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Coronavirus

Ni-Vax

Crisanti, Galli, Gismondo, Mieli, il blogger hanno tutti un elemento in comune: un prudente scetticismo verso i vaccini anti Covid che stanno arrivando. Nessuno tracima nel campo dei No Vax ma neanche si azzarda a gettarsi a corpo morto in un’avventura i cui contorni sono al momento abbastanza opachi. E questo atteggiamento pare essere condiviso dalla maggioranza degli italiani: se circa il 16% rifiuta il vaccino, il 40% abbondante attenderà un po’ per vedere gli effetti che provoca. In sostanza, si percepisce che la fase sperimentale inizierà realmente solo con la somministrazione di massa e quindi, divenuti tutti novelli Mengele, si preferisce mandare avanti un altro essere umano per fargli fare da cavia: il degrado etico indotto da un anno di allarmismo e terrorismo è forse ancora più grave di quello economico.

Premesso, come detto in altre occasioni, che sono abbondantemente vaccinato e quindi non passibile di ideologia No Vax, credo che questa vicenda del vaccino presenti molti lati oscuri e susciti ampi dubbi. In primis il fatto che sin da febbraio il vaccino sia stato individuato dalla narrazione mainstream come il solo rimedio ad una malattia che – lo abbiamo poi scoperto nel corso dei mesi – per molti (80%) non produce effetti o, al limite (15%), ha gli effetti di una banale influenza. L’attesa messianica del vaccino si è accompagnata al rifiuto di ricercare e sviluppare cure adeguate per i casi gravi prova ne sia il plot, non si sa se più ridicolo o criminale, di denigrazione della Idrossiclorochina (HCQ) accusata, povero farmaco utilizzato da un secolo con funzione di salva vita nei paesi infestati dalla malaria, di essere divenuta un pericolo per la salute umana solo per il fatto di avere avuto in Trump un promoter di eccezione. Stesso destino della HCQ hanno subito altri rimedi che i medici operativi hanno dimostrato essere efficaci come il plasma iperimmune o il Remdesavir®, tutti rimedi che avrebbero potuto riportare il Covid-19 nei ranghi delle normali patologie che affliggono l’umanità traendolo fuori dalla categoria dei “flagelli divini” e che avrebbero consentito una normalizzazione del vivere civile.

Del resto la “Scienza” si è dimostrata ampiamente al di sotto delle aspettative: non è riuscita neanche a difendere i propri uomini, atteso che solo nel nostro Paese decine di migliaia di medici ed infermieri si sono ammalati e centinaia sono morti, né più né meno come i cittadini qualsiasi, e ha dato indicazioni contraddittorie su molti elementi di natura medica: le mascherine, la cui utilità è stata negata per mesi quando chiunque abbia avuto un congiunto immunosoppresso ricoverato in camera sterile ne conosce l’efficacia salvavita; i tamponi, prima riservati a pochi eletti e poi sdoganati per la caccia al malato inconsapevole; la stessa natura infiammatoria della malattia, paradossalmente individuata dal blogger, sempre e solo sulla base di esperienze vissute, sin dal 14 marzo allorchè rilevò la stranezza di una malattia virale che “reagisce bene ai forti antinfiammatori somministrati in caso di malattie autoimmuni il che è strano perché questi farmaci riducono le difese immunitarie e quindi sarebbero sconsigliati in caso di infezione. D’altro canto l’effetto solo sintomatico di questi farmaci fa pensare che la mortalità sia dovuta non tanto al virus in sé ma agli effetti infiammatori che provoca il che ne banalizzerebbe un po’ la portata”. Ancora oggi, invece, si pensa, di curare l’infezione nei cruciali stadi iniziali somministrando un banale antipiretico come il paracetamolo che non ha alcun effetto antinfiammatorio. Ricordiamo anche il divieto delle autopsie che ha ritardato di mesi la corretta diagnosi dei decessi a cui si è giunti soltanto dopo che alcuni medici, dovendo scegliere fra il rispetto della legge e quello del loro giuramento, hanno scelto quest’ultimo e hanno violato la legge, sezionando i cadaveri e permettendo di arrivare ad una corretta diagnosi dei decessi. Incidentalmente rilevo che non siamo più ai tempi della scorsa primavera quando questo morbo era sconosciuto: molti studi sono stati effettuati e molte cose sono state comprese per cui continuare a insistere su cure sbagliate non è più errore medico ma atto criminale ed in questo senso i cittadini dovrebbero cominciare a muoversi, intentando cause ai medici che non somministrano le cure efficaci che ormai sono state conosciute. Forse solo il proliferare di cause potrebbe distogliere la “Scienza” dall’impegno prioritario che si è data e che sembra essere quello di riformare il sistema sociale a furia di lockdown, divieti, sequestri e provvedimenti che causano il collasso economico.

L’incapacità della “Scienza” di fare i compiti a casa propria e la sua incomprensibile propensione a svolgere un ruolo non suo sono i principali motivi della latente sfiducia verso i vaccini che stanno arrivando. Il vaccino che conosciamo è sempre stato il frutto di un lavoro anonimo e nascosto svolto da scienziati, magari famosi nel loro ambiente ma ignoti all’opinione pubblica, che trascorrevano la vita a svolgere esperimenti misteriosi, in laboratori chiusi e segreti, in mezzo a vetrini e microscopi, dediti a scrivere articoli incomprensibili e per pochi eletti (i loro “pari, appunto) su riviste prestigiose e, soprattutto, al riparo dallo show biz che sembra avere ammaliato, con il suo contorno di interviste, libri, soldi e reputation, l’odierna orda di personaggi i cui titoli sembrano essere incomprensibili ma anche intercambiabili: qualcuno conosceva, prima del Covid, la differenza fra virologo ed epidemiologo? E perché un veterinario può discettare di virologia? Non siamo, mutatis mutandis vista la rilevanza dei temi coinvolti, allo stesso livello dei Napalm57 che sono stati esecrati, negli anni passati, perché reputati non in grado di comprendere temi di alta complessità? Siamo di fronte invece a vaccini che, al netto di una serie di problematiche che ora vediamo, sono stati posti sotto la luce dei riflettori da mesi, investiti di significati escatologici, utilizzati per lotte politiche a livello siderale, piegati ad esigenze di controllo degli individui e delle masse: non sono forse elementi che possono indurre ad un sano scetticismo circa la genuinità degli intenti e, al contempo, la sicurezza ed efficacia dei preparati?   

Ma la sfiducia si nutre anche di altri fattori più specifici, primo fra tutti la velocità con cui i preparati sono stati predisposti: dieci mesi invece di dieci anni. Su questo punto la narrazione ha stentato a trovare il giusto plot: inizialmente si è parlato di eliminazione di passaggi burocratici (ma i passaggi burocratici non sono, in questo caso, elementi dei controlli su sicurezza ed efficacia?) per poi spiegare che si è risparmiato tempo perché le tre fasi sono state svolte non in successione ma in parallelo (e quindi questo significa che ai volontari in fase 2 e 3 sono stati somministrati preparati che, non avendo passato la fase 1 che si stava svolgendo in contemporanea, non davano garanzia di sicurezza?) ripiegando infine sul fatto che le tecnologie attuali sono più avanzate ed efficienti, spiegazione che va bene per qualsiasi cosa ma che non spiega come mai molti vaccini moderni, che già non venivano più realizzati con i metodi del Dottor Pasteur, non abbiano ugualmente beneficiato di queste velocissime nuove tecnologie. Che poi AstraZeneca è stata costretta ad ammettere che la posologia corretta è stata individuata grazie ad un errore di somministrazione e quindi, mentre ringraziamo il fato per averci dato questa opportunità come nel 1940 con la penicillina, non si può escludere che la fretta si sia accompagnata ad altri errori che magari comportano conseguenze negative per i vaccinati.  

Altro dubbio sorge quando si considera che almeno due vaccini (quelli di Pfizer e Moderna) sono realizzati con tecnologie inedite e mai sperimentate prima. La sperimentazione risulta svolta su alcune centinaia di soggetti (mi sembra 194) per un periodo di pochi mesi. Nel momento in cui si prevede di vaccinare il genere umano, quale significatività statistica assume il campione suddetto? Senza considerare che già in quel ristretto campione si erano verificati casi di possibili reazioni autoimmuni (peraltro rapidamente scomparse dai media) che rappresentano il maggior rischio di una metodologia che va ad impattare su delicati meccanismi immunitari. La velocità di realizzazione si accompagna, credo indubitabilmente, ad una mancanza di informazioni sulle reazioni a medio-lungo termine che verranno acquisite in corso d’opera estendendo la fase sperimentale a 7,5 miliardi di individui. Evidenzio anche il fatto che il primo vaccino realizzato dal genere umano non era quello occidentale ma quello russo “Sputnik V” che poche settimane fa venne sbertucciato proprio in considerazione dell’eccessiva velocità con cui era stato realizzato che lasciava ipotizzare, solo in quel caso, serie mancanze di controlli: dopo etica ed economia, anche la logica esce danneggiata da questa epidemia.

C’è poi un altro dettaglio o, meglio, un cavillo, una pandetta, un busillis, insomma una questione di poca importanza da esaminare: di questi vaccini, ufficialmente, non si sa nulla. Le informazioni che abbiamo arrivano da stringati comunicati stampa, fra l’altro rigorosamente emessi dopo l’Election Day, e da lanci di borsa puntualmente accompagnati dalla frettolosa liquidazione di pacchetti di stock option dei top managers, un comportamento che denota sfiducia nell’andamento futuro dei titoli e che mi pare sia un tantino in contraddizione con l’enorme business millenario che pare aprirsi innanzi alle società che essi dirigono. Al netto di questi comportamenti apparentemente autolesionistici, non risulta che una riga di studi e dati ufficiali sia ancora stata indirizzata alle agenzie nazionali ed europee che dovrebbero analizzarli, convalidarli, chiedere magari qualche approfondimento e, quindi, autorizzare il via libera alle iniezioni. Siamo invece in una situazione in cui è già stata approntata la complessa logistica specializzata (noto in via incidentale che la temperatura di -80°C è stata raggiunta solo occasionalmente in Antartide), sono stati predisposti i piani vaccinali e si sta parlando di obbligo generalizzato di vaccinazione mentre ancora non si ha la prova provata che i vaccini siano sicuri ed efficaci.

I vaccini, appunto. Perché di preparati non ne abbiamo uno solo ma almeno tre, destinati a diventare decine nei prossimi mesi. Al momento l’orientamento politico sembra essere quello di prenderli tutti e di somministrare il primo che arriva ma questo atteggiamento sembra rispondere più a visioni politiche e ad approcci burocratici che non a metodologie mediche. Vale la pena ricordare che la somministrazione di un vaccino è un atto medico che dovrebbe essere deciso sulla base di un’attenta e personalizzata valutazione che individui, per ciascun paziente, la soluzione che ottimizzi il rapporto rischi-benefici. Quindi, perché non attendere che tutti e tre siano disponibili in modo che, avendo a disposizione magari anche qualche dato scientifico e non finanziario, sia possibile scegliere per ciascuno il prodotto migliore? La frenesia vaccinatoria si estende, pur con qualche voce contraria, anche ad imporre l’obbligo vaccinale a soggetti che hanno già avuto il Covid, non si sa con quale logica visto che la malattia conferisce naturalmente l’immunità e che non esistono informazioni certe non solo riguardo alla efficacia comparata del vaccino rispetto all’immunità naturale ma neanche alle caratteristiche di quest’ultima. A scanso di rischi, sarebbe opportuno cercare di infettarsi adesso per sfuggire all’obbligo di vaccinazione fra qualche mese.

In Italia, così come in Europa, vigono principi di libertà di cura e di consenso informato. Appare all’orizzonte la possibilità di una normativa che imponga il vaccino come, dice Burioni, dovere sociale: ancora una volta un medico che prescinde da valori medici. È evidente che normative di questo genere, prescindendo da qualsiasi valutazione rischio-beneficio condotta a livello individuale, lederebbero i principi di fondo della scienza medica che impongono, in primo luogo, di non nuocere al paziente e metterebbero paradossalmente in discussione il diritto alla salute che si è parossisticamente dichiarato, in tutti questi mesi, di voler difendere anteponendolo a qualsiasi altro diritto e, addirittura, alla tenuta sistemica del Paese che, sola, garantisce l’effettiva vigenza dei diritti. Di fatto la certificazione dovrebbe essere necessaria per sottoporsi alla vaccinazione. non per esimersene o per testimoniarla, soprattutto nel caso di soggetti con sistemi immunitari immaturi o compromessi (bambini, anziani, immunodepressi) per i quali la somministrazione può avere esito fatale. In Italia (Art. 32 della Costituzione) vige la riserva di legge per l’imposizione di trattamenti sanitari: vedremo se il governo avrà il coraggio e la forza di imporla in Parlamento o, in alternativa, quale escamotage si userà eventualmente per evitare il passaggio parlamentare.

L’escamotage può essere rappresentato dalla vaticinata possibilità di escludere un obbligo vaccinale vero e proprio accompagnandolo con la previsione di divieti per i non vaccinati: divieto di accedere ai locali pubblici, ai luoghi di lavoro, ai mezzi di trasporto e, suppongo, anche ai seggi elettorali. Di fatto il non vaccinato diventerebbe un paria condannato alla morte civile. Sarebbe compatibile questa condizione con il famoso Art. 3 che prevede l’eguaglianza di tutti i cittadini, visto che colliderebbe anche con decine di altre disposizioni costituzionali, prima fra tutte quella che santifica il diritto al lavoro suggellato dall’articolo 1 che addirittura dà il nome al partito del ministro che intende ridurre al rango di subumani i renitenti alla vaccinazione?

Come avvenuto recentemente anche con i vaccini per il morbillo, le persone fragili sono lo strumento preferito per diffondere sensi di colpa che incentivano il ricorso alla vaccinazione. Si propone uno scambio fra un piccolo rischio e disagio per molte persone e la riduzione dei rischi gravi per poche persone. Nel caso del morbillo la metodologia era puerile atteso che i decessi per questa malattia si contavano, annualmente, sulle dita di una mano mentre con il Covid si può confidare in un maggiore successo. Peraltro la dinamica delle due malattie è molto diversa perché il morbillo è pericoloso solo per persone con disturbi immunitari mentre il Covid lo è soprattutto per gli anziani. Non c’è dubbio che questa narrazione farà parte del sistema di persuasione (del resto Burioni ha già cominciato) ma è contraddittoria con le premesse di sicurezza del vaccino. Se infatti il vaccino è sicuro ed efficace per la categoria più a rischio, allora non si vede perché gli anziani non debbano provvedere in proprio alla loro sicurezza sottoponendosi al vaccino e lasciando liberi di scegliere i più giovani per i quali la malattia ha effetti modesti ed il rischio del vaccino può essere sproporzionato rispetto ai benefici. Si dirà che gli anziani non possono essere costretti a vaccinarsi (così come si è visto che non possono essere costretti a limitare gli spostamenti) ma non si vede allora con quale diritto possono pretendere che rischi ed effetti collaterali se li assumano altri soggetti che hanno lo stesso diritto di scelta e che non corrono gli stessi rischi in caso di infezione.

Alla fine lo strumento più efficace sarà il conformismo sociale ed il mobbing verso i renitenti. Non sarà tanto lo stato con le sue norme ed il suo apparato repressivo ad imporre l’obbligo vaccinale quanto il sistema sociale che omologherà i comportamenti con la minaccia di bandire i reietti dal suo seno. Del resto la pressione sociale già manifestatasi per rendere obbligatorio l’uso delle mascherine rappresenta un proxy di quello che succederà in futuro su un tema ancora più sensibile. Se fino ad oggi l’effetto gregge era conseguenza di comportamenti individuali liberi, consapevoli e motivati, l’ovinizzazione della popolazione sarà in futuro non la conseguenza ma la premessa del grado di immunizzazione che si vuole ottenere. Scordandosi, ovviamente, che scopo di un trattamento medico individuale dovrebbe essere la protezione della salute della persona e non la partecipazione coatta all’ennesimo sforzo millenaristico e universalistico rappresentato, in questo caso, dalla eradicazione di un virus.

Alla fin fine, il messaggio che passerà (Burioni docet) è questo: il vaccino è stato controllato dalle autorità sanitarie, se il controllo avesse avuto esito negativo lo avrebbero bloccato, se lo hanno consentito allora il prodotto è sicuro ed efficace e nessuno (neanche scienziati competenti come Crisanti) può pretendere di fare le proprie valutazioni. A parte che la messa in commercio di un vaccino, almeno fino ad epoca recente, non si è mai accompagnata all’obbligo legale di farselo iniettari; visto il clima in cui si sta svolgendo questa vicenda con i media che si sono incaricati non solo di veicolare delle visioni della realtà ma anche di creare la realtà stessa; vista la comunione di intenti di settori della scienza (questa volta in minuscolo) deviata, della politica, del business, dei media; vista la contraddittorietà delle opinioni espresse da scienziati e autorità sanitarie, in primis l’OMS; visto tutto questo, si può essere ragionevolmente fiduciosi che il via libera sarà dato in scienza e coscienza e non sotto l’influenza (lascio perdere il banale aspetto corruttivo) di un clima di ansie ed aspettative mai visto prima che può indurre ad abbassare le pretese in termini di documentazione e di requisiti di sicurezza ed efficacia dei manufatti? Sull’Huffinghton Post è comparsa una lunga intervista allo storico Corbellini che, partendo dal tempo dei Circassi, ci ha dimostrato come la capacità di controllo delle agenzie mediche è aumentata nel corso dei secoli. Non ci sono dubbi, sarà aumentata perlomeno come sono aumentate le capacità tecnologiche in altri settori e la consapevolezza sociale in generale. Ai tempi dei Circassi non c’erano del resto né l’elettricità né i diritti umani e quindi ci aspetteremmo plausibilmente che l’azione di controllo si conformi ai livelli di sensibilità oggi vigenti. Ma il fatto che ci siano più possibilità di controllo non coincide con l’effettiva esecuzione dei controlli da parte delle autorità competenti ed il clima di aspettative che si è creato nel corso dell’anno è il principale ostacolo alla nascita di un clima di fiducia intorno all’operato dei diversi attori. E, mi permetto di dire, la fiducia non nascerà se tutti non faranno un passo indietro tornando a nuotare nel loro alveo: gli scienziati nei laboratori, i politici in Parlamento, i burocrati nei loro uffici, la stampa ricominciando a svolgere una funzione informativa e non propagandistica, evitando tutti commistioni di ruoli, invasioni di campo e sovraesposizioni. Finchè non accadrà, faccio io un passo indietro e lascio volentieri ai volenterosi l’onore di fare da cavie.

Discussione

5 pensieri su “Ni-Vax

  1. Grazie.

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    Pubblicato da Stefano Petroncini | 4 dicembre 2020, 14:00
  2. Ottime considerazioni.Anche io mi associo nel fare il passo indietro. Sehnalo anche questo: https://www.youtube.com/watch?v=IMAkFKprzRQ&feature=youtu.be minuto 1.49 e seguenti

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    Pubblicato da edoardo | 4 dicembre 2020, 14:47
  3. Ma come?!?
    Non c’era la fiducia piena e consapevole della “capacità” umana di vincere la natura, che, secondo il Blogger, sarebbe nemica all’uomo?!?

    Bene: quando l’acqua tocca il culo si cerca di imparare a nuotare.

    🙂
    🙂
    🙂

    PS: …con voi basta avere PAZIENZA.
    PS2: …e anche il NI diventerà NO! 😀
    PS3: …sennò: avanti un altro, che mi vien da ridere.

    😀
    😀
    😀

    PS4: …so che non pubblicherà questo commento: è stato scritto solo per il Blogger! 😉

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    Pubblicato da Roland | 5 dicembre 2020, 7:59
    • Buongiorno, due volte ho scritto sui vaccini e due volte ho espresso il cuore del mio pensiero: mi sembrano, come tutti i medicinali, strumenti utilissimi per migliorare la sicurezza e la qualità della vita purchè se ne accetti il carattere di trattamento sanitario individuale che richiede una valutazione medica customizzata del rapporto rischi-benefici. Per contro non sono (sarei?) certo disponibile a mettere a rischio la mia salute per partecipare a sforzi collettivi (non solo l’eradicazione del Covid ma, per altro verso, anche la salvaguardia dell’ambiente o l’integrazione di popoli lontanissimi da me, la salvezza dell’Euro e dell’UE e altre millanta minchiate che quotidianamente vengono tirate fuori per affliggere la vita delle persone normali) che trovo insensati ed antiumani. Cinico? Certo, c’è scritto financo nell’epigrafe del blog.
      Riguardo ai vaccini anti-Covid credo che si stia parlando di qualcosa che di medico al momento ha poco: le incertezze su funzionamento, efficacia e sicurezza sono enormi e credo che la valutazione rischio-beneficio sia impossibile per chiunque.
      Di più, ritengo che l’intero allarme Covid sia sovrastimato: ad oggi (https://www.worldometers.info/coronavirus/) risultano 66.288.800 casi al mondo pari allo 0,85% degli esseri umani. I decessi sono stati 1.525.547 pari allo 0,019% degli abitanti del pianeta ed a 9,5 giorni di decessi medi giornalieri, al 2,8% delle morti totali mondiali ed al 2,30% dei contagiati.
      Siccome non sono ancora “anziano” e ho visto diversi casi di contagio che si sono risolti con effetti simili ad una influenza, peraltro neanche forte, ed in vita mia ho visto malattie ben peggiori di questa, credo che nel mio caso, per adesso, vaccinarsi comporti un rischio eccessivo rispetto agli esiti probabili di un contagio da Covid-19. Potendo non mi vaccinerei tuttavia penso che alla fine lo dovrò fare per forza perchè il clima è tale che difficilmente si tornerà ad una vita libera come quella passata senza passare per l’iniezione.
      Per quanto leggo sui giornali, il vaccino che preferirei è al momento quello di AstraZeneca che mi sembra più “tradizionale” rispetto alla tecnologia di Pfizer e Moderna che non ha precedenti e comporta conseguenze a lungo termine non valutabili: potendo, rifuggirei dal rischio di scatenare un’autoimmunità che ho visto all’opera con persone a me vicine e che non auguro a nessuno.
      In futuro la ricerca sfaterà di sicuro i miei dubbi, compresi quelli sull’utilità generale della vaccinazione anti-Covid ma, siccome mi picco di ragionare sulle cose ed altrimenti non avrei bisogno di scrivere tanto, al momento i dubbi sussistono.
      La ringrazio sinceramente per il commento: non ho paura della discussione e mi auguro che continui a seguire il blog ed a parteciparvi.
      Un cordiale saluto.

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      Pubblicato da Average Joe | 5 dicembre 2020, 9:57
      • La ringrazio altrettanto sinceramente della risposta.

        Continuerò a seguirla finchè ci esprimerà il suo pensiero sui risultati della futura ricerca “scientifica”…
        …intanto santa pazienza.

        Nel frattempo le lascio una mia esperienza pluridecennale: chi parla del futuro nasconde il presente e la mente umana disincarnata (idealismo) crea mostri incarnati.

        Al momento attuale abbiamo tutte le informazioni, necessarie e sufficienti, per comprendere la questione nei tre ambiti fondamentali (ecologico, economico, etico), ma capisco i tentennamenti perchè so che la realtà è paradossale rispetto all’ideologia imperante.

        Le auguro validi ragionamenti. Con stima la saluto.

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        Pubblicato da Roland | 6 dicembre 2020, 8:53

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