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Coronavirus, Politica Europa, Politica Italia

Chi Gallina nasce ….

Lasciamo perdere il fatto che “Lascenza”, nel suo approccio alla vaccinazione Covid, sta semplicemente ridicolizzandosi. Non bastava avere autorizzato in fretta e furia l’uso di medicinali di cui si sa praticamente niente e che purtuttavia sono adesso in corso di sperimentazione su centinaia di milioni di persone: perlomeno si era fatto finta di leggere qualche centinaio di pagine che definivano le modalità della somministrazione sulla base dei pochi e frettolosi esperimenti svolti. Però, appena accortisi che i vaccini sono pochi, tutte quelle carte sono state buttate nel cesso e si è cominciato ad apportare modifiche “ad capocchiam” ai protocolli di somministrazione con le soluzioni più disparate e strampalate tipo utilizzare diversi vaccini fra prima dose e richiamo (ma le tecnologie dei vaccini non erano così differenti da rendere ciascuno un unicum? E se si fa in questo modo, su quali basi si garantisce perlomeno l’efficacia attestata dagli studi depositati presso le varie agenzie del farmaco?) oppure somministrare solo la prima dose che tanto basta lo stesso. Avevano assicurato che gli studi erano stati completi ed approfonditi ma adesso sembra che basti una prima occhiata alla realtà per sovvertire gli studi stessi che, quindi, tanto approfonditi non dovevano essere visto che si non si erano accorti che i cocktail stile happy hour funzionano benissimo e che, stranamente, in questo caso “uan is megl che tu”. Lascio perdere il fatto che, in ambito europeo, le norme si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici e quindi, da un lato, via libera in tempi record ai vaccini americani mRNA e, dall’altro, ostacoli continui e ritardi sistematici per quelli dei nemici: Sputnik è una parolaccia che non si dice mentre Astrazeneca si può dire ma solo dopo un lungo periodo di studio e con molti limiti. In tutto questo si è distinto l’atteggiamento farsesco dell’AIFA che, nell’arco di un mese e sempre su basi scientifiche improvvisate, ha prima limitato l’uso del vaccino britannico ai soli under 55 in buone condizioni di salute (mentre invece Pfizer e Moderna, che per fare un esempio agiscono sul sistema immunitario, andrebbero paradossalmente bene anche per chi ha malattie autoimmuni), poi (ma solo dopo l’avvento di Draghi) lo ha esteso agli under 65, e oggi (siccome i pareri scientifici sono diventati come la trippa e si tirano dove abbisogna e Draghi vuole vaccinare tutti) valuta di autorizzare la somministrazione a tutti e amen. Facciamo quindi finta di non vedere questo scempio che pone fine al concetto di “scienza” che era maturato in cinque secoli e che pone, oggettivamente, enormi dubbi su quella che sarà la sua influenza sul nostro destino futuro.

Se ammettiamo, per ipotesi, che la vaccinazione di massa sia la via d’uscita da questo incubo, sembra che negli ultimi giorni sia avvenuto qualcosa a livello italiano ed europeo. Supermario, appena invocato, ha fatto qualcosa tagliando due teste eccellenti  – Borrelli e, soprattutto, Arcuri – e mettendo al loro posto due che sembrano sapere effettivamente di cosa parlano. Il problema vaccinale ha due facce: quella della somministrazione e quella della produzione. La prima era stata organizzata in modo naif con una particolare cura della scenografia basata su gazebo ingentiliti da una primula che, trasformandosi anche in un gadget da appuntare su tailleur e gessati, doveva dare il via ad un primo ed artigianale tentativo di schedatura. Ci si era sfortunatamente scordati di pensare ad alcuni dettagli tipo le modalità di conservazione e manipolazione in piazza di preparati che vanno conservati a -80 C°, la programmazione delle somministrazioni che, notizia di oggi, spesso vengono gettate via e l’assistenza, sempre in piazza e magari con dietro la coda di vaccinandi inferociti per i ritardi, da prestare alle persone, specie i mitici “anziani”, che dopo l’inoculazione possono avere reazioni avverse anche gravi. Erano dettagli ma nel Truman Show che Conte e Casalino avevano organizzato l’importante era l’apparenza da magnificare in conferenze stampa da tenere, anch’esse, in strada. L’arrivo di due professionisti, di cui uno militare, dovrebbe ricondurre a razionalità una vicenda nata parecchio male.

Sul versante produzione, Draghi ha potuto fare poco se non invitare l’UE, ad usum populi, ad essere molto dura con le ditte produttrici. Il problema della disponibilità di farmaci è infatti un problema generale a livello europeo tanto che alcuni paesi (Ungheria e poi Austria e Danimarca) hanno deciso di sfanculare Ursula e di procedere per la propria strada, anche se con diverse modalità: l’Ungheria si abbuffa di Sinopharm e di Sputnik mentre austriaci e danesi, inopinatamente alleatisi con Israele, vogliono produrre in proprio vaccini Pfizer di seconda generazione adatti alle varianti. Questa ipotesi andrà un po’ meglio capita in futuro: per produrre un Pfizer di seconda generazione occorre avere perlomeno il know how per produrre il primo e la presenza in partita di Israele lascia ipotizzare che il Mossad disponga, a torto o a ragione, della ricetta vaccinale. Diviene evidente, per inciso, il ruolo preminente di Israele nel coprire i vuoti che Bruxelles genera o ignora: dopo l’alleanza con Grecia e Cipro in chiave antiturca, ulteriormente rafforzata in ambito vaccinale, adesso l’entente cordiale con gli altri due paesi per i vaccini. Sarà interessante vedere se questo atteggiamento accelererà la disgregazione dell’Unione.

Infatti l’UE conferma la sua assoluta assenza di reattività rispetto alle sfide sempre più gravi che si pongono di fronte ai paesi europei. +Europa è la ricetta giusta per il fallimento contro il terrorismo così come contro l’immigrazione e, adesso, contro il Covid-19. Non è passato abbastanza tempo per scordarci come le autorità europee avevano inizialmente catalogato il tema pandemico come problema dei soli PIGS lasciando che il Belpaese, pure orrendamente guidato, affrontasse la prima ondata da solo e, anzi, con la manifesta ostilità dei nordici. Adesso le carenze si confermano nel campo strategico del reperimento dei vaccini: mentre americani e inglesi (God bless the Brexit) vanno come le schioppettate, in Europa si arranca non poco. BoJo ha programmato il ritorno alla normalità normale per fine giugno, negli USA molti stati stanno retrocedendo sulle misure di contenimento, pur facendo dispiacere Biden, mentre da noi i lockdown vengono visti come unica soluzione e destino obbligato da utilizzare anche per motivazioni ecologiche.

Ursula si era intestata la partita vaccinale, che aveva visto come strumento di rafforzamento del potere e dell’immagine dell’Unione, ma il destino cinico e baro le si sta invece volgendo contro: è tutto un fuggi fuggi, palese nel caso dei tre piccoli stati sopra citati (ma è in pista di lancio anche la Cechia), meno dichiarato ma concreto nel caso dei grandi stati con la Germania che ha cominciato, quasi sin da subito, a comprare vaccini per suo conto e con la stessa Italia che sembra cercare una propria via. Improvvisamente, il confronto perdente con le altre grandi aree geopolitiche ed economiche sembra avere ravvivato lo stimolo ad uscire definitivamente dalla pandemia ridimensionando i sogni (incubi?) di Great Reset in cui soprattutto Bruxelles si stava cullando. Se questa è la realtà, quali sono le cause?

Aldo Cazzullo sul Corriere dà la colpa alla burocrazia europea che ostacola il reperimento dei vaccini il cui potere, a sua volta, è enfatizzato dalla mancanza di una guida politica autorevole. Ora, è evidente che Ursula, quando appare in TV inespressiva e con la sua chioma cotonata, tutto può essere considerata tranne che autorevole, dando più l’impressione di essere uno degli avatar dei sintetizzatori vocali, ma il discorso sulla prepotenza della burocrazia può forse valere nella fase di accreditamento dei vaccini, anche se su questo giocano fattori geopolitici non indifferenti, non nel caso della contrattualizzazione, dell’approvvigionamento e del contenzioso con le imprese fornitrici. In effetti, nessuno ha contestato i pieni poteri della Commissione nella stipula di contratti con Pfizer & Co. anche se altri contratti erano stati precedentemente stipulati dai singoli stati. Ursula è apparsa frequentemente, a cavallo delle feste, per aggiornarci sui numeri imaginifici dei vaccini disponibili, addirittura superiori a quelli degli abitanti dell’Unione. Se poi, alla resa dei conti, nessuna società farmaceutica prende nemmeno in considerazione l’ipotesi di rispettare i contratti con l’UE, ciò significa che le suddette apparizioni erano l’equivalente delle televendite di Mastrota, che la situazione è stata ampiamente sottovalutata e che nella sottoscrizione dei contratti molti errori sono stati fatti.

Per fortuna la soluzione c’è ed è semplice: dare tutta la colpa a Sandra Gallina, negotiator incaricata della stipula di contratti con le società farmaceutiche, cultrice di lingue (ne parla sei) ma capitata in quel ruolo per una delle tante gabole della burocrazia bruxellese che distribuisce gli incarichi non secondo il merito ma in base a nazionalità e genere. Che c’azzecchi una traduttrice con la contrattualistica sanitaria lo sanno solo nella simpatica capitale belga però buttarle la croce addosso, come ha fatto il sempre garbato Burioni, non è generoso ma soprattutto non è corretto. Perché è vero che le clausole non tutelano assolutamente il cliente, cioè noi, ma se un tema epocale come quello della vaccinazione Covid-19 viene affrontato con strumenti giuridici simili ai pensierini di prima elementare è probabile che la causa sia diversa dalla mera dabbenaggine della Gallina che mi immagino, visti i livelli veramente basici della questione, che un minimo di esperienza contrattuale, non foss’altro che per l’acquisto di casa sua, comunque ce l’abbia.

È vero che Sandra (non più) nostra veniva dal settore del commercio internazionale che è cosa ben diversa dalla negoziazione e questo per vari motivi. In primis, i trattati internazionali sono essenzialmente un’orgia di parole che non entrano che indirettamente nel merito delle questioni che vogliono regolamentare. In secondo luogo, questi trattati comprendono una pletora di questioni differenti sulle quali è possibile realizzare mediazioni modificando le condizioni di un settore piuttosto che di un altro. Ancora, i trattati che l’UE stipula, escluso quello con il Regno Unito, hanno fondamentalmente come controparte paesi deboli che devono per lo più soggiacere ai desiderata europei per avere accesso al mercato unico per cui il loro potere contrattuale è poco e ciò consente ai buoni sherpa nostrani di dare libero sfogo alle loro perversioni grammaticali.

Premesso che forse l’incarico poteva essere più opportunamente conferito a Barnier, che per lo meno aveva maturato una ricca esperienza negoziale con una controparte tosta ma che probabilmente è stato fregato dal cromosoma XY di cui è portatore, è chiara la differenza con una situazione negoziale in cui l’oggetto era un solo prodotto di rilevanza critica per il compratore che, quindi, aveva poco potere negoziale. Eh sì, perché l’Unione Europea è l’unica macro area priva di una sua produzione vaccinale: gli USA ne hanno almeno tre, così come la Cina, mentre UK e Russia hanno da tempo preparato il loro medicamento. È chiaro che non puoi imporre le tue condizioni a società che hanno la sede a centinaia o migliaia di km di distanza e che ti tengono per le palle visto che loro hanno quello che tanto desideri mentre tu puoi offrire solo soldi, bene che oggi nel mondo è sovrabbondante. Presumibilmente, Biden e Johnson hanno potuto godere di ulteriori argomenti nella negoziazione con società che risiedono nella loro giurisdizione. L’UE è stata fregata principalmente dalla sua forma mentis che presente una serie di vizi e limiti: schifare la produzione (basti pensare alle occasioni perse, nel passato, nel settore dell’elettronica, della finanza e di internet); concentrarsi su tecnologie vetuste come quelle dell’auto rinunciando alla R&S (il vaccino Pfizer veniva spacciato inizialmente per tedesco ma si vede adesso, quando siamo passati alla produzione, che il ruolo di Biontech era solo quello di provider di servizi specialistici); perseguire obiettivi ideologici privi di connessione con le reali richieste dei mercati (vedasi alla parola “ecosostenibilità”) e, dall’altro lato, porsi sempre dal lato del mero acquirente di qualsiasi cosa ipotizzando che la posizione mono- o oligopsonistica che essa ricopre (almeno per adesso, in futuro vedremo) possa condizionare i comportamenti della controparte. L’Unione pare incarnare il paradigma dei liberi mercati svincolati dal livello politico ma non riesce a capire che, quando il gioco si fa duro, il livello politico è necessario per rendere concreta la libertà economica a partire dal rispetto dei contratti liberamente firmati. In mancanza di questo livello, le clausole che mancano nei contratti possono certo essere state omesse dalla Gallina ma, più probabilmente, non sono state accettate dalle controparti. In realtà, al di là dei demeriti dalla negoziatrice, il fallimento degli accordi vaccinali segnala il declino del ruolo geopolitico dell’UE e il deperimento del suo ruolo fondamentale. Nata come strumento per condividere e potenziare le antiche risorse strategiche (all’epoca, cibo, acciaio e nucleare), l’UE sta progressivamente perdendo questa capacità rispetto alle nuove (tecnologia, sicurezza, sanità). Conseguentemente, viene progressivamente meno il suo prestigio nelle negoziazioni internazionali e perde autorevolezza con gli stati che la costituiscono che, riffa raffa, debbono invece tenere conto del consenso degli elettori. Credo che questa Europa non sopravviverà alla prossima crisi finanziaria che, infatti, cerca di allontanare il più possibile. Quando ciò avverrà, speriamo ci sia ancora la Gallina a cui dare la colpa.

In Italia, Draghi si è fatto sentire con potenza. Sembra perseguire obiettivi di medio termine che, tramite la vaccinazione, portino alla regolarizzazione di vita ed economia: pur nel silenzio in cui si è rinchiuso, non sembra essere un cultore della pandemia continua e del terrorismo mediatico. Considerando le teste che ha fatto cadere, sembra che il periodo contiano sia stato archiviato insieme ai suoi uomini ed alla strategia di indulgere nel terrorismo e nella pandemia per consolidare il potere. “Ciufeto”, novello capo dei 5S, forse avrà presto (ma, vedendo come Marione si comporta, non ci giurerei) l’occasione di incontrare il suo successore: a quel punto, non vorrei essere nei suoi panni.

Discussione

10 pensieri su “Chi Gallina nasce ….

  1. Come al solito articolo molto interessante. Tuttavia noto sempre una eccessiva fiducia in Draghi: fare peggio del (capo di) governo precedente è difficile. Inoltre è vero che sono stati cambiati due pezzi grossi (Borrelli e Arcuri), ma si è militarizzata la gestione della emergenza, e questa non è affatto una cosa buona e potrebbe preludere a colpi di mano (militare) in tema di obblighi vari. Possibile che su sessanta milioni di persone non se ne trovi una davvero capace eccetto che tra i militari? Si tenga anche presente che il signore messo a capo della Protezione Civile ha lavorato al Sisde (quindi sempre di servizi e militari parliamo) e che non è nuovo all’incarico (e non mi pare che sia brillato per efficienza all’epoca). Infine temo sia troppo presto affermare che il Great Reset abbia subito uno stop. Anzi, Draghi potrebbe essere la pedina giusta al momento giusto, per un cambio di passo che in Italia ormai stentava, tanto che da quando c’è lui, le “varianti” si motliplicano e la “terza ondata” è data ormai per scontata. Non vorrei che Pasqua 2021 si rivelasse la fotocopia in peggio di quella del 2020.

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    Pubblicato da edoardo | 3 marzo 2021, 15:44
    • I militari sono quelli che, in caso di calamità, in una giornata montano un ospedale da campo. Oggettivamente sì: difficile trovare di meglio fuori dall’ambito militare.

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      Pubblicato da blogdibarbara | 4 marzo 2021, 5:20
      • Anche la protezione civile lo fa. Basta avere i mezzi. Se si tratta di logistica sono sicuro che un buon dipendente di DHL, Amazon, ect… se la caverebbe altrettanto bene. Se invece l’idea è quella di portare i vaccini porta a porta allora i militari sono più indicati, perchè hanno dalla loro la forza (https://www.ilmessaggero.it/politica/vaccino_esercito_generale_portolano_cosa_ha_detto_ultima_ora_3_marzo_2021-5806872.html)

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        Pubblicato da edoardo | 6 marzo 2021, 1:03
      • L’articolo è visibile solo agli abbonati, e io non lo sono. Comunque il fatto che anche qualcun altro sarebbe in grado di fare altrettanto bene – cosa, nel caso specifico, tutta da dimostrare, dato che non si tratta di verificare entità in blocco bensì la singola persona, con la sua capacità, le sue esperienze eccetera – non mi sembra un argomento per sostenere che questo non va bene, e soprattutto un generale non è l’esercito, per cui affermare che la nomina di un militare a una carica di responsabilità potrebbe preludere a colpi di mano militare mi sembra quanto meno una forzatura.

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        Pubblicato da blogdibarbara | 6 marzo 2021, 2:21
  2. Buonasera Barbara. Le faccio osservare che non ho mai parlato di colpi di mano di tipo militare, ma di una militarizzazione della gestione dell’emergenza covid. Militarizzazione che da un anno a questa parte mi pare indubbia (si pensi ai droni alla caccia dei runners, alla Folgore a Vo’ Euganeo, ai camion di Figliuolo a Bergamo…). In ogni caso mi pare evidente che avere a capo della gestione emergenziale un militare non implichi affatto che le cose prenderanno una piega militare, come d’altra parte mettere un boss mafioso al ministero dei lavori pubblici non implica necessariamente avere appalti truccati. Diciamo che è più probabile. Tenga anche presente che da più parti il termine “manu militari” è stato usato da giornalisti (ricordo ad esempio byil video di Sommella) per chiedere una più “efficace” spinta alla vaccinazione.

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    Pubblicato da edoardo malgarida | 7 marzo 2021, 19:04
    • non ho mai parlato di colpi di mano di tipo militare
      No?
      questa non è affatto una cosa buona e potrebbe preludere a colpi di mano (militare) in tema di obblighi vari
      Su qualunque cosa detta dai giornalisti, sinceramente stenderei un velo pietoso, considerando il loro rapporto a dir poco problematico con la realtà e con la verità. Quanto al resto, quando a Bergamo è sorta la necessità di portare via un gran numero di morti che non si riusciva più a seppellire lì, serviva un gran numero di camion, e l’esercito li aveva e li ha messi a disposizione: qual è il problema? Sarebbe stato preferibile farlo fare (ovviamente pagando) da qualche ditta di trasporti o di traslochi? Con quale vantaggio? E se esercito marina e aeronautica mettessero a disposizione tutti i loro medici militari per vaccinare e soluzioni logistiche per farlo, sarebbe davvero così tragico, considerando che con le vaccinazioni siamo quasi il fanalino di coda? O pensa forse a militari che vengono a obbligarci a vaccinarci venendo casa per casa col mitra spianato?
      Ricordo per inciso che in Turchia quel minimo di democrazia e libertà e laicità è sempre stato garantito dall’esercito. Poi è arrivato Erdogan che per istituire la sua dittatura islamica ha letteralmente decapitato i vertici dell’esercito, ridimensionato l’intero comando, e democrazia e libertà e laicità sono defunte.

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      Pubblicato da blogdibarbara | 7 marzo 2021, 22:33
      • Ha ragione sui colpi di mano, avevo usato proprio quella espressione. Chiedo venia.
        Per il resto se parliamo di Bergamo più che militari servirebbero magistrati, per indagare su quello che è successo davvero, proprio a partire dai (non ) molti morti portati via dai camion. Già perchè se si va vedere cosa è successo magari si scopre che era stato organizzato tutto per fare la sceneggiata.. Sa ad esempio che Piacenza ha avuto una mortalità più alta di Bergamo ma non hanno fatto le stesse cose ad usum TV? E anche sulle vaccinazioni, che non sono propriamente vaccini, che non danno immunità, che come AIFA dixit non comportano la sospensione di mascherine, distanziamento sociale… ci sarebbe da dire.

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        Pubblicato da edoardo | 8 marzo 2021, 16:12
      • Bene, prendiamo atto che non siamo d’accordo su niente.

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        Pubblicato da blogdibarbara | 9 marzo 2021, 21:28
  3. No, gentile signora Barbara, non è vero che non siamo d’accordo su niente: ricordo che qualche mese fa sul blog Una penna spuntata fummo parecchio d’accordo (e combattivi) nei commenti al post https://unapennaspuntata.com/2020/08/10/mortalita-giovani-spagnola/. Un saluto Edoardo

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    Pubblicato da edoardo | 10 marzo 2021, 17:41

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