche il tempo di acclimatarsi con il cambiamento e subito siamo lanciati in una nuova avventura che assomiglia a quella del periodo primaverile. La sensazione è che Giani non lo consideri nessuno e la regione, già rossa per orientamento politico, serva solo da paravento per declassare le regioni di centro destra. Da mesi De Luca minaccia di usare il suo lanciafiamme, presumibilmente per oscurare la tragedia ospedaliera di una regione dove si muore nel cesso, sì, ma almeno indisturbati dal personale medico e quindi non si capisce come la sanità che si pretende migliore d’Italia e fra le prime d’Europa possa essere appaiata a quella di stampo sudamericano della Campania.

Misteri del DPCM del 3 novembre che segue gli altri 3 di ottobre: è curioso che un governo che ha assunto pieni ed incostituzionali poteri per fronteggiare la pandemia sia incapace di esercitarli e che, dopo avere imposto lo stato di emergenza a luglio per fronteggiare la seconda ondata invernale, a ottobre si trovi ad arrancare dietro ai suoi stessi provvedimenti rinnovandoli prima ancora che abbiamo dimostrato di produrre effetti che, in effetti, non esistono. Considerando che l’incubazione media (ma ora si comincia a dire massima) è di 14 giorni, l’efficacia delle misure prodotte sui principali parametri è la seguente:

GIORNOTOTALEISOL. DOM.RICOVERATITER. INT.
14/10/2020    7.332           4.833               394            25
28/10/2020  24.988        20.216            1.026         125
VARIAZIONE241%318%160%400%
     
18/10/2020  11.705           8.743               514            45
01/11/2020  29.905        25.711               936            96
VARIAZIONE155%194%82%113%
     
24/10/2020  19.640        16.363               738            79
07/11/2020  39.809        32.195            1.104         119
VARIAZIONE103%97%50%51%

Quindi le misure previste dai primi 3 DPCM della nuova ondata hanno prodotto, o almeno accompagnato, incrementi anche a tre cifre percentuali di tutti i principali parametri monitorati. Che poi anche questa asserzione è dubbia perché il governo non ha mai indicato quali sono i reali obiettivi dei suoi provvedimenti: zero morti e zero positivi? Una flessione dei casi? Un minore aumento degli stessi? In ogni caso, tutti questi provvedimenti hanno contribuito solo a deprimere l’economia senza alcun effetto tangibile. Se non sei S.M.A.R.T. nella definizione degli obiettivi, i risultati non potranno mai essere valutati e saranno sempre soverchiati dall’immane volume delle chiacchiere e della propaganda.  

Siccome i primi tre tentativi sono andati a vuoto, siamo arrivati, dopo una settimana di discussioni, al DPCM del 3 novembre che ha alcune caratteristiche innovative. Infatti, esso sembra mirare a uscire dalla situazione di eccezionalità ma non nel senso di ritornare a lunghe falcate verso la normalità precedente quanto nel senso di creare un quadro che possa essere istituzionalizzato e mantenuto anche in fasi di temporanea remissione della pandemia che evidentemente si è endemizzata e resterà con noi. In effetti, la previsione dei tre colori per la qualificazione della gravità della situazione in ogni regione pare fatta apposta per imprigionare le regioni stesse in uno schema in cui trovano buoni e cattivi ed in cui si sale e si scende per presunte colpe o meriti degli amministratori e degli abitanti senza tuttavia entrare mai in una zona verde di vecchia normalità che per l’appunto non è contemplata. Le graduatorie sono determinate nientepopodimeno che dalla “scienza” che mescola in modo ignoto 21 (VENTUNO!) KPI di cui è praticamente oscuro tutto: la formula per il calcolo, la fonte dei dati e l’attendibilità degli stessi, soprattutto il modo in cui vengono sintetizzati in un esito finale di promozione o retrocessione. Per dire, è ignota la stessa formula dell’indice Rt/R0 assunto come faro guida delle politiche territoriali mentre, a maggior ragione, nessuno conosce l’algoritmo che dovrebbe sintetizzare la pletora di indicatori presi in esame. Si è detto che in questo modo la “politica” sarebbe stata espulsa dalla gestione della pandemia affidata ai “tecnici”: ma, a parte che la “Politica” servirebbe proprio per mediare fra diversi interessi reintegrando nel dibattito obiettivi economici e di legalità, poi si scopre che la Campania è in serie A e le regioni con la migliore sanità in serie C e che la disputa per downgradare la regione di De Luca dura ormai da dieci giorni nella totale confusione di ruoli ed intenti. La politica esiste eccome e questi tecnicismi ci mettono in una situazione peggiore di quella a cui ci aveva abitati l’UE con il pilota automatico gestito da indici manipolati (come spread e rendimenti) o totalmente oscuri come l’output gap a cui si oppose addirittura il governo Gentiloni con il ministro Padoan. Il sistema costituzional-democratico è stato travolto e siamo in mano ad una “Junta” con una linea di comando del genere: CTS-cabina di regia del ministero della sanità-ministro della sanità-Presidente del Consiglio. Che poi la situazione è ancora più confusa visto che ormai sembra chiaro che Conte è stato commissariato dal PD e che il centro decisionale è stato spostato al ministero della sanità occupato da Speranza le cui posizioni oltranziste guadagnano terreno ogni giorno. Questo è tanto vero che oramai si è anche un po’ attenuata la canea di virologi et similia che tutti i giorni ammorbavano giornali e TV: il loro compito è svolto, ora possono tornare in clinica.

Con questo DPCM si è chiusa la strada ad ogni possibile ipotesi di convivenza con il virus che salvaguardasse un po’ l’economia, si è istituzionalizzata la colpevolizzazione dei cittadini (è paradossale che il governo accusi i cittadini di essersi “allargati” troppo durante l’estate quando aveva addirittura concesso voucher per le vacanze) e delle loro aspirazioni di vita normale, si è spostato il baricentro del governo verso Speranza e si sono messe in gabbia le regioni le quali sono adesso giudicate – nella duplice componente di amministrazioni e cittadini – con una pagella settimanale gestita arbitrariamente ma declinata, come detto, in termini di colpe e meriti, colpe emendabili solo con un aggravamento progressivo delle restrizioni secondo le linee imposte dalla Junta: una situazione simile a quella che intercorre fra UE e Ungheria. Il fronte regionalista, se mai è esistito, è adesso dissolto in una contrapposizione aspra, aizzata dalle valutazioni settimanali degli “esperti”, in cui ogni governatore gioca tutti i venerdì alla roulette russa ed è chiamato a competere con gli altri in una lotta reputazionale che alla fine farà solo morti. Viene disprezzata, al solito, come razzista l’unica ipotesi razionale di limitare la circolazione degli anziani, uniche vittime di una malattia geriatrica ma anche architrave del consenso del governo, che pretendono aiuto salvifico dalla società ma poi si rifiutano di mostrare solidarietà a figli e nipoti che, pregiudicati nei redditi e nella formazione, per i decenni a venire li malediranno come vecchi avidi ed egoisti.

Il DPCM evita un lockdown formale ma realizza la previsione di un lockdown graduale e spezzettato (per categorie, territori, giorni e ore) o addirittura individualizzato mediante quarantene che riguardano ormai mezzo milione di positivi con i loro familiari e che risulta poco percebile da un’opinione pubblica frammentata ed attenta solo alla sua particolare condizione; salva (solo per il momento) casa e chiesa – inviolabilità del domicilio privato e messe – evita il lockdown economico ma avvia quello sociale, legalizza il concetto di “attività non essenziale” e rimette al governo il potere di decidere arbitrariamente in merito. La previsione di una passeggiata, ammessa vicino a casa ma chissà perché non in un bosco, stempera un po’ la nevrosi da reclusione. In compenso reintroduce (per sempre?) l’autocertificazione come condizione per uscire di casa: l’avevo detto ma lo ripeto, neanche Pol Pot o Ciccio Kim prevedevano tali restrizioni. Chiaramente questa situazione andrà verso un aggravamento visto che il nuovo Dux Speranza ĺambisce al lockdown totale. Sicuramente verranno fatti saltare il Natale e Capodanno (visto che dicembre e gennaio sono tipicamente i mesi delle malattie respiratorie) con quello che comporta in termini economici: la GDO fa un quarto del fatturato nei due mesi di fine anno, chiudere negozi e centri commerciali vul dire estendere al commercio la crisi del turismo e della ristorazione con decine di grossi operatori che, come nel 2012, salteranno per aria aggravando il dissesto occupazionale. Ma salterà probabilmente anche il lato religioso visto che difficilmente le chiese potranno rimanere esenti da restrizioni già invocate e quindi avremo il primo Natale scristianizzato della storia con sommo plauso, suppongo, anche degli atei oggi al governo e del sedicente papa gaucho. Appare sulla scena il vaccino che tuttavia ha tali e tante complessità da essere solo un elemento di ulteriore confusione che, se da un lato fornisce qualche elemento di rassicurazione e distrazione all’opinione pubblica, dall’altro sembra spostare in un futuro indefinito l’uscita dall’emergenza.

I cicli storici sono lunghi e questo ha tutta l’aria di esserlo. Il comunismo, per dire, è durato 70 anni in Russia e ha festeggiato, intonso, analogo compleanno in Cina. Nessuno può escludere che siamo di fronte ad un ciclo pluridecennale di autoritarismo (totalitarismo), limitazione della libertà, repressione economica e miseria. Occorrerebbe qualcuno che avesse la forza e la voglia di denunciare il tutto e di invocare una mobilitazione ma nessuna voce si leva all’orizzonte, tantomeno quella di un’opposizione divisa, litigiosa e muta che non ha capito quello che sta accadendo o non ha il coraggio di opporvisi. Non ci sono grandi speranze salvo quelle che derivano dalla preghiera che Mons. Viganò ha invitato a esercitare costantemente: concordo con lui.

Discussione

4 pensieri su “Roulette rossa

  1. Nelle Marche avevamo un Rt bassissimo, 1,1. Poi tre settimane fa c’è stato un piccolissimo focolaio locale che per una settimana ha alzato il valore; poi siamo tornati al valore di prima. Però, nonostante continuiamo ad avere un valore bassissimo, siamo stati degradati a zona arancione perché l’Rt preso in esame non è quello attuale bensì quello di due settimane prima. Il presidente della regione sta dando battaglia ma dubito che la spunterà. Tanto più che dopo decenni di fallimentare gestione del centrosinistra, lo scorso settembre siamo passati al centrodestra, e quindi dobbiamo pagare il crimine di avere votato nel modo sbagliato.

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    Pubblicato da blogdibarbara | 15 novembre 2020, 5:32
  2. Ha ricomposto ottimamente le tessere del mosaico. Il suo parallelo con l’UE è azzeccatissimo.
    Qui le zone rosse, gialle e arancioni, in UE lo spreed.
    Personalmente non vedo altro fine che la distruzione economica, considerando le linee guida per i medici di base che mirano ad aumentare i ricoveri e la totale assenza dei servizi al cittadino.
    Che sia la nascita di un nuovo totalitarismo, lo dissi fin da subito: le dittature, mai se ne vanno spontaneamente e non succederà questa volta. È un’occasione troppo ghiotta per chi vuole tenere in pugno il potere, senza dover rendere conto alla popolazione. Quello che preoccupa di più, è il silenzio di una qualunque opposizione: politica, medica, legale o in difesa del diritto di vivere dignitosamente.
    È azzeccata anche la critica al regime gerontocratico, che pur di salvare sè stesso, è pronto a sacrificare il futuro, che tanto non lo riguarda.
    Un ot, per descrivere il clima dispotico e terrorizzante.
    Vivo in toscana in un “paesone” di circa 35.000 abitanti. È zona rossa, tutto chiuso!
    Da stamani alle ore 8, ho contato ben 5 sirene e sono solo le 11.
    Il sospetto che ci sia il suggerimento “a non lesinate” con l’uso delle sirene è legittimo?

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    Pubblicato da Graziella | 15 novembre 2020, 11:18
  3. Quello che mi “preoccupa” maggiormente è l’attendibilità dei dati e l’uso che ne viene fatto (alla luce anche della opacità sugli obiettivi inseguiti dal Governo). Non vorrei che “magicamente”, dopo pochi giorni dall’entrata in vigore delle misura restrittive, gli indici (tra tutti l’indice Rt) si abbassasero, a “testimonianza” di un’efficacia delle misure stesse, che giustificherebbe, quindi, una loro periodica riproposizione. A scanso di equivoci, che gli indici scendano è auspicabile, meno che vengano costruiti ad uso e consumo di chi deve decidere.

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    Pubblicato da Stefano Petroncini | 16 novembre 2020, 13:25

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  1. Pingback: Covid: bagliori di luce | Average Joe - 17 novembre 2020

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